Dal catgut al vaccino

Il Ministro italiano della Salute Roberto Speranza ha dichiarato: “Pensiamo che il trimestre aprile-giugno 2021 sarà decisivo per l’arrivo di 50 milioni di dosi per vaccinare almeno metà della nostra popolazione; tra queste anche il vaccino Johnson&Johnson che è monodose”.
La multinazionale statunitense non è solo produttrice di farmaci ma anche di tanti prodotti per la cura e il benessere della persona e ha una solida reputazione nonostante alcuni incidenti di percorso.
Fondata nel 1886 nel New Jersey da Robert James e Edward Wood Johnson, nel 2019 ha fatturato oltre 80 miliardi di dollari.
Ha una sede italiana con stabilimento produttivo a Pomezia.
Meno noto è il percorso iniziale del suo successo.
Durante la guerra civile americana iniziarono gli interventi di chirurgia addominale che prima non venivano mai o quasi mai arrischiati (pare che i medici sudisti siano stati tra i primi). Per la sutura venne sperimentato per le prima volta in modo generalizzato l’uso di filo da sutura prodotto in catgut (intestino di ovino o bovino trattato con sali di cromo). “La Johnson & Johnson comprese prima di tutti il business e nel 1887 (pochi anni dopo la fine della guerra) iniziò la produzione in serie. E da allora è ancora leader sul mercato dei fili da sutura”, spiega Angelo Nataloni, medical manager di neurosurgery.
Roberto Zalambani