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Nuove tecnologie allo Stabat Mater di Bologna

N. 66 - Maggio 2022

 

Nuove tecnologie allo Stabat Mater di Bologna




La bella, importante e sontuosa Sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio, cuore della vita culturale di Bologna, dal gennaio di quest’anno è in una veste rinnovata, grazie ai nuovi impianti di luce ed audio che permettono diversi scenari di illuminazione, funzionali a seconda dell’utilizzo.
Il 18 marzo 2022, in occasione del 180° anniversario dall’esecuzione dello Stabat Mater di Rossini, nella Sala che prese il nome dell’opera, la Biblioteca dell’Archiginnasio ha organizzato un evento celebrativo per il pubblico bolognese. Dai saluti di Veronica Cerutti, direttrice del settore Biblioteche e di Alessandra Curti, responsabile della Biblioteca dell’Archiginnasio si è appreso molto sull’iter seguito e sulle risorse finanziarie ed umane messe in campo per la buon riuscita di questo progetto di rinnovamento. Dall’intervento di Pierangelo Bellettini, ex direttore della Biblioteca, si è passati ad illustrare la storia della Biblioteca e le decorazioni dello Stabat Mater, grazie a questa nuova funzionalità dell’impianto luce, direzionata o estesa, che ha incantato il pubblico per una nuova e mai vista evidenza dei particolari. L’ex direttrice della Biblioteca  Anna Manfron ha illustrato le funzioni della Biblioteca come spazio espositivo, con foto degli eventi storici evidenziati sullo schermo, anche questo con una nuova funzionalità a scomparsa per mettere in bella vista la parete nord della Sala.
E ancor più interessante, l’intervento di Piero Mioli, docente di storia della musica al Conservatorio di Bologna e critico musicale, su quel che fu il 18 marzo del 1842, lo Stabat Mater di Rossini e di centocinquanta musicisti in Sala.


Il concerto delle studentesse e degli studenti del Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna, presentati dal Maestro Cristina Landuzzi  ha deliziato il pubblico con suoni e voci di riletture di alcuni brani dei capolavori rossiniani  in questo 180 anni dello Stabat Mater.

Da Aula dei Legisti a Sala della Biblioteca a Sala dello Stabat Mater

Il Palazzo dove oggi si trova la Biblioteca dell’Archiginnasio prima era la sede dell’Università di Bologna, che aveva due aule magne, una per i legisti e altra per gli artisti. Poi questo palazzo fu sede delle scuole Pie e dopo sede della Biblioteca comunale. Di conseguenza anche le sale cambiarono nome in base alle funzioni, così l’Aula magna dei Legisti divenne la Sala delle Biblioteca e tenne questo nome fino a quando… non successe un evento memorabile: l’interpretazione per la prima volta in Italia dello Stabat Mater di Gioachino Rossini sotto la direzione di Gaetano Donizetti.


Il successo, l’importanza dell’evento per la cittadinanza e per il paese intero, fu tale che meritava di essere ricordato dalle generazioni future e l’amministrazione locale decise di dare il nome dell’opera.
E così, dal 1845 questa sala è nominata la Sala dello Stabat Mater. Una targa fissata nel muro dell’ala nord lo testimonia “In questa sala Adì 18 marzo 1842, per la prima volta in Italia risuonavano a pieno concerto le divine melodie dello Stabat di Gioachino Rossini. Diresse l’orchestra e il coro Gaetano Donizetti interprete degno dell’autore”

La sala dello Stabat Mater oltre alla memoria rossiniana conserva anche la memoria dell’antica università di Bologna negli affreschi, nei cicli decorativi e in altri particolari: è un concentrato di tutto quello che era l’Archiginnasio, di tutto quello che è successo dopo e della contemporaneità.
Se nel palazzo si trovano 279 cicli decorativi (di 5000 stemmi in totale e tanti altri nascosti o sovrapposti) in questa sala ce ne sono 24. L’affresco della Madonna, restaurato dal pittore Setti, in un mese e prima dell’esecuzione dello Stabat Mater, rimane l’unica presenza femminile in quel mondo maschile.
La Biblioteca dell’Archiginnasio, per la sua funzione, raccoglie memorie, accoglie novità e promuove il meglio della storia, dell’arte, della cultura e della musica di Bologna e dell’Italia intera. Per queste ragioni la Sala dello Stabat Mater non poteva non meritare questo rinnovamento, che migliora la funzionalità e rende ancor più coinvolgenti gli eventi in questo luogo, patrimonio della collettività.

Albana Temali

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