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Tre volumi di “Atti” per l’archeologo don Gaetano Chierici

N. 72- Novembre 2022

 

 

Tre volumi di “Atti” per l’archeologo don Gaetano Chierici

Ricorreva il 24 settembre 2019 il secondo centenario della nascita di don Gaetano Chierici, illustre archeologo e paletnologo reggiano, vissuto tra il 1819 e il 1886.

La Sezione di Reggio Emilia della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, che lo ebbe come fondatore nel maggio del 1861, si è attivata per celebrare degnamente questo eminente personaggio.

Venne costituito un Comitato promotore, coordinato da Giuseppe Adriano Rossi – presidente della Deputazione reggiana” -, composto da Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia; Soprintendenza Archeologia, Belle artie Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara; Polo Museale dell’Emilia-Romagna; Museo delle Civiltà, Roma; Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna; Club Alpino Italiano, Centrale e Sezione di Reggio Emilia; Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze; Sapienza – Università di Roma Musée d’archéologie nationale (MAN)-Domaine national de Saint-Germain-en-Laye; Società Reggiana Studi Storici; Famiglia Chierici; in collaborazione con il Comune di Reggio nell’Emilia (Musei Civici e Biblioteca Municipale Panizzi); e con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna; del Dipartimento Scienze della Terra “A. Desio” dell’Università degli Studi di Milano; di “Archeologia Viva”.

Un Comitato scientifico, coordinato da Mauro Cremaschi e Roberto Macellari e formato da 25 membri, rappresentanti di Università, Soprintendenze, Musei, Enti culturali locali, studiosi ed esperti nelle varie tematiche relative alla figura del Chierici, avviò la progettazione del Convegno di studi “Attualità di don Gaetano Chierici: archeologo, museologo e maestro di impegno civile”, articolato in tre sessioni: 1^ Il Paletnologo e l’Archeologo; 2^ – Il Museologo e la tutela dei beni culturali nella seconda metà del sec. XIX; 3^ – L’impegno civile e religioso nel suo tempo. Le sedute si sono tenute a Reggio Emilia in Sala del Tricolore e nell’oratorio di San Filippo nei giorni 19-21 settembre 2019. Al convegno scientifico internazionale di altissimo livello – circa 80 studiosi hanno partecipato – era stata affiancata una sezione poster presso il Palazzo dei Musei.

Gli Atti del convegno sono confluiti ora nei tre tomi che costituiscono il N. 100 del “Bullettino di Paletnologia Italiana” fondato dallo stesso Chierici e ultimamente diretto da Filippo Gambari, prematuramente scomparso mentre era in corso la stampa degli Atti.

La pubblicazione è avvenuta in tempi certamente rapidi, grazie anche alla fattiva collaborazione di Aurelia Fresta, consigliere segretario della Deputazione reggiana, e di Paolo Boccuccia per la redazione degli Atti.

Sono complessivamente 827 pagine accompagnate da un ricchissimo corredo di immagini, spesso inedite; gli Atti, con la curatela di Mauro Cremaschi, Roberto Macellari e Giuseppe Adriano Rossi, sono stati stampati dalla reggiana Grafitalia.

Ne emerge un ritratto veramente completo ed esauriente dell’archeologo e paletnologo don Chierici.

I primi due tomi contengono i 46 saggi e i 15 poster relativi alla prima sessione, mentre il terzo tomo contiene quelli relativi alla seconda sessione: 11 saggi, 1 poster e alla terza: 12 saggi e 4 poster.

Diversi contributi sottolineano i molti temi di ricerca sulle civiltà preistoriche che sono iniziati con Chierici e sono ancora di piena attualità, rileva Mauro Cremaschi. Prima fra tutti, la questione dei fondi di capanna sulla cui natura si discute ancora, e connesse ad essi vanno ricordate le selci romboidali con le quali Chierici scopre una classe di strumenti litici, che oggi si chiamano geometrici, caratteristici delle culture dell’Olocene antico. Sulla base degli scavi di Remedello, Chierici definisce poi per la prima volta l’età del Rame, l’eneolitico, periodo che colloca all’interno nella suddivisione cronotipologica della Preistoria, introdotta da Thomsen, fra il Neolitico e l’età del Bronzo.

Fondamentale per l’impegnativa pubblicazione degli Atti è stato il contributo degli sponsor: Fondazione Pietro Manodori, Lions Club Albinea “Ludovico Ariosto”, BPER Banca, Famiglia Artistica Reggiana-Studium Regiense.

Lisa Bellocchi

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