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Equitazione al galoppo: con il Covid, boom di iscritti

N. 53 Aprile 2021

 

Equitazione al galoppo: con il Covid, boom di iscritti

Da casa non si esce, a scuola non si va, con gli amici non si gioca, ai parenti non si fa visita. E neppure con lo sport va tanto bene: palestre chiuse e sport di squadra vietati (a meno di non essere inseriti in qualche circuito agonistico). E così la partitella domenicale o anche semplicemente quella del dopo lavoro per sfogarsi fisicamente o per stare in compagnia se ne sono volate via. La pandemia del Covid 19 ha lasciato tanti a bocca asciutta e per tenersi in forma è rimasta solo la corsetta al parco in solitaria.

Se per gli adulti è stato forse più semplice adattarsi, più complicata è stata la vita di bambini e ragazzi che nello sport avevano anche un importante percorso educativo, che gli antichi sintetizzavano in “mens sana in corpore sano”. A farne le spese sono stati proprio i giovani e le loro famiglie.

Già dal maggio del 2020, nel pieno del lockdown della prima ondata, il Coni (Comitato olimpico Nazionale italiano) aveva presentato al ministero delle Politiche Giovanili e dello Sport uno studio commissionato al Politecnico di Torino, intitolato “Lo sport riparte in sicurezza” che certificava i diversi fattori di rischio delle 387 discipline sportive facenti capo al Coni e al Comitato Italiano Paralimpico. Le attività sportive sono state classificate in una scala da 0 a 4, in base ai rischi di contagio, per cui gli sport che prevedono contatti, come ad esempio quelli di lotta o alcuni sport di squadra, come il rugby o la pallacanestro, vengono classificati a livello 4, il calcio a 3, come a 3 è anche la scherma. Solo cinque sport, che si possono svolgere singolarmente e all’aperto, sono risultati a livello 0: golf, tennis, pesca, vela, equitazione.

Proprio dall’equitazione sono arrivate le sorprese maggiori. Il 2 aprile 2021, la Federazione italiana Sport Equestri (Fise) ha diffuso un comunicato in cui annunciava un record di iscrizioni nei primi tre mesi del 2021: 101.034 tesserati contro il 66.624 dello stesso periodo del 2020, con un aumento record del 66 per cento.

“Si tratta di un numero di tesserati che in genere raggiungevamo a dicembre – dice ad Omnis Magazine il segretario generale della Fise, Simone Perillo – e ci auguriamo di crescere ancora nei prossimi nove mesi”. Si tratta di un risultato che Perillo attribuisce “al 50 per cento all’incrementata attività promozionale e alla crescita della comunicazione della Federazione e dei circoli associati, che sono il motore della Fise sul territorio, e per l’altro 50% al fattore oggettivo costituito all’impatto della pandemia, che sicuramente ha favorito le attività in sicurezza all’aria aperta, come gli sport equestri”.

Ma chi sono questi nuovi cavalieri e amazzoni? Per Filippo Chiarenza, cavaliere e istruttore che gestisce con la sua compagna, Eva Gioli, il Ranch Vallelunga, una scuola di equitazione a Livorno, più che bambini piccoli, che costituiscono da sempre un copioso serbatoio di iscritti, si tratta soprattutto di ragazzi dai 12 ai 16-17 anni. “Sono ragazzi – afferma Chiarenza – che di solito hanno altri interessi e non si avvicinavano allo sport equestre; che non hanno velleità agonistiche, ma guardano al cavallo più per il contatto con l’animale che come attività sportiva. Probabilmente sono ragazzi che un po’ di passione per il cavallo già l’avevano, ma che forse non venivano assecondati dai genitori, che invece con il Covid 19 si sono adeguati alla mancanza di alternative”.

Per Perillo, “la maggiore capacità di comunicare e la collaborazione tra federazioni nazionale e regionali e i circoli, grazie anche ai sostegni messi in campo per superare le difficoltà della pandemia, hanno reso più accessibili gli sport equestri, superando l’immagine che li vedeva come qualcosa di difficilmente raggiungibile, troppo costoso”. Inoltre – spiega Perillo – abbiamo introdotto una nuova modalità di affiliazione, di “avviamento agli sport equestri”, che consente di far avvicinare circoli che magari non hanno strutture adeguate (campo di salto ostacoli o altre attività agonistiche importanti), ma hanno una possibilità di far montare a cavallo adulti e bambini: è un altro veicolo su cui noi come federazione puntiamo per avvicinare un maggior numero di persone”.

La parte del leone nelle attività la fanno ancora i pony games (giochi di abilità per i giovanissimi) e il salto ostacoli, ma non mancano altre attività come l’ippoturismo che intercetta la domanda nelle località turistiche. L’impressione è che la scoperta degli sport equestri non ambisca solo all’agonismo, ma sia finalizzata ad una attività all’aperto e motivata anche dal desiderio di un nuovo rapporto con l’animale: il cavallo può dare tante soddisfazioni e, al contempo, richiede cure e attenzioni che impongono ai giovani cavalieri anche una certa disciplina e controllo di sé, sicuramente importanti in un percorso educativo e formativo.

Giuseppe Di Paolo

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