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Pacentro, Madonna e mr. Pompeo

N. 74- Gennaio 2023

 

 

Pacentro, Madonna e mr. Pompeo

È noto soprattutto per aver dato i natali ai nonni di personaggi diventati famosi in America, primi fra tutti Louise Veronica Ciccone, meglio nota con il nome, tra l’icastico e l’irriverente, di Madonna, e Mike Pompeo, il roccioso (come la terra d’origine dei suoi avi) Segretario di Stato di Donald Trump.

Ma limitare Pacentro, borgo in provincia dell’Aquila, alla fama dei discendenti dei suoi migranti è riduttivo. Ben altre sono le sue peculiarità, a partire dalla forma del paese, adagiato come una mezzaluna crescente sul crinale di un colle alle pendici del monte Morrone.

Dalla strada che si arrampica con i suoi tornanti verso il paese, al visitatore si presentano subito le torri del castello Cantelmo-Caldora, il perno difensivo di una rete di castelli da fare invidia al sistema delle fortezze del Signore degli Anelli. Insieme con i castelli di Anversa, Bugnara, Introdacqua, Pettorano sul Gizio, Popoli e Roccacasale, costituiva infatti il sistema difensivo della “terra di mezzo”, la Valle Peligna.

Il borgo, posto ad una altezza di 700 metri, è la porta di ingresso del parco nazionale della Maiella, che dal 2021 ha ottenuto il riconoscimento di Geoparco mondiale dell’Unesco (vedi Omnis Magazine nr. 54, maggio 2021). Il territorio di Pacentro si estende da 480 metri fino a quasi 2.800 metri del monte Amaro, la cima più alta della Maiella e seconda vetta degli Appennini.

Fin dall’ingresso nel paese ci si rende conto di essere in uno dei borghi medievali meglio conservati dell’Abruzzo, un pregio che ha consentito a Pacentro di entrare nel novero dei “Borghi più belli d’Italia”. Un dedalo di stradine avvolge il colle, muovendosi tra le case in saliscendi caratterizzati da strette scale affacciate sulla valle. Il visitatore può ancora passare sotto le quattro porte dell’antico borgo e raggiungere la cinta muraria esterna del castello, la meglio conservata, mentre la seconda cinta è stata la più danneggiata dai frequenti terremoti.

Anche se la fondazione di Pacentro risale al periodo pre-romano (la leggenda vuole che il borgo sia stato fondato da Pacinus, eroe troiano arrivato in Italia con Enea), il primo impianto del castello si attesta a cavallo dell’anno Mille e la struttura attuale è frutto degli interventi delle famiglie che qui hanno governato, primi tra tutti i Cantelmo-Caldora, ma anche le più note famiglie romane, dai Colonna agli Orsini, ai Barberini. Una sapiente ristrutturazione consente di salire sulla torre più alta, da dove la vista spazia sul borgo, fino ad abbracciare tutta la valle Peligna.

Camminando tra le vie del paese è possibile ammirare luoghi e costruzioni che ne documentano la vita, dalle numerose chiese, solide testimonianze della religiosità nei secoli, ai palazzi dei signori che qui hanno governato, fino a strutture che comprovano lo svolgersi dell’attività di tutti i giorni, come i Canaje (i canali), antico lavatoio pubblico alimentato dalle sorgenti del monte Morrone, o la “preta Tonna” (pietra tonda), antica pietra scavata per misurare il grano, trasformata nei secoli in una sorta di gogna paesana, sopra alla quale venivano esposti al pubblico ludibrio i creditori insolventi, obbligati a sedere nudi davanti ai passanti.

Tra le chiese, merita certamente una visita la cinquecentesca chiesa di santa Maria Maggiore (o della Misericordia) caratterizzata da una robusta facciata in pietra tripartita inferiormente da lesene. All’interno, la volta della chiesa è tutta coperta di stucchi e, all’esterno, il bel campanile è secondo per altezza, nella valle, solo a quello dell’Annunziata di Sulmona.

La storia millenaria di Pacentro comincia a decadere durante il periodo del regno di Napoli e poi con l’Unità d’Italia, soprattutto a causa del brigantaggio, molto forte in queste zone. Alla fine dell’Ottocento e a metà del Novecento il paese si spopola con la grande migrazione verso le Americhe.

I discendenti più famosi dei suoi migranti non hanno comunque dimenticato le loro radici: uno, Mike Pompeo, è tornato qui il 3 ottobre 2019 a rivedere la casa natale dei nonni, mentre l’altra, Madonna, sempre molto attesa dai pacentrani ogni volta che viene in tour in Italia, qui non è mai apparsa, ma dopo il terremoto che nel 2009 sconvolse il territorio dell’Aquila ha fatto una donazione di 500 mila dollari per la sua terra di origine.

Giuseppe Di Paolo

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