Le diete vegane (molto in voga) sono prive di rischi allergici?
Il termine “vegan” deriva dagli estremi di “vegetarian” ed è stato coniato da Donald Watson, nato in Inghilterra nel 1920, il quale nel 1944 fondò la Vegan Society con lo scopo di diffondere uno stile di vita basato sulla non violenza e sul rispetto di ogni essere vivente, con conseguente esclusione totale dall’alimentazione quotidiana di cibi di origine animale, quali carne, pesce, latte e derivati, uova, miele.
I vegani sono andati oltre i vegetariani che invece non mangiano unicamente carne e pesce: oggi si stima che in Italia 1,6% della popolazione abbia deciso di intraprendere la dieta vegana e di nutrirsi di soli alimenti vegetali quali: cereali, legumi, semi con guscio, verdura, frutta fresca, alghe.
La scelta è motivata da molteplici finalità: 1° etica in quanto cruelty-free verso tutti gli esseri viventi; 2° ecologica in quanto l’allevamento intensivo provoca danni all’ambiente; 3° salutistica in quanto più corretta rispetto agli altri regimi.
E’ risaputo infatti che il veganismo moderno comporti minori possibilità di sviluppo di ipertensione, per la minore assunzione di sodio, mantenimento di buoni livelli di colesterolo, impatto positivo sul microbiota, prevenendo il rischio di disbiosi intestinale.
E’ altresì noto che comporti diverse carenze, ad es di vitamina B12, con stanchezza cronica, carenza di ferro, calcio, zinco con conseguente anemia, pallore, astenia, cefalea, oltre a carenza di vitamina D e di Omega3.
La mancanza di proteine animali è compensata da proteine vegetali di legumi e frutta secca. In ordine decrescente su 100 grammi di legume secco, i più ricchi di proteine vegetali sono: soia, fagioli, lenticchie, piselli, ceci, fave. Molto consumati sono anche semi di zucca, di canapa, di chia. Noci, arachidi e mandorle vengono impiegati sotto forma di snack o per arricchire piatti principali, ma sono ipercalorici contenendo molti grassi, seppur buoni.
La dieta onnivora consente di coprire i fabbisogni nutrizionali con alimenti della tradizione mediterranea facili da reperire per moltissime gustose preparazioni ma comporta valori di impatto ambientale assai più elevati rispetto alla dieta vegetariana e vegana.
Entrambi i regimi presentano rischi allergici per la popolazione: tra i principali, le proteine del latte e dell’uovo per la dieta mediterranea e legumi e frutta secca con guscio per il regime vegano. Questi ultimi possono essere molto gravi, tendono a durare tutta la vita, pur insorgendo nei primi anni di vita, al contrario delle allergie da latte e uovo, che -se trattate adeguatamente- mirano a risolversi negli anni.

Appartenenti alla famiglia dei legumi, le arachidi (dette anche noccioline americane o spagnolette) sono considerate un alimento ricco di sostanze nutritive, proteine e grassi ma purtroppo costituiscono la più comune causa di reazioni allergiche alimentari gravi, talora gravissime, con esito fatale.
In USA colpisce il 3 % dei bambini sotto i 3 anni di vita: se tostate, possono avere effetti molto gravi fino all’anafilassi fatale. Le arachidi vengono impiegate in una grande varietà di alimenti. Oltre che tostate, cotte, possono essere trasformate in burro, prodotti da forno, dolcetti, cereali per la colazione e salse: ne deriva che evitarle è molto difficile e di conseguenza, le reazioni accidentali sono molto comuni. I tentativi per ideare un vaccino seppur molto blando con cerottino da contatto non sono sinora andati a buon fine.
Talora in alcuni soggetti anche il semplice contatto o la inalazione di proteine che vengano disperse nell’aria con la farina di arachide durante i processi di macinazione e polverizzazione, o la semplice apertura di confezioni, possono scatenare gravi reazioni allergiche anche senza ingerire il prodotto.
Negli Stati Uniti, dopo svariati incidenti tra passeggeri in volo, occorsi a soggetti allergici seduti vicino ad altri che consumavano anche piccole confezioni di snack di arachidi, tali spuntini, così diffusi in passato, sono stati abbandonati e sostituiti con altri salatini ritenuti meno a rischio.
Persone allergiche alle arachidi possono manifestare sintomi mangiando alimenti anche apparentemente non correlati, per il fenomeno della cosiddetta “cross-reattività”, in quanto il sistema immunitario identifica in alimenti diversi proteine strutturalmente o biologicamente correlate attivando così un risposta immunitaria.
Tra i numerosi parenti stretti delle arachidi troviamo il lupino, introdotto solo di recente nel mercato statunitense che viene utilizzato sotto forma di semi, fagioli e farina molto comune all’interno degli alimenti gluten-free per celiaci.
Ma cosa è una allergia alimentare?
E’ condizione tale per cui il sistema immunitario del corpo reagisce in modo anomalo a qualcosa di generalmente innocuo per la maggior parte della popolazione come, ad esempio, le proteine del latte o delle uova. Le allergie alimentari rappresentano un serio e crescente problema di salute pubblica nel mondo, ed interessa circa 250 milioni di persone sia bambini che adulti. Sebbene siano stati identificati come fattori scatenanti dell’allergia alimentare più di 170 alimenti, sono otto i gruppi di allergeni che causano il 90% delle allergie alimentari. Tali reazioni immunologiche avverse al cibo presentano un’ampia varietà di sintomi che possono interessare la cute, il sistema respiratorio, il cavo orale, il tratto gastrointestinale e quello cardiovascolare. Oggi grazie agli studi di allergologia molecolare riusciamo ad individuare frazioni diverse di alimenti che inducono reazioni di gravità differente e quindi siamo in grado di informare e porre in guardia il paziente circa i rischi cui può incorrere soprattutto al ristorante o in corso di viaggi o vacanze.



In Europa occidentale il 5-8% dei bambini ed il 2-3% degli adulti manifestano Allergia Alimentare. In Italia l’8% nei primi 2 anni di vita ed il 3% nella popolazione generale.
Purtroppo leggiamo talora di eventi mortali riferiti a giovani, che si verificano al ristorante, in situazioni in cui i rischi sono prevedibili, prevenibili e curabili con apposito kit salvavita di cui deve essere fornito ciascun paziente. Assurda la tragica sorte di una ventenne in pieno centro a Milano in un ristorante “falsamente Vegan”. La ragazza, allergica alle proteine del latte e dell’uovo, si riteneva protetta assumendo cibi vegani. Purtroppo ha incontrato derivati dell’uovo in un hamburger e del latte in un tiramisù “dichiarati” vegani ma evidentemente non tali!

E’ auspicabile che strategie preventive per incrementare le conoscenze, tra medici non del settore, pazienti, parenti di pazienti minori, popolazione tutta siano sempre più diffuse. La Ruota delle Allergie ideata alcuni anni fa per questo, è tuttora assai utile, adottata dai medici
E’ auspicabile che strategie preventive per incrementare le conoscenze, tra medici non del settore, pazienti, parenti di pazienti minori, popolazione tutta siano sempre più diffuse. La Ruota delle Allergie ideata alcuni anni fa per questo, è tuttora assai utile, adottata dai medici

E’ auspicabile che strategie preventive per incrementare le conoscenze, tra medici non del settore, pazienti, parenti di pazienti minori, popolazione tutta siano sempre più diffuse. La Ruota delle Allergie ideata alcuni anni fa per questo, è tuttora assai utile, adottata dai medici per esemplificare cross-reattività tra aero allergeni ed alimenti!
La Carta d’ identità delle Allergie è un piccolo documento che racchiude la sintesi delle allergie del paziente, da esibire al medico curante, al ginecologo, urologo, dentista, farmacista, da utilizzare al Ristorante, durante i viaggi e le vacanze.
Un Kit salvavita completo (occorre averlo sempre con sé) è composto di penne di adrenalina autoiniettabile, in quanto la gravità della reazione non è mai purtroppo prevedibile.
Daniela Cagnetti
In copertina: la Ruota delle allergie
