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Il falso esplode, la cultura ci salverà

N. 53 Aprile 2021

 

Il falso esplode, la cultura ci salverà

Da 8 anni porto in scena la contraffazione e tutti gli scandali legati all’economia del falso. Ai tempi del debutto di “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, nel 2013, qualcuno mi chiedeva se fosse davvero un tema così importante e grave da meritare uno spettacolo dedicato. Ebbene, gli ultimi dati Ocse rispondono a quella domanda più di ogni altra considerazione: il giro d’affari del falso made in Italy vale 32 miliardi di euro, e quel calcolo era stato fatto prima della pandemia. Da allora la situazione è peggiorata e non soltanto per magliette, occhiali, borse. Solo da gennaio 2020 sono stati sequestrati quasi 100mila farmaci illegali e clandestini. Il falso è dappertutto, dai vini ai pezzi di ricambio delle auto. E a gestirlo sono le mafie che sfruttano ogni situazione per mettere in circolazione prodotti non sicuri, che fanno male alla salute ma al tempo stesso fanno benissimo ai loro conti bancari cifrati.

Qualche giorno fa, il 26 marzo al teatro Filodrammatici di Este, in provincia di Padova “Tutto quello che sto per dirvi è falso” è tornato in scena.

Vicenza 4 luglio 2013 Teatro Astra. Anteprima dello spettacolo “Tutto quello che sto per dirvi è falso”

Dopo un anno di assenza forzata dai teatri causa pandemia, è stata un’emozione tornare fisicamente su un palco. Il pubblico non potevo vederlo, perchè non era seduto in platea ma potevo sentirlo: c’erano centinaia di studenti a seguire la diretta streaming dello spettacolo sul canale youtube di Confartigianato imprese Padova.
Ho ritrovato in un attimo il senso autentico del mio teatro sociale: risvegliare coscienze, sensibilizzare sull’illegalità deflagrante, promuovere dal basso cultura della legalità per educarci insieme all’acquisto consapevole da cui dipende il nostro futuro.
Non so per quanto tempo ancora i teatri saranno muti e il lavoro di artisti e tecnici seppellito da decreti che rendono uno dei posti più sicuri e controllati come i teatri, luoghi chiusi da troppo tempo.
Quel che so con certezza è che il teatro, la cultura sono patrimoni inestimabili per nutrire il nostro “essere umani” e per portare alla luce problemi come l’acquisto del falso e l’avanzata delle mafie, che in questo tempo di pandemia ha escogitato nuove frontiere di guadagno, persino nella contraffazione dei vaccini anti Covid, come è emerso dall’allarme lanciato dall’Interpol due mesi fa.

Teniamo gli occhi aperti, non spegniamo il cervello, non abbassiamo la guardia. Solo con la cultura del bello, del giusto e del vero potremo uscire dal buio che è calato sui teatri ma che non potrà mai spegnere la voglia di lottare per una società più giusta.

Tiziana Di Masi

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