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Tra le “vie cave” della Maremma

N. 59 - Ottobre 2021

 

Tra le “vie cave” della Maremma

Nel cuore della Maremma annegati in un mare di vegetazione dai toni cangianti di infiniti verdi, si scopre un Luogo.  Anzi, di più.

E’ un complesso di natura che emozionalmente entra nell’anima, nel cervello, nelle viscere.

Pietre, giganteschi monoliti, pareti di tufo scavate millenni fa (come, da chi, perché? …).

Sono “Strade” (le vie cave) in un reticolo di percorsi non ancora totalmente portati alla luce, che attraversano la sub regione, la cui funzione originaria non è ancora chiara.

Potevano fungere da strade di comunicazione e trasporto, o forse più probabilmente erano legate ad aspetti al limite del trascendente, dato che si snodano attraverso numerose necropoli, alcune delle quali di raffinata decorazione e ancora oggi ottimamente conservate.

“Strade” lungo le quali i riti religiosi pagani e cristiani si sono confusi nel tempo.

Pitigliano fotografata da Giovanni Volpato

Ad esempio nella notte di San Giuseppe – 19 marzo – o precedentemente il 21 marzo, in occasione dell’equinozio – si sono consumati nei secoli i riti beneauguranti per il raccolto. Una processione si snoda nella via cava detta di San Giuseppe, alla luce di grandi torce fatte con canne di palude, soffermandosi presso l’edicola dedicata al Santo, per concludersi con il simbolico incendio dell’“Invernaccio” nella piazza di Pitigliano.

Architetture etrusche, simbologie e posizioni “astrali” di blocchi, tumuli e tombe, anomale buche nel sasso, le coppelle, fanno da sottofondo alle strade…

All’ombra della rigogliosa vegetazione che si nutre ed emerge dal chiarore del tufo, spiccano felci e piante di alto fusto; alcuni tronchi si insinuano fra le spaccature dei monoliti, lì si rafforzano fino a spaccarle.

Ed ancora piante officinali ed aromatiche che crescono spontanee, ma che hanno dato vita anche ad intensa coltivazione, diffondono i loro profumi lungo questi sentieri che in gran parte sono stati classificati e mappati per la pratica del trekking.

L’accompagnamento sonoro è il chiacchiericcio delle acque dei torrenti, che si confonde con i versi di varie specie di uccelli.

L’area è impreziosita dalla presenza di alcune fonti termali, anche di libero accesso, quali la fonte del Mulino.

Una giornata in quei luoghi non può che concludersi nel piacere dell’enogastronomia locale, in cui l’olio delle Terre dei Tufi, con il suo sapido aroma, amalgama tutti i sapori ed i gusti.

In ogni angolo si trovano opportunità di scoperte, storia, conoscenza, eventi, natura, benessere.

Pitigliano, Sovana, Sorano, Saturnia.

Sono i nomi delle principali tappe imperdibili di un viaggio nella storia e nello splendore rigoglioso di questo angolo di Maremma: un luogo ancora umano.

Pamela Polvani

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