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La Bologna del cibo perde un altro pezzo

N. 91- Luglio-Agosto 2024

 

 

 

La Bologna del cibo perde un altro pezzo

Dopo la “riduzione” del “Diana” che ha perso l’affaccio su via Indipendenza, la chiusura della “Torinese” (acquisita da una società veneta), ora un’altra realtà storica di Bologna nel campo della ristorazione viene colpita. Si tratta del ristorante forse più noto del capoluogo regionale: “Al Pappagallo”. In questo caso si tratta di un trasloco causato della decisione della proprietà (Alberto Vacchi, membro di una notissima famiglia di imprenditori felsinei, che ha acquisito il complesso nel 2019) di ristrutturare completamente l’attuale sede del Pappagallo con la vicina Torre degli Alberici. Serviranno oltre due anni di lavori per rinnovare il complesso e pur potendo restare, per contratto, fino a quasi metà del 2023 i titolari del Pappagallo hanno deciso di anticipare la loro uscita dalla storica sede nella centralissima Piazza della Mercanzia. E ciò malgrado il fatto che la parte del complesso che oggi ospita il ristorante resterà vincolata a tale uso.

In realtà, si tratta di un arrivederci a presto, pare entro l’anno, perché ci sono in serbo delle interessanti novità, come hanno spiegato Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti (i coniugi manager che, sei anni fa, avevano investito nel ristorante ristrutturandone la sede e portando lo chef siciliano Corrado Parisi a guidare la cucina).

La prima di queste novità, già annunciata ed abbastanza definita, sarà la “Bottega del Pappagallo”, dove la clientela potrà acquistare, oltre ai premiati tortellini “d’oro” (campioni in carica del Premio Tortellino d’Oro), pasta fresca e lievitati di qualità (Pettinicchio ha accennato anche alla realizzazione di un panettone), oltre a cotolette e galantina e a tutto quanto ha reso grande la cucina, tipicamente emiliana, del ristorante. La sede della “Bottega” non è stata ancora resa pubblica, ma sarà “entro il raggio di un chilometro dall’attuale”. Secondo i due titolari e per usare la loro espressione “il ’Pappagallo’ poi volerà fuori porta in un locale prestigioso”, dove si vuole continuare a far vivere una storia che vanta oltre 103 anni di vita, poiché da tanto il ristorante è presente a Bologna.

Tuttavia, l’obiettivo principale sembra essere riaprire un ‘Pappagallo’ entro le mura storiche, poiché è convinzione della proprietà del marchio che esso appartenga alla città e debba restare nel suo cuore. L’intenzione è di trasferire nei nuovi locali tutti gli oggetti legati al marchio a cominciare dalla storica insegna a bandiera che oggi sovrasta l’ingresso, a fianco della Torre degli Alberici.

Pettinicchio e Valenti non hanno nascosto il loro rammarico per la situazione che si è creata e, pur sottolineando di non volere polemizzare e di non avere rivendicazioni da fare, hanno sottolineato che si sarebbero aspettati una maggior tutela per un locale così intrecciato con la storia della città ed hanno espresso la speranza che dopo questo ennesimo caso si presti maggiore attenzione a preservare luoghi come questo.  

g.r.

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