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Sempre più ulivi in Emilia Romagna

N. 72- Novembre 2022

 

 

Sempre più ulivi in Emilia Romagna

Sarà vero il vecchio detto “Non tutto il male vien per nuocere”? Forse esageriamo in ottimismo, ma, quasi quasi, verrebbe da pensar questo, quando si apprende che in Emilia-Romagna – anche a causa dei cambiamenti climatici – la produzione di olio extravergine d’oliva nella nostra regione è cresciuta del 30% e che gli ettari coltivati ad olivo sono arrivati ad essere 4.500. E’ il ritorno di una pianta che consente di produrre quel delizioso succo di frutta che è l’olio d’oliva attraverso la raccolta, la spremitura e l’imbottigliamento, attività cui si dedicano le aziende locali. Che sia una produzione già presente nel passato lo testimoniano le piante di olivo secolari che si trovano nel nostro territorio. Siamo al punto che si ipotizza l’esportazione dell’extravergine emiliano-romagnolo negli Stati Uniti d’America.

A tutto questo sta pensando il Consorzio Olio Extravergine di Oliva Emilia-Romagna (COER) costituitosi il 9 febbraio di quest’anno e che si è presentato alla stampa a fine giugno con un programma ambizioso. A presiedere il COER è una signora austriaca, Julia Prestia, che ha coltivazioni nel reggiano. Anche il Direttore generale del Consorzio è una donna, Antonietta Mazzeo. L’incontro con la stampa ha avuto luogo a Bologna, nella sede della Confcommercio.

Obiettivo del COER è, ovviamente, la promozione e la valorizzazione dell’olio dei produttori associati – come dimostrano i già accennati contatti con gli USA – ma anche un modo nuovo e molto moderno, quanto meno attuale, di presentare il mondo della produzione olearia regionale: l’incentivazione del cosiddetto oleoturismo che si concretizza nelle visite organizzate e guidate ai luoghi di produzione , agli uliveti, ai frantoi, alle esposizioni ed ai Musei dedicati all’olio extravergine di oliva. Il tutto associato ad iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo. Il COER, quindi, punta a fare dell’azienda olivicolo-olearia e del frantoio un momento importante ed innovativo della già variegata offerta turistica regionale.

In Emilia-Romagna esiste un centro universitario di eccellenza tra i più importanti d’Italia che è il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna con il quale il Consorzio ha avviato una collaborazione per realizzare eventi scientifici, culturali e divulgativi di livello nazionale ed internazionale  anche attivando sinergie con consorzi, società, istituti, associazioni ed organismi vari di altre regioni che abbiano scopi sociali analoghi a quelli del COER.  

Il Consorzio, ad oggi, associa 50 aziende che producono olio, soprattutto nelle zone collinari del territorio emiliano-romagnolo.

 Giovanni Rossi

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