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Marina Militare ed ENI, protocollo di collaborazione

N. 72- Novembre 2022

 

 

Marina Militare ed ENI, protocollo di collaborazione

E’ recentemente stato siglato un protocollo d’intesa, presso Palazzo Marina a Roma, un protocollo d’intesa fra la Marina Militare e l’Eni. A firmare il documento l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone e l’Amministratore Delegato di Eni, Dottor Claudio Descalzi. Scopo del protocollo è il consolidamento delle sinergie già in atto tra le Parti per garantire sia la sicurezza marittima nel senso più ampio, sia la realizzazione di un’ampia collaborazione a supporto del potenziamento della sicurezza energetica a protezione degli interessi nazionali in campo marittimo.

In particolare, la Marina Militare, fornirà supporto ad Eni tramite il concorso all’attività di vigilanza nei settori della subacquea e dell’idrografia, sull’impiego ottimale delle risorse della piattaforma continentale. Il protocollo contribuirà anche a rendere più familiare per la Marina Militare l’ambiente delle piattaforme di estrazione degli idrocarburi offshore, consolidando nel contempo le sinergie già in atto tra le due Parti.

La Marina Militare ai sensi dell’art.111 del D.lgs. n. 66/2010, “Codice dell’Ordinamento Militare”, è infatti responsabile, della “vigilanza a tutela degli interessi nazionali e delle vie di comunicazione marittima al di là del limite esterno del mare territoriale” e, per tale scopo, ha sviluppato, su indicazioni della presidenza del Consiglio dei Ministri, la capacità di fusione delle informazioni scambiate tra le differenti Amministrazioni dello Stato e acquisite dai propri mezzi navali, in un Dispositivo Interministeriale Integrato di Sorveglianza Marittima (DIISM) con possibilità di impiego anche nel quadro della Politica Marittima Integrata dell’Unione Europea. Tale capacità è allocata presso la Centrale Nazionale Interministeriale di Sorveglianza Marittima (CNISM), presso il Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) a Roma.

Nello specifico il protocollo consentirà di sviluppare procedure che potranno riguardare, tra l’altro:

•  la predisposizione di attività simulate di intervento per la sicurezza delle strutture marittime e del personale ivi impiegato;

•  lo svolgimento, nel rispetto delle normative degli Stati costieri che esercitano la giurisdizione esclusiva sulle piattaforme, di attività di ricognizione congiunta delle strutture marittime di Eni su aspetti esclusivamente legati alla security;

•  la conduzione, nel rispetto delle normative degli Stati costieri che esercitano la giurisdizione sulla zona marittima interessata, di verifiche ed ispezioni sulla parte immersa delle piattaforme off-shore, esclusivamente in situazioni di emergenza (legate alla security);

•  la prestazione, ove possibile, di assistenza in emergenza per situazioni a rischio security, nei confronti del personale dipendente da Eni, presso le installazioni off-shore.

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