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FAI, ponte tra le culture

N. 53 Aprile 2021

 

FAI, ponte tra le culture

«La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande». Questa frase di Hans-Georg Gadamer è alla base della concezione del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano che ha recentemente messo a punto il progetto “FAI ponte tra culture”, nato per favorire l’integrazione di persone di origine straniera che hanno scelto l’Italia come nuovo paese in cui vivere. Parallelamente il progetto opera per promuovere il dialogo e il confronto tra persone di diversa cultura e provenienza geografica. Il comune denominatore è l’arte, insieme al patrimonio storico, culturale e ambientale.

Il progetto è stato ideato nel 2010 dall’Associazione Amici del FAI e dal 2018 è gestito dal FAI nell’intento di diffondersi in maniera strutturata su tutto il territorio nazionale. Grazie alla passione e all’impegno delle Delegazioni, “FAI ponte tra culture” è oggi attivo ad Aosta, Bologna, Brescia, Foggia, Lecce, Matera, Milano, Modena, Napoli, Ravenna, Roma, Torino, Vimercate e coinvolge oltre un centinaio di volontari di diverse provenienze, vissuti personali, religioni e condizione sociale ma tutti ugualmente innamorati dell’Italia e della conoscenza. FAI ponte tra culture è stato anche segnalato come esempio di buona pratica nel volume “Volontari inattesi”, la prima ricerca nazionale sul volontariato di origine straniera.

Nel corso del 2020, nonostante il lockdown, il distanziamento e l’annullamento degli eventi sul territorio, sono nati nuovi Gruppi (Brescia e Modena) e altri hanno continuato le proprie attività reinventandosi online, con rubriche social dedicate ai vari paesi o webinar tematici.

Il Gruppo FAI ponte di Modena, per esempio, è stato presentato il 13 settembre 2020, con un evento in piazza Grande. Per l’occasione, il neonato Gruppo FAI ponte insieme al Gruppo FAI Giovani, ha organizzato dei mini tour alla scoperta dei personaggi celebri di Modena: da Pavarotti a Ferrari, da Bottura a Menotti. Le visite sono state gestite dai giovani e dai mediatori FAI, che hanno dato il loro contributo, unendo al racconto dei personaggi il ricordo dei vari paesi d’origine, alla scoperta di legami e veri e propri ponti tra culture! «Mi sono sentito chiamato non soltanto a non rinunciare alle mie radici, ma a raccontare quello che sono e che porto con me, per contribuire alla mia nuova società. Grazie a questo punto di riferimento e alla possibilità di sentirmi ascoltato e forse anche apprezzato, si apre per me un nuovo capitolo nella mia strada da cittadino nella società italiana, in cui posso presentare la mia peculiarità sapendo nello stesso tempo che questa può interessare anche miei concittadini modenesi» afferma Pawel, volontario polacco del Gruppo FAI ponte tra culture di Modena.

Milano invece ha dato il via a webinar tematici dedicati alla scoperta di altri Paesi. Il primo incontro è stato dedicato alla Russia, accompagnati da Anna, volontaria collegata direttamente da San Pietroburgo. I webinar FAI ponte tra culture di Milano si tengono una volta al mese. Quello di marzo è stato dedicato alla scoperta dell’Ucraina

I corsi sulla storia e sull’arte locale costituiscono uno dei punti di accesso al FAI dei futuri volontari, e intendono rivolgere uno sguardo complessivo alla bellezza che ci circonda. Sono aperti a tutti e rivolti prevalentemente a cittadini di origine straniera. Durante le lezioni viene favorito il confronto culturale e i partecipanti sono chiamati a condividere e raccontare i propri Paesi d’origine, in un clima di scambio e confronto continuo. In particolare, nei difficili mesi del 2020, la Delegazione FAI del Vimercatese, è riuscita a riorganizzare le proprie lezioni online, incontrandosi virtualmente anche durante il lockdown. Il corso è stato realizzato con il contributo dell’Associazione Amici del FAI e in collaborazione con il COI – Centro Orientamento Immigrati.

Nonostante il periodo critico, altri corsi sono stati avviati e conclusi anche a Bologna e Ravenna, grazie anche ai contributi di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Unipol, che da anni credono nelle potenzialità del progetto sostenendolo. «Abbiamo conosciuto insieme Matilde di Canossa, sappiamo cos’è Liber Paradisus e dove si trova l’Università più antica del mondo occidentale; la parola “glossatore” non ci fa paura, per non parlare di uno degli “ombelichi sacri” – la ricetta del ripieno dei tortellini depositata nel lontano ’74 dalla Dotta Confraternita del Tortellino… Adesso so che le cerchie murarie non sono solamente una caratteristica urbana di Mosca, ma anche di Bologna! Grazie di cuore perché ci avete fatto “assaggiare” la vera Bologna e avete “svegliato” in noi la voglia di approfondire questo discorso, confrontando l’esperienza “bolognese” con quella di ciascuno di noi» commenta Anna Shkapa, che arriva nel capoluogo emiliano romagnolo dalla Russia

I volontari «FAI ponte tra culture», partecipano anche alle Giornate FAI di Primavera e di Autunno. I mediatori accolgono il pubblico con narrazioni guidate nelle varie lingue madri o in italiano, a seconda dei gruppi di visitatori. Quando possibile danno il loro contributo raccontando il proprio Paese o condividendo ricordi e storie personali. Questo coinvolgimento ha molteplici risvolti: promuove il volto di un’immigrazione positiva, incentiva il protagonismo cittadino, favorisce il senso di appartenenza, smonta il pregiudizio culturale spesso causato dalla mancanza di conoscenza.

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Le foto a corredo sono state tratte dal concorso “i luoghi del cuore 2020” del FAI

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