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Il vaccino con le “istruzioni” anti-Covid

N. 72- Novembre 2022

 

 

Il vaccino con le “istruzioni” anti-Covid

Il 27 dicembre 2020 è la data che ha segnato il via ufficiale della campagna di vaccinazione contro il Covid-19 non solo in Italia, ma in tutta Europa. I primi ad essere immunizzati contro il virus sono gli operatori sanitari e i residenti delle RSA, e a seguire il vaccino verrà offerto gratuitamente a tutta la popolazione, a partire dalle categorie più fragili. Con la possibilità di vaccinarsi arriva un’arma fondamentale nella lotta alla pandemia, che tutti ci auguriamo possa essere debellata quanto prima.

Sviluppare un vaccino normalmente richiede molto tempo, ma la pandemia da Covid-19 ha spinto il mondo scientifico, le case farmaceutiche ed i governi ad una stretta collaborazione e a grandi investimenti economici, che hanno permesso di ottenere vaccini sicuri ed efficaci in breve tempo, ma anche di sperimentare nuove tecnologie grazie alle quali per la prima volta verranno usati dei vaccini a “mRNA”. Ma cosa significa questa terminologia? Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) “indebolito”, oppure una parte di esso, quindi il sistema immunitario riconosce l’intruso e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontrerà quello vero.

Invece i due vaccini attualmente in uso, sviluppati da BioNTech-Pfizer e Moderna, sono stati realizzati con la nuova tecnologia a base di RNA messaggero (mRNA), che merita un approfondimento: il compito dell’RNA messaggero è quello di trasmettere i messaggi contenuti nel DNA e trasferirli agli organi della cellula deputati a produrre le proteine che servono per tutti i nostri processi vitali (ad esempio enzimi e ormoni). Queste piccole “fabbriche” si chiamano ribosomi ed al loro interno l’informazione dell’mRNA viene letta e tradotta in forma di proteine. Mentre il DNA è una molecola molto resistente, l’RNA è estremamente fragile e si degrada molto facilmente a temperatura ambiente ed è proprio questo il motivo per cui i vaccini a mRNA devono essere conservati a temperature fino a 80 gradi sotto lo zero.

I ricercatori delle due case farmaceutiche sono riusciti a isolare l’RNA messaggero che contiene le informazioni necessarie per produrre laproteina “Spike” del virus, proteina che viene utilizzata dal virus come una sorta di uncino per agganciarsi alle cellule delle nostre vie respiratorie, entrare al loro interno e moltiplicarsi causando la malattia. Tuttavia, la proteina “Spike” da sola non è in grado di provocare la malattia perché rappresenta soltanto una piccola parte del virus.

Il vaccino a mRNA è pertanto costituito da questo RNA messaggero che, una volta iniettato nel nostro corpo, entra nelle nostre cellule dove viene letto dai ribosomi che si mettono al lavoro e producono copie della proteina “Spike” del Coronavirus. Pur essendo prodotta nelle nostre cellule, la proteina Spike viene comunque riconosciuta come estranea dal sistema immunitario, che inizia a produrre anticorpi contro la proteina virale: così, se una persona vaccinata dovesse nuovamente venire a contatto con il coronavirus, i suoi anticorpi riconosceranno la “Spike”, perché già incrociata nell’attacco simulato col vaccino, e combatteranno il virus prima che provochi l’infezione. Quindi, in parole povere, con i vaccini a RNA si inietta l’”istruzione” per produrre la proteina “Spike”: le nostre cellule producono da sole la proteina “estranea”, che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi. Infine, l’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione.

L’efficacia di questi vaccini è elevata: due dosi del vaccino somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono evitare al 95% delle persone di sviluppare la malattia Covid-19. Le osservazioni fatte finora hanno dimostrato che la protezione dura alcuni mesi, ma bisognerà aspettare periodi di osservazione più lunghi per capire se una vaccinazione sarà sufficiente per più anni o servirà ripeterla. Anche dopo essersi sottoposti alla vaccinazione bisognerà continuare a osservare misure di protezione nei confronti degli altri, come la mascherina e il distanziamento sociale, in quanto non è ancora chiaro se il vaccino protegga solo dalla malattia o impedisca anche l’infezione e quindi la trasmissione.

Come tutti i vaccini, anche quelli a mRNA possono dare effetti indesiderati, che nella  maggior parte dei casi sono reazioni comuni, già viste in altre vaccinazioni; tuttavia sono state osservate anche reazioni allergiche, per cui le persone con una storia di grave allergia devono consultarsi col proprio medico prima di sottoporsi alla vaccinazione.

In conclusione, a meno di un anno dalla scoperta del virus, sono già disponibili vaccini da utilizzare su larga scala, con l’obiettivo di raggiungere il prima possibile l’immunità di gregge. La vaccinazione sarà gratuita e garantita a tutti, per adesione volontaria, con la consapevolezza che la vaccinazione rappresenta non solo uno strumento di protezione del singolo, ma un atto di rispetto verso la collettività e la protezione dei più deboli.

Patrizia Masoni

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