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La scoperta di Troia e la musica

N. 72- Novembre 2022

 

 

La scoperta di Troia e la musica

Questa ricerca è stesa per dare chiarezza alla miriade di notizie – molte delle quali controverse – che avvolgono in un fitto mistero la città di Troia.

1822, nasce a Neubukow, nel giorno della Befana, l’archeologo Heinrich Schliemann.

Morirà in Italia, a Napoli nel 1890, il giorno di Santo Stefano.

Troia era collocata su ben 9 stratificazioni che definivano le varie “età del bronzo”. Partendo dalla prima Troia, si arriva alla nona, passando per un arco temporale che copre dal 3000 a. C. al IV secolo d. C. La città di Omero, potrebbe quindi corrispondere alla Troia VI che, con ogni probabilità è stata distrutta intorno al 1260/65 a. C., nella leggendaria e decennale spedizione greca contro di essa, nella quale per un paio di mesi emersero anche la figura di Ulisse ed il cavallo dell’inganno.

Senza nessuna speranza ed in procinto di arrestare gli scavi che, sino a quel momento non avevano portato alla luce nessuna scoperta degna di nota, il 15 giugno 1873 alla profondità di 10 metri, in prossimità delle gigantesche mura rinvenute nel VI strato, un recipiente largo un metro ed alto circa 50 cm viene intravvisto dall’archeologo che prontamente chiama a sé la moglie Sophie, dopo aver allontanato tutta la manovalanza. Schliemann ritenne di aver rinvenuto il tesoro del Re Priamo, il quale lo aveva nascosto prima della caduta della città. L’archeologo ed imprenditore fu accusato dal           Governo Turco di aver esportato segretamente dalla Grecia il favoloso tesoro, perciò venne costretto a pagare una forte somma al fine di dimostrare che ne era divenuto proprietario. Per portarlo in Germania e donarlo alla sua città natale, volontariamente versò una somma ancora maggiore.

Sino al 6 marzo 1945, il tesoro rimase custodito gelosamente anche dallo stesso Hitler, il quale in quel giorno, preventivando la sconfitta della Germania e l’invasione russa nei suoi territori, ordinò che venisse nascosto nelle miniere di sale di Helmstad. Gli ordini del Fuehrer non vennero eseguiti e l’ingente bottino cadde in mani straniere e non se ne sentì più parlare, sino a quando Boris Eltsin, ospite nel 1993 ad Atene del Capo di Stato Kostantin Karamanlis, si lasciò sfuggire una dichiarazione scottante. L’allora Presidente della Federazione Russa, in piena crisi Costituzionale, ammise pubblicamente che, il tesoro era conservato nel Museo Puskin di Mosca. Ancora oggi Grecia (per gli scritti omerici) Turchia, Germania e Russia si contendono il possesso del tesoro.

Diverse opere liriche hanno ambientazione nell’antica Troia. Vale la pena un invito all’ascolto dell’opera gluckiana:

Andromaca di Giovanni Paisiello, il cui libretto, di Giovan Battista Lorenzi, è tratto da Antonio Salvi, librettista di G.F. Haendel, che musicò Deidamia, su libretto di Antonio Rolli da Metastasio ed Oreste su libretto di Giangualberto Barlocci estrapolato da Ifigenia in Tauride di Euripide.

Elena Egizia composta da R. Strauss su libretto di H. von Hoffmansthal, che lo trasse dall’Elena di Euripide, così come la sempre straussiana Elektra.
Del grande Gioachino Rossini abbiamo Ermione, eseguita per la Quaresima del 1819. Essa venne tratta dall’Andromaca di Euripide e dall’Andromaque di Jean Racine. Il testo poetico per l’opera tragica fu redatto da Andrea Leone Tottola.

L’Idomeneo su testo italiano di Giambattista Varesco è un’opera seria di W. A. Mozart K.V.366, attinta dalla tragedie-lirique Idomenée, di Andrè Campra, lo stesso che compose Ifigenia in Tauride, il cui libretto (dei due francesi Duche de Vancy e Danchet), fu tratto dall’Ifigenia in Tauride di Euripide.

Niccolò Jommelli musicò l’Ifigenia in Tauride di Matteo Verazi. Tommaso Traetta, che fu pure il direttore dei Teatri Imperiali di Vienna, fece rappresentare la sua Ifigenia in Tauride, su libretto di Giacomo Durazzo. Niccolò Piccinni adottò il testo francese di Congè Dubreuil per la sua Iphigénie en Tauride, sempre tratto da Euripide.

Di grande rilevanza le composizioni di C.W. Gluck:
Ifigenia in Aulide https://youtu.be/W0rTPArMRGU  su libretto francese  di Le Bailly du Roullet, tratto da Euripide, con spunti anche da Racine;
Ifigenia in Tauride
https://youtu.be/obEuKhVeWjgcomposta e rappresentata espressamente per la Regina, nel 1779, pure su testo francese di Nicolas Francois Guillard, sempre ispirato da Euripide; Paride ed Elena https://youtu.be/OpT0RLeMYR0del 1770 su libretto di Ranieri de Calzabigi. Hector Berlioz fu anche librettista de Les Troyens, traendone la trama dalla virgiliana Eneide. Il personaggio di Ulisse, celebrato nella pittura, nella filmografia, nella letteratura e fautore della caduta di Troia, ha un parte importante nel teatro lirico; vanno perciò ricordate le composizioni di Claudio Monteverdi e Stephane Pugno (Il ritorno di Ulisse in patria), di Daniel Gottlieb (Ulisse e Telemaco),di Francesco Sacrati (Ulisse errante) di Keiser (Ulisse, del quale ricorre il trecentenario della stesura) e l‘Ulisse di Luigi Dallapiccola.

Mirella Golinelli

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