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Le Marche regalano anche agrumi. Da secoli!

N. 108- Febbraio 2026

 

 

 

 

Le Marche regalano anche agrumi. Da secoli!

Sorprende che nelle Marche si coltivino agrumi. Giovanni Massicci insegnante in pensione e custode ce lo racconta. “L’Arancia Bionda del Piceno, il Sanguinello del Piceno, il Limone Pane sono le cultivar iscritte a pieno titolo nell’elenco della varietà tipiche e da proteggere che si coltivano ancora oggi nel Sud della Marche nel territorio di Grottammare (AP).Le prime testimonianze indicano addirittura che la coltivazione dei preziosi agrumi risalga al XIII secolo. Sono le varietà storiche coltivate più a Nord in Italia, il limite geografico del 43° parallelo che passa proprio per Grottammare”. Così vengono battezzati gli agrumi locali: “le arance del 43°parallelo”.

Dunque, non è per caso l’albero dell’arancio sia nell’emblema della città, né è da attribuire alle epoche più recenti caratterizzate dal cambiamento climatico, perché vi sono coltivate da secoli.

Massicci è proprietario dell’agrumeto storico che nell’800 apparteneva al vescovo Bacher, uno dei primi ad averne avviato la coltivazione.

Racconta Giovanni Massicci che secoli addietro Grottammare costituiva un approdo e che gli agrumi furono introdotti nella costa marchigiana da marinai siciliani.

“I venti di bora erano mitigati dagli allori e dalle antiche mura che proteggevano la cittadina. Tuttora, nonostante la produzione sia limitata, le coltivazioni sono ancora presenti, protette dalle mura cittadine”. 

Certo gli agrumi non si usano più come nell’800 per fare la base dei profumi, come l’acqua profumata ai fiori di arancio, ma il mercato resta fiorente.

Limone pane

Il “Limone Pane”, una limone incrociato con il cedro, ha la caratteristica di essere una varietà molto digestiva, può essere consumato fresco o utilizzato per ottenere il succo. La buccia si presta ad essere lavorata per i canditi e per l’aromatizzazione di cibi e bevande.

L’Arancio Sanguinello del Piceno e anche altre antiche varietà (tra cui Mandarini Avana, Arancio Biondo del Piceno e Pomelo) costituiscono un tesoro nascosto.

Arancio Sanguinello del Piceno

Oggi “La Golosa”, azienda agricola e di trasformazione artigianale (il titolare è a sua volta custode della “mela dei Sibillini”) in Val d’Aso, produce la confettura di Limone Pane e di Arance del Piceno, sia in succo che confettura. Grazie alla determinazione del titolare Maurizio Curi, le antiche varietà sono ancora coltivate e trasformate in vere leccornie.

Arance, limoni e mandarini venivano utilizzati per adornare i giardini signorili e poi consumati a tavola grazie alla distribuzione da Venezia fino alla Puglia. C’è un itinerario che suggerisce la scoperta di agrumeti autoctoni e di animali da cortile tipici che consente di scoprire borghi ricchi di storia e cultura.

“Un sistema irriguo geniale che raccoglieva l’acqua di cui Grottammare era ricca, consentiva di distribuirla per tutte le vasche per poi irrigare le piante “- prosegue Giovanni.

Nel giardino storico terrazzato, ora c’è un sistema irriguo a goccia che sostituisce l’irrigazione naturale. Grazie ai muri e al terrazzamento, gli agrumi locali sono prelibatezze rare che si conservano anche per molti mesi, perché l’acidità che li caratterizza li rende meno zuccherini e più durevoli.

C’è qui un sapere che non è andato perso.

Luana Spernanzoni

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