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Una comunità unita per salvare la sua vallata

N. 72- Novembre 2022

 

 

Una comunità unita per salvare la sua vallata

Dopo la tempesta Alex, raccolta fondi per tornare ad accogliere turisti in Valle Gesso (Cuneo)

Agli inizi di dicembre 2020 la rete televisiva CNN ha elogiato il sistema italiano del turismo nei piccoli borghi come ideale per combattere il rischio di contagio da Covid 19. Le vacanze fuori dal turismo di massa – è la tesi –consente il distanziamento necessario per arginare la diffusione della peste del ventunesimo secolo.

Al di fuori dei grandi concentramenti turistici si colloca sicuramente Valle Gesso, vallata in provincia di Cuneo, disegnata dal torrente Gesso tra le Alpi Marittime, che ha mantenuto anche all’inizio del terzo millennio un suo fascino autentico, quasi selvaggio; un tratto di natura dove la presenza dell’uomo si è affermata e consolidata nei secoli pur senza stravolgere la bellezza dei luoghi. Ben lo avevano capito i Savoia che fin dagli anni ottocento del millennio scorso avevano eletto questi posti a luogo preferito di vacanze, tracciando sentieri e costruendo case e rifugi che richiamano ogni anno trecentomila escursionisti e appassionati della montagna.

Profondamente incassata tra i monti più alti delle Marittime (Argentera, Stella, Matto, Gelàs), la valle ha una vasta gamma di offerte, dalla passeggiata rilassante all’arrampicata su vette sopra i tremila metri, passando per il trekking tra rifugi lungo sentieri che attraversano valloni e boschi dove non è difficile incontrare camosci, stambecchi e tante marmotte.

Il turismo qui si è difeso bene anche nell’era Covid. Con tutte le precauzioni e le difficoltà del caso ha superato anche l’estate 2020, fino all’inizio dell’autunno, quando una violenta tempesta che, come gli uragani caraibici, si è meritata anche un nome di persona (Alex), ha sconvolto tutta la valle, scaricando tra il 2 e il 3 di ottobre 2020 oltre 500 millimetri di acqua in dodici ore.



Il ponte crollato a monte delle terme di Valdieri

Le cronache parlano di due chilometri di strada verso la frazione di san Giacomo ad Entracque scomparsi, del secolare tracciato che portava all’ex Casa di Caccia del Re (oggi rifugio) nell’incantevole pianoro del Valasco sprofondato in più punti, della rete sentieristica schiantata insieme con le tante passerelle che consentivano di superare dirupi e corsi d’acqua.

Un intero sistema sconvolto proprio all’inizio dell’inverno, in un territorio che vive principalmente di turismo. Ci sarebbe di che arrendersi. Ma non è stato così per gli operatori turistici della Valle Gesso. Qui non ci sono grandi società turistiche: gli operatori sono praticamente tutti locali, come locali sono le imprese intervenute per rendere almeno agibili le strade, creando perfino un guado per superare il Gesso a monte delle terme di Valdieri dove è crollato il ponte che raggiungeva il centro visite e altre strutture ricettive, punto di partenza per molte escursioni. È un’intera comunità che si è messa in moto per salvare e rendere di nuovo accogliente il proprio territorio sconvolto dalla tempesta ed ha lanciato il progetto #forzavallegesso. L’obiettivo è riparare la rete di sentieri dell’alta valle, ripristinare la segnaletica e acquistare i materiali necessari alla ricostruzione delle25 passerelle distrutte.

“Abbiamo pensato che se ognuno dei 300 mila escursionisti che vengono in Valle Gesso donasse un euro, sarebbe possibile riattivare la rete di sentieri che da decenni consente di percorrere queste splendide montagne in armonia con la natura” dice Cinzia Chiambretto, una delle promotrici dell’iniziativa e titolare della locanda Balma Meris a Sant’Anna di Valdieri. “I fondi raccolti – spiega la Chiambretto – verranno messi a disposizione dell’ente Parco Alpi Marittime proprio per il ripristino dei sentieri”

Le offerte vengono raccolte sulla piattaforma online gofundme.com e tramite il conto corrente dell’associazione Ecoturismo in Marittime: IBAN IT91H0311146010000000026915, Causale forzavallegesso. Al 5 dicembre 2020 erano già stati raccolti 14 mila euro

Giuseppe Di Paolo

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