L’Italia del vino celebra il centenario di Veronelli
L’assemblea del Seminario Permanente Luigi Veronelli ha eletto il 26 aprile scorso il nuovo Consiglio Direttivo e alla presidenza è stato nominato Aldo Tagliaferro, giornalista professionista da oltre trent’anni e vicecapo redattore del più antico quotidiano d’Italia.

Tagliaferro non è un enologo di professione, né un imprenditorie vitivinicolo, ma un giornalista, approdato alla Gazzetta di Parma nel 1993 e proprio questa identità ha determinato la sua elezione. Il Seminario fu fondato nel 1986 da Luigi Veronelli, egli stesso giornalista e per un certo periodo anche editore.
Veronelli – nato a Milano il 2 febbraio 1926 e morto a Bergamo nel 2004 – rivendicava con orgoglio la qualifica di giornalista “decano”. Iniziò nel 1962 sulle pagine de Il Giorno, per poi diventare il padre indiscusso della critica gastronomica ed enologica italiana. Intellettuale, anarchico “dal 1946”, editore e conduttore, trasformò il bere e il mangiare da atti fisiologici in discipline culturali.
La sua eredità oggi si misura in numeri: il Seminario conta oltre cento soci tra vignaioli, ristoratori, enotecari e semplici appassionati. Ma si misura anche in un patrimonio immateriale, come il metodo di degustazione, il lessico della recensione, l’etica del rapporto tra critica e mercato, che vale milioni di euro di fatturato indotto per le cantine italiane.
«Un grande onore e una grande responsabilità l’elezione a presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli», ha commentato a caldo Tagliaferro, che prende il testimone da Angela Maculan, per un decennio a capo dell’Associazione. Dopo due anni da Consigliere, porterà avanti il legame con i vignaioli e la cura della Guida Oro, prodotto editoriale di punta dell’ente.

La guida è molto più di una pubblicazione: è uno dei tre strumenti di valutazione enologica di riferimento in Italia, insieme a Gambero Rosso e Wine Spectator, e il suo giudizio muove i mercati.
Nel settore del vino italiano, che vale circa 11 miliardi di euro all’anno solo per l’export, l’attribuzione delle stelle Veronelli ha effetti diretti sul pricing, sulla distribuzione e sulla visibilità internazionale. Una cantina che passa da una menzione discreta a una stella può vedere raddoppiare il prezzo di listino del proprio Barolo o del proprio Etna Bianco. Una guida, in questo senso, è un agenzia di rating che opera in un mercato fortemente asimmetrico: il consumatore non può assaggiare tutto e si affida alla reputazione del critico.
Il potere economico del Seminario, esercitato attraverso la Guida, è quindi reale e misurabile. Non a caso la sua indipendenza editoriale, garantita dalla figura di un presidente giornalista, è una caratteristica che il mercato sicuramente apprezzerà.
Quest’anno è un anno importante per la Guida Veronelli, in quanto festeggia una doppia ricorrenza: i 40 anni dalla fondazione del Seminario e il centenario dalla nascita di Luigi Veronelli. Le iniziative già avviate includono mostre, degustazioni, eventi nelle sedi storiche e nello spazio Il Veronelli di Milano, luogo di memoria aperto al pubblico.

Presso l’ex-convento dei Neveri di Bariano, in provincia di Bergamo, si può visitare l’esposizione permanente Il Veronelli, a lui dedicata
Ma oltre alle commemorazioni, il 2026 pone il Seminario di fronte a una sfida strategica: come trasmettere il metodo Veronelli a una generazione di consumatori che si informa online, che compra tramite e-commerce, che ha una relazione “liquida” con la carta stampata? La nomina di Tagliaferro può essere la chiave per un ponte tra carta e digitale, tra memoria e innovazione, in cui passione e cultura enogastronomica diventano il trait d’union tra le tradizioni culinarie di un territorio e la sua produzione vitivinicola.
Quando Veronelli si definiva “decano” rivendicava infatti un’autorità culturale costruita sul campo, pagina dopo pagina, degustazione dopo degustazione. E Aldo Tagliaferro arriva alla Presidenza del Seminario con lo stesso background: chi sa raccontare, sa anche leggere i tempi; e chi ha imparato a leggere i tempi sa che ogni grande storia nazionale inizia da un vigneto, passa da una cantina, e arriva in un bicchiere.
Francesca Caggiati
Nell’immagine in alto: la locandina digitale dell’iniziativa che l’Associazione “Born to art” dedica, sabato 16 maggio alle ore 10, a Luigi Veronelli: un incontro con Gian Arturo Rota a cura di Lorenzo Pezzica. Appuntamento nella Sala Meeting di Palazzo Santo Spirito a Bergamo.
