Missano tra piccole e grandi storie
“Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?”. La sproporzione della domanda di Natanaele, citata nel Vangelo di Giovanni, mi è venuta immediatamente in mente affrontando il volume di Lorenzo Campioni “La media e alta valle del Panaro. Cronistorie dalle terre di confine”. Da Nazaret venne Gesù. Non si pretende nulla di altrettanto grande da Missano, oggi frazione di Zocca (530.m s.l.m., appena 55 abitanti), un tempo preminente borgo di antichissima fondazione, alle cui vicende l’autore dedica oltre 400 documentatissime pagine.

Terra negletta? Forse. Ma per essere stata terra di confine, Missano si è trovata nei secoli -spesso suo malgrado- ad essere area di scorrerie e di conflitti. E per essere stata abitata da uomini, ha comunque riflesso le battaglie di potere che ovunque si sono prodotte. Lo documentano, con dovizia di fonti, gi accadimenti narrati in ordine cronologico nel volume, per mettere a fuoco – ad esempio – le ininterrotte battaglie tra la chiesa plebana di Missano e le circumvicine (riottose a sottostare); oppure il ruolo dell’Abbazia di Nonantola, o quello del Monastero di Fanano; o ancora i riverberi (spesso sanguinosi) delle incessanti guerre tra Modena e Bologna.

Lorenzo Campioni, figlio di Missano (e ancora profondamente legato alla sua terra) ha unito tre forze: la passione per il “genius loci”, la capacità di scavo archivistico e documentario e l’ineludibile passione educativa del pedagogista. Tra gli intenti principali c’è quello di divulgare conoscenze per una didattica che si rapporti con le fonti in modo diretto e critico. Anni di studio hanno prodotto il recentissimo volume di Edizioni Artestampa, costruito sull’assunto che “niente di locale si spiega con ciò che è soltanto locale”. L’assioma è suffragato dalle tre parti in cui il volume è diviso.
Si comincia con un’analisi sul microcontesto geopolitico e religioso del territorio (le fonti, documentatissime, risalgono al 752) messo a confronto con il macrocontesto, che non ha mancato di riflettersi sul piccolo aggregato appenninico: l’editto sui cristiani del tetrarca Galerio (che il mondo ha registrato poi come l’Editto di Costantino); la scoperta dell’America; la Riforma protestante; la Rivoluzione francese.
Campioni ha voluto che la sua ricostruzione storica si fermasse al 1860, con l’unica, corposa eccezione del Diario di don Giovanni Ricci, ultimo “parroco residente” di Missano, insediato il 2 gennaio 1961 e spirato il 12 giugno 1991. Pastore sollecito, studioso appassionato di storia locale, don Ricci era stato anche coraggioso partigiano, nome di battaglia “Luigi”. Nel volume è pubblicato l’inedito Diario “di don Giovanni Ricci quando era parroco ad Ospitale”, ricostruito dal 1942.

Da “montanaro” costretto fin da bambino a lunghi spostamenti per frequentare la scuola, Lorenzo Campioni ha affinato un’attenzione importante su realtà che cambiano la vita delle persone e dei paesi. Così, un lungo capitolo analizza la viabilità dell’area appenninica attorno al Panaro. Già dal 1327 le strade attorno a Samone, Gainazzo e Pugnano risultavano compromesse, tanto che fu necessario nominare una “commissione” di “boni homini” che individuassero un nuovo tracciato. C’era poi la costante “predilezione” politico ammnistrativa per il territorio a sinistra del Panaro, che portò ad uno sviluppo differenziato di Fanano, Marano e giù fino a Vignola.
Seguendo la “tradizione”, anche mezzo secolo fa – sostiene Campioni – si sono mancate opportunità. La viabilità era stata implementata, non senza danni all’ambiente, ma si persero occasioni importanti di valorizzazione del territorio, come l’ipotesi di costruire il Centro nazionale di scherma giovanile.
Lisa Bellocchi
