“Spillo” e “zirudelle” ai Carnevali di Persiceto e San Matteo
Quattordici società carnevalesche a San Giovanni in Persiceto (oltre 28.000 abitanti, nel bolognese), nove a San Matteo della Decima (una frazione di Persiceto dove vi sono ben 6.000 di quei 28.000, situata a circa 9 chilometri dal capoluogo comunale) per un totale di circa 1.400 soci, ovviamente solo una parte dei quali partecipa alla costruzione dei carri nei capannoni dove si salda, incolla e dipinge dando forma a strutture gigantesche.

Sono questi i dati di base di due dei carnevali storici più importanti non solo della provincia di Bologna: quello di San Giovanni in Persiceto che giunge quest’anno alla sua 152° edizione e il contemporaneo di San Matteo della Decima più recente perché nel 2026 raggiunge “solo” la 137° edizione. Sono dati – oltre all’enorme partecipazione popolare (non solo locale) – che danno sostanza alle affermazioni con le quali Alessandro Bracciani, assessore alle Attività Produttive e alla Comunicazione del Comune di Persiceto, Lucia Mattioli, Presidente dell’Associazione Carnevale di Persiceto e Franco Govoni, Presidente dell’Associazione carnevalesca “Re Fagiolo di Castella” (in rappresentanza del Carnevale di San Matteo) hanno cercato di far comprendere il grande successo e la longevità di queste iniziative durante la presentazione alla stampa. Affermazioni riassumibili in una: “il carnevale è comunità”. Un complesso organizzativo che produce – a Persiceto – 10 carri allegorici, oltre a due “mascherate singole” e 4 di gruppo.

La prima iniziativa per entrambi è stata domenica 8 febbraio, la seconda domenica 15, l’ultima sarà sabato 18 aprile con la sfilata notturna dei carri a San Matteo. In mezzo, un complesso di iniziative che si articola per quasi tutto febbraio per poi ricomparire, appunto, a San Matteo della Decima in aprile. Sul sito del Comune è pubblicato il programma completo e dettagliato.

Due le caratteristiche principali di questi carnevali storici, sempre caratterizzati da una grandissima partecipazione popolare.

A San Giovanni in Persiceto, durante la presentazione dei carri allegorici alla folla, ha luogo il cosiddetto “spillo” (in dialetto “al Spéll”) che è quel vero e proprio movimento teatrale di circa 20 minuti che consiste – quando i carri arrivano nella piazza centrale – in una sorprendente trasformazione meccanica accompagnata da una studiata messa in scena, con attori, figuranti, mimi e cantanti. Insomma, tutto cambia come in una sorta di caleidoscopio, rivelando nuove forme, colori diversi e messaggi satirici nello stile di “Bertoldo”, personaggio creato dallo scrittore persicetano Giulio Cesare Croce nel 1606, nel libro “Le sottilissime astuzie di Bertoldo”, caratterizzate dall’arguzia, dell’irriverenza dello sberleffo e da un linguaggio essenziale, ma efficace. Insomma, la quinta essenza del contadino “scarpe grosse e cervello fino”. Lo “spillo” gode di un singolare riconoscimento: il marchio De.Co, acronimo di Denominazione Comunale d’Origine, deliberato dalla Giunta comunale del capoluogo provinciale, Bologna. Un riconoscimento riservato ai “saperi tradizionali” del territorio.
Il Carnevale storico persicetano – anche grazie all’originalità dello “spillo” – è candidato a patrimonio immateriale dell’UNESCO.

A San Matteo della Decima la caratterizzazione del carnevale avviene attraverso la recita delle cosiddette “zirudelle” (oltre che la distribuzione di giochi e dolci) che sono poesie dialettali composte in rime baciate le quali vengono recitate per spiegare le caratteristiche del carro realizzato da una determinata società carnevalesca preparando così il pubblico al momento della trasformazione del carro medesimo e alla comprensione del suo significato.
Entrambi questi due spettacoli storici, ma che ogni anno si rinnovano, sono totalmente gratuiti, tranne che per coloro che, a Persiceto, vogliono vedere più da vicino la trasformazione dei carri in Piazza del Popolo dove sono allestite tribune a pagamento. Da quest’anno è organizzata anche una diretta streaming, oltre che trasmissioni televisive e un maxi-schermo in un’altra area persicetana, Piazza Garibaldi (per l’occasione rinominata “Maccheroni e Champagne”, che sono serviti a chi vuole approfittarne). Non manca poi il ricorso ai canali social degli organizzatori. Insomma, carnevali antichi sì, ma al passo coi tempi.
G.R.
