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L’uovo tra simboli, arte e cibo

N. 66 - Maggio 2022

 

L’uovo tra simboli, arte e cibo

L’uovo è per sua natura simbolo di fecondità. La tradizione risale all’antico Egitto, in cui una leggenda narra che tutto l’universo nacque da un uovo. Gli antichi romani pare fossero soliti sotterrare un uovo dipinto di rosso prima di iniziare la coltivazione di un terreno, per propiziarne la fertilità.

Nei secoli, all’evidenza fisiologica dell’uovo generatore si unì quella simbolica e nella tradizione cristiana divenne il segno della Resurrezione di Cristo ed oggetto di scambio in occasione della Pasqua. Diverse le pie leggende che s’incrociano per motivare il dono delle uova pasquali. Una leggenda romena racconta che la Vergine Maria, addolorata, andò a trovare Suo Figlio crocefisso, portando un cestino con delle uova che voleva offrire ai soldati. Arrivata ai piedi di Gesù, poggiò il cestino per terra ma le uova bianche diventarono in breve tempo rosse, a causa del sangue che gli sgorgava.

Secondo una leggenda greca, quando Maria Maddalena giunse a Roma per predicare il vangelo dopo la Resurrezione di Cristo, si presentò all’imperatore Tiberio offrendogli un uovo colorato di rosso e dicendogli “Cristo è risorto”. Da quel momento i cristiani, seguendo il suo esempio, si scambiarono le uova a Pasqua in memoria della Resurrezione.

In tutto il mondo rurale lo scambio di uova tinte è sempre stato tradizionale; nell’Est Europa tale uso si è incrementato e raffinato, al punto da comportare un artigianato tradizionale in Moldavia e nella regione della Bucovina romena: a Vama, nella provincia di Suceava, esiste anche un museo dell’uovo decorato.

Indimenticabili, per il livello di eleganza raggiunto, le uova gioiello che il maestro orafo Peter Carl Fabergé preparò, tra lo scorcio del XIX secolo e i primi decenni del XX per gli zar e le zarine russe. Oggi questi capolavori sono esposti in un bellissimo museo di San Pietroburgo.

In Italia, le uova di gallina dipinte rimangono una tradizione familiare per rallegrare i bambini, mentre come oggetto di scambio esse sono state sostituite dalle uova di cioccolato.
Rimangono invece, come segno della stagione primaverile, in molte ricette tradizionali sulla tavola di Pasqua: una per tutte il napoletano “casatiello”.  Sarà anche per questo, forse, che quest’anno la Borsa Merci Telematica fa sapere che in Italia in questi giorni (sulla scia degli aumenti registrati a febbraio e marzo a causa di una poca disponibilità di prodotto e all’aumento dei costi di produzione) nei listini della CUN “uova da consumo” il prodotto di categoria L si attesta su 1,91 euro al chilo: +47% rispetto a un anno fa.

Le statistiche – spiega Emiliano De Lullo, direttore marketing di Eurovo – dicono che in Italia si consumano 219 uova pro capite all’anno.

Sul mercato, questo prodotto vecchio come il mondo non cessa di attirare l’attenzione dei nutrizionisti, per le sue caratteristiche fondamentali. Talora esaltato, talora demonizzato, l’uovo entra comunque in tutte le diete, anche perché oggi può trasformarsi in alimento nutraceutico. Per esempio, “una persona con problemi di colesterolo, che deve quindi migliorare il proprio profilo lipidico, o una persona latto-ovo-vegetariana, che quindi non consuma pesce, può trarre vantaggio dal consumo di prodotti come le uova arricchite con omega 3, acidi grassi essenziali che vanno introdotti con la dieta perché non vengono sintetizzati dall’organismo” aggiunge la biologa dottoressa Martina Donegani di Eurovo. L’azienda italiana leader nel settore ha messo in commercio due novità che possono considerarsi “alimenti funzionali”: l’albume ricco di Vitamina H, Vitamina D e Zinco e le uova ricche di Omega 3. Questi alimenti possono aiutare l’organismo a mantenere ottimale il benessere fisico e mentale e contribuire alla normale funzione del sistema immunitario, del sistema nervoso e delle capacità cardiache, cerebrali e visive.

Francesca Iotti

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