La stella e il crescente, simboli antichissimi
L’idea di una divinità femminile associata alla fertilità, alla terra, alla maternità e alla rigenerazione è molto antica. Figure femminili sacre esistono almeno da 30.000 anni. Le prove più solide di divinità femminili organizzate risalgono soprattutto alle prime civiltà urbane del IV-III millennio a.C.
Nel XX secolo, archeologi come Marija Gimbutas sostennero l’esistenza di un’antica religione europea centrata su una Grande Dea Madre. Oggi molti archeologi sono più cauti: ritengono che le statuette femminili paleolitiche e neolitiche non possano essere interpretate con certezza come raffigurazioni di una Dea Madre.
Il culto, i simboli e l’influenza di queste divinità rimasero anche in epoche successive, quando alle divinità femminili vennero attribuiti caratteri specifici distinti, quali la guerra e l’amore sensuale, come per le dee Ishtar, Astarte, Afrodite Pandemia, Venere Ericina e Venere; la fertilità delle messi e la fertilità femminile per Ecate, Demetra e Persefone, o la caccia per Cibele ed Artemide.
Quasi tutte queste dee erano in relazione ai cicli lunari in base ai quali veniva misurato lo scorrere del tempo ed erano programmate le attività agricole e molte altre attività umane. Il ciclo della Luna dura in media 29,5 giorni, mentre il ciclo mestruale umano è mediamente di 28-29 giorni (pur variando molto da persona a persona). Questa somiglianza probabilmente contribuì, già nella preistoria, ad associare la Luna alla fertilità, alla gravidanza e alla rigenerazione.
l rapporto tra Luna e dee femminili è reale e ben documentato in molte tradizioni religiose, ma non è universale né identico in tutte le culture. È il risultato di un intreccio tra osservazione dei cicli naturali, simbolismo della fertilità e sviluppo delle diverse religioni antiche. La Luna era fondamentale per: misurare il tempo, stabilire il calendario delle semine e dei raccolti, determinare le feste religiose.
Le tre fasi principali della Luna furono spesso interpretate come simboli delle fasi della vita femminile: luna crescente → nascita, giovinezza, fertilità. Luna piena → maternità, pienezza, abbondanza. Luna calante → vecchiaia, morte e preparazione alla rinascita.
La stella e il crescente sono due simboli che possiamo trovare già nell’iconografia delle arcaiche divinità della Mesopotamia, come la dea Ishtar/Inanna.
Ishtar è spesso rappresentata da una stella a otto punte. Negli antichi kudurrus babilonesi (pietre di confine), la sua stella è spesso raffigurata accanto alla luna crescente di suo padre Sin (il dio della luna) e al disco solare di Shamash, che simboleggia la triade celeste dominante.
La città di Bisanzio era un’antica città greca, fondata dai coloni di Megara, attorno al 667 a.C. La città scelse come divinità protettrici due dee in relazione con la luna, Ecate prima e Artemide poi.
I simboli sacri di Artemide erano l’arco e le frecce, la faretra, gli animali selvatici come il cervo, la lepre e l’orsa e la luna crescente.
Filippo II di Macedonia, dopo aver consolidato il suo dominio sulla Macedonia e sulla Grecia settentrionale, cercò di controllare gli stretti del Bosforo, fondamentali per il commercio del grano proveniente dal Mar Nero, verso le città greche, in particolare verso Atene.
Nel 340 a.C., Filippo assediò prima Perinto e poi Bisanzio che, secondo la leggenda, si salvò dall’esercito macedone grazie al vento che aveva disperso le nubi rivelando, alla luce della luna, la presenza degli assedianti.
Parecchie monete di Bisanzio riportano al dritto la dea Artemide e al rovescio una stella ad otto raggi all’interno di un crescente per ricordare questo episodio. Questo simbolo rimase nella monetazione di questa città dal I secolo a.C. al II secolo d.C.

TRACIA, Bisanzio. Imperatore Traiano. 98-117 d.C. Æ mm 22, g 6,33. D/ AYT NEP TPAIANOC KAICAR GERM DAKI (imperatore Nerva Traiano Cesare Augusto Germanico Dacico), busto raggiato, drappeggiato e corazzato rivolto a sinistra. R/ EPI NEIKHC TO Δ BYZANTIΩN (in occasione della vittoria, per la quarta volta, dei Bizantini), crescente e stella. CNG shop n.734331.
Quando Costantino rifondò la città di Bisanzio nel 330 d.C., dandole il nome di Costantinopoli, questi simboli urbani continuarono a essere usati in ambito locale, anche se non divennero mai emblemi ufficiali dell’Impero.
Dopo la conquista ottomana, nel 1453, il crescente e la stella divennero il simbolo dell’Impero Ottomano, diffondendosi poi anche come simbolo della fede musulmana, campeggiando su molte bandiere, fino ai nostri giorni.
Fabio Pettazzoni
