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L’aceto balsamico tradizionale si è conquistato un Museo

N. 74- Gennaio 2023

 

 

L’aceto balsamico tradizionale si è conquistato un Museo

I musei, nella loro funzione di conservazione e comunicazione delle testimonianze materiali ed immateriali, realizzano da sempre il loro scopo di studio, di educazione e diletto per il pubblico. Noi siamo abituati ad andare a visitare i musei nelle grandi città, nei capoluoghi delle province, meno i musei dei piccoli comuni, che in realtà – per importanza ed interesse- possono facilmente viaggiare alla pari con i primi.

Il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto è uno di quelli e può entrare a pieno titolo nell’elenco dei musei di grande interesse specifico della provincia e non solo.
Inaugurato il 24 novembre 2002, con lo scopo di essere custode della cultura e della storia dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, il museo si presenta come un punto di esposizione della passione, della fatica, dell’intelligenza, dell’inventiva, del progresso professionale qualitativo e quantitativo dei cultori: persone del territorio che hanno dato vita alla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale con sede a Spilamberto e che in questa città hanno costruito e raggiunto successi ed apprezzamenti di tutto rispetto.

Il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto si trova in pieno centro del paese ed è collocato negli ambienti della Villa Comunale Fabriani, un edifico storico che dì per sé suscita interesse culturale. In un ambiente così particolare, l’esposizione della storia di un prodotto unico come l’aceto balsamico tradizionale aumenta la riflessione storica sul territorio e sulle persone che lo abitano.
Infatti, ti colpisce dall’inizio del percorso museale l’evidenza del fattore umano, del suo genio, dei beni prodotti dalla terra con evidenza alla dedizione al lavoro, all’ambizione per i risultati, all’orgoglio su quanto raggiunto, ma anche l’impegno per la conservazione e per tramandare le tradizioni alle generazioni future.

Il viaggio nel mondo dell’aceto balsamico tradizionale inizia con un video, nella prima sala, dove ti colpiscono le parole del gran maestro, Maurizio Fini, che in un breve discorso sottolinea la storia centenaria di questo prodotto tradizionale, unico al mondo e conclude con le parole “noi siamo gente di Emilia- Romagna”.


Le altre sale del museo, come in un fil rouge, attraversano la storia del “nettare nero”: gli strumenti e i momenti topici del processo della produzione, le arti, i miti e le tradizioni nel mondo del balsamico. Un viaggio dalla storia antica a quella recente del prodotto, dai vigneti alla vendemmia, dalla pigiatura alla cottura del mosto, dalla costruzione delle botti alla creazione dell’acetaia, dalle caratteristiche tecniche degli oggetti, strumenti e tecniche di produzione. L’esposizione delle storiche botti che appartenevano alla Famiglia Fabriani (XIX secolo) vicino ad una batteria moderna è un messaggio di continuità della tradizione.
Non manca anche una carrellata di risultati ottenuti, medaglie e trofei vinti dalla Consorteria come segno di apprezzamento continuo del valore del prodotto e dell’ingegno umano.
L’acetaia sociale della Consorteria, che è parte integrante del Museo, completa il percorso della visita.

La visita al Museo dell’Aceto Balsamico di Spilamberto si conclude con un’esperienza di degustazione, un’immersione in un mondo di profumi e gusti unici, di un inimitabile prodotto tradizionale della terra e della cultura modenese, ma anche un prodotto rappresentativo nel mondo.

Albana Temali

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