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Con Goldoni e Martinů, a lezione da Mirandolina

N. 74- Gennaio 2023

 

 

Con Goldoni e Martinů, a lezione da Mirandolina

Un conte assolutamente “tamarro”, un marchese più spiantato che sofisticato e un misogino da manuale fanno da corona ad una scaltra e seducente “Mirandolina”, anteprima della stagione 2023 per il Teatro Comunale di Bologna.

L’opera comica in tre atti del compositore ceco Bohuslav Martinů (su libretto in italiano dello stesso autore, tratto ovviamente da La locandiera di Carlo Goldoni) si ascolta a Bologna per la prima volta, proposto in forma semiscenica all’Auditorium Manzoni, con la mise en éspace del giovane regista Gianmaria Aliverta: una pagina piena di gioia, leggerezza e vita che non delude lo spettatore.

Guida lo spettacolo la direttrice musicale del Teatro Comunale di Bologna Oksana Lyniv, che diresse per la prima volta Mirandolina nel 2014 alla Bayerische Staatsoper di Monaco, nel periodo in cui era l’assistente di Kirill Petrenko.

Alla direttrice ucraina si affianca una protagonista connazionale: il soprano Olga Dyadiv, spesso impegnata con il Teatro Verdi di Trieste e già nota al pubblico bolognese come Brigitta nella recente “Iolanta” di Čajkovskij.

Protagonisti con lei sul palco sono Leonardo Cortellazzi come il cameriere Fabrizio, Andrea Schifaudo nei panni del Conte d’Albafiorita, Omar Montanari in quelli del Cavaliere di Ripafratta e Simone Alberghini in quelli del Marchese di Forlimpopoli. Completano il cast Giulia Della Peruta come Ortensia, Aloisa Aisemberg nel ruolo di Dejanira e Haruo Kawakami in quello del Servitore del cavaliere. Sono invece chiamati a recitare nell’opera gli attori Alessandro Pasini e Filippo Gonnella.

«È una cosetta leggera e senza complicazioni che pone l’accento sulla cantabilità, una piccola orchestra. Ma poi resta il problema dell’opera contemporanea, ossia la descrizione psicologica; ciò che non è il caso di Mirandolina. Essa è gioiosa dall’inizio alla fine». Con queste parole Martinů descriveva la sua tredicesima e penultima opera, scritta quasi di getto mentre si trovava sulla riviera francese, tra il dicembre del 1953 e il giugno del 1954, rifacendosi alla celebre commedia goldoniana di duecento anni prima a seguito della borsa di studio ottenuta dalla Fondazione Guggenheim. Il compositore non poté però assistere alla prima rappresentazione della sua opera, avvenuta a Praga il 17 maggio del 1959, a causa dell’aggravarsi della malattia che lo portò alla morte nell’agosto di quell’anno.

Da ricordare, il bellissimo Interludio all’inizio del terzo atto. Non di meno il coinvolgente brindisi “Viva Bacco e viva Amore: l’uno e l’altro ci consola; l’uno passa per la gola, l’altro va dagli occhi al cuore”, che musicalmente pare una perfetta fotografia dell’animo boemo e che test presenta gli unici versi in rima di un’opera proposta totalmente in prosa.

Lisa Bellocchi  

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