TESTO E FOTO DI

Carlo Maria Milazzo

Venice, la spiaggia del Re Lucertola



Tra Jim Morrison e le bagnine di Baywatch

Venice fu disegnata a tavolino e fondata nel 1904 dal magnate del tabacco Abbot Kinney. I canali dovevano ricalcare quelli della Venezia originale e per inaugurarli vennero chiamati dei gondolieri doc, di quelli in magliette a righe e che remano solo con pieni di Prosecco o di Bardolino.

Il progetto di Kinney durò solo una ventina d'anni: la località fu assorbita dalla city di Los Angeles che fece interrare la gran parte dei canali, lasciandone ai posteri solo sei. Oggi su questi corsi d'acqua superstiti s'affacciano villette basse che gareggiano a chi ha il giardinetto più fiorito o la fontanella più kitsch.

Arrivo a Venice di pomeriggio con un bus blu che ho preso a Downtown e che, per più di un'ora, mi ha fatto sussultare come un pop corn nella pentola. Dopo una rapida occhiata ai canali imbocco una strada ampia che, dopo aver traversato la Pacific Ave, mi fa già vedere l'oceano.

Sulla destra affianco un palazzo a parallelepipedo, bucato da qualche monofora, con portichetto copiato da piazza San Marco. La facciata fronte mare è verniciata di un celeste da cui affiora una Venere del Botticelli. La dea, come quella del pittore fiorentino, ha una mano sul seno e una sul pube, ma questa indossa top bianco, jeans skinny e roller. L'autore del murales è il leggendario Rip Cronk, responsabile anche del ritratto di Jim Morrison sulla casa della 18th Ave.

Morrison emerge da uno sfondo color melone. E' lo stesso della foto più universalmente... continua a leggere »

 

 


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