Giornata mondiale della Radio, ricordando Marconi
Il 13 febbraio, come tutti gli anni, si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Radio, un appuntamento promosso dall’UNESCO per valorizzare uno dei mezzi di comunicazione più longevi e affidabili della storia contemporanea. Nonostante l’evoluzione tecnologica e la diffusione delle piattaforme digitali, la radio continua a svolgere un ruolo centrale nell’informazione, nella cultura e nella coesione sociale. Anzi il digitale l’ha resa anche televisiva e sempre più interattiva.
La data scelta richiama un momento storico significativo: il 13 febbraio 1946 andarono in onda le prime trasmissioni della Radio delle Nazioni Unite, emblema della radio come strumento di dialogo, cooperazione internazionale e promozione della pace. Su queste basi, nel 2011 l’UNESCO ha istituito la ricorrenza, poi riconosciuta ufficialmente dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2012.
Un mezzo accessibile e universale
La Giornata Mondiale della Radio nasce con l’obiettivo di ricordare l’importanza di un mezzo capace di raggiungere il pubblico in modo semplice e diretto. La radio è infatti uno strumento economico, accessibile e inclusivo, in grado di arrivare anche nelle aree più isolate del pianeta, dove internet e televisione non sono sempre disponibili. Per questo motivo resta fondamentale in contesti di emergenza, come calamità naturali, crisi umanitarie o conflitti.
L’UNESCO inoltre sottolinea come la radio contribuisca a rafforzare la libertà di espressione, il pluralismo dell’informazione e la partecipazione democratica, offrendo spazio alle comunità locali e alle minoranze culturali e linguistiche.
Dalla radio di ieri a quella di oggi
Nel corso del Novecento, la radio ha raccontato la storia: guerre, grandi eventi, cambiamenti sociali e culturali. È stata la voce delle notizie, ancorché di propaganda, della musica, dello sport e della cultura popolare. Oggi, pur trasformandosi e adattandosi alle nuove tecnologie, continua a vivere, affiancando alle trasmissioni tradizionali FM e AM, nuove modalità di fruizione come DAB+, web radio, streaming e podcast.
Il ruolo di Guglielmo Marconi
La storia della radio è indissolubilmente legata alla figura di Guglielmo Marconi, scienziato italiano nato a Bologna nel 1874. A lui si deve lo sviluppo della telegrafia senza fili, che ha reso possibile la trasmissione di segnali a distanza attraverso le onde elettromagnetiche.
Marconi brevettò la sua invenzione a Londra nel 1897. Nel 1909, grazie alla sua invenzione vennero portati in salvo circa 1.700 persone, tra passeggeri e equipaggi, dopo che il piroscafo italiano Florida speronò, tra la fitta nebbia, il transatlantico britannico Republic.
Nello stesso anno ricevette, in condivisione con il fisico tedesco Karl Ferdinand Braun, il Nobel per la fisica «in riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili»attraverso un efficace sistema di telecomunicazione a distanza via onde radio. Marconi fu il primo italiano a vincere il Premio Nobel per la fisica.
L’importanza dell’invenzione di Marconi fu evidente al mondo intero quando, nel 1912, nel fatale impatto del transatlantico britannico Titanic contro un iceberg, fu possibile inviare il messaggio di soccorso grazie al quale vennero salvati circa 700 naufraghi. E fu possibile perché il sistema di radiocomunicazione di Marconi era installato a bordo.
Dal Morse al suono
Ecco che dopo le applicazioni delle trasmissioni radio alla radiotelegrafia e alla radiotelefonia, si aprì definitivamente l’importante capitolo della radio broadcasting, la radiodiffusione. Il 23 febbraio 1920, in Gran Bretagna, la stazione di Marconi trasmise il primo regolare servizio radiofonico della storia, per due ore consecutive al giorno, per un periodo di due settimane.

Due anni dopo, il 14 novembre 1922, a Londra nel Regno Unito, faceva invece l’esordio la prima trasmissione radiofonica della BBC, l’emittente più antica del mondo, tra i cui soci fondatori vi era anche la società di Marconi. Le prime parole pronunciate dello speaker della BBC Arthur Burrows furono: “2LO, Marconi House, London calling”. 2LO era il nome del trasmettitore della Marconi Company, acquistato dalla BBC, situato al settimo piano della Marconi House di Londra. London calling (dal significato: qui è Londra che trasmette) era all’epoca la frase iniziale utilizzata per annunciare l’inizio di ogni trasmissione.
Il nome di Marconi fu così legato non solo alla nascita della BBC, ma anche alla sua prima trasmissione radiofonica. Da allora la storia della comunicazione cambiò per sempre.
La radio divenne lo strumento più importante per la comunicazione e l’intrattenimento di massa, ma anche per orientare l’opinione pubblica. Con la radio, si poteva raggiungere il pubblico in qualsiasi località e in tempo reale.
Marconi fondatore della radio in Italia
Nel 1924 nacquero le prime trasmissioni radiofoniche della RAI (Radio Audizioni Italiane) che all’epoca, nel 1924, si chiamava URI (Unione Radiofonica Italiana): una società privata che aveva come socio di maggioranza, proprio Guglielmo Marconi (tramite la Radiofonodella sua Company inglese) a cui il governo di allora assegnò la “concessione in esclusiva delle radioaudizioni circolari” per sei anni.
L’URI divenne poi nel 1927 EIAR, poi nel 1944 RAI e, con l’avvento della televisione, nel 1954, divenne RAI Radiotelevisione italiana (RAI-TV).
Marconi divenne veramente famoso quando, nel 1901, riuscì a compiere la prima trasmissione transatlantica, di oltre 3.000 chilometri, tra l’Inghilterra (stazione di Poldhu, in Cornovaglia) e l’isola, all’epoca britannica, di Terranova (a St. John’s) di fronte alla costa orientale del Canada (e di cui oggi fa parte).

Fu quasi una sfida alle conoscenze scientifiche disponibili all’epoca, secondo cui le onde elettromagnetiche utilizzate da Marconi potevano propagarsi soltanto in linea retta, con il trasmettitore e ricevitore a vista. Dunque la curvatura della terra avrebbe impedito qualsiasi trasmissione tra le due sponde dell’Atlantico. Al contrario Marconi era convinto che le onde potessero attraversare l’oceano seguendo proprio la stessa curvatura della Terra. In realtà non si conosceva ancora la ionosfera, quella fascia dell’atmosfera terrestre dove i gas ionizzati (da cui il nome) riflettono le onde radio rendendo così possibili le comunicazioni intercontinentali.
Proprio come Cristoforo Colombo, anche Marconi raggiunse così l’America grazie a una combinazione vincente di determinazione, intuito e fortuna.
Quest’anno, nel 2026, si celebrerà il 125° anniversario da quando avvennela prima trasmissione transatlantica. Fu, come detto, un evento rivoluzionario per il settore delle telecomunicazioni, a tal punto che, nel 1902, nonostante lo scetticismo dei molti detrattori dell’epoca, la Regia Scuola d’Ingegneria dell’Università di Bologna decise di celebrare lo scienziato, non ancora trentenne e privo di qualsiasi diploma accademico, con una laurea ad honorem. Un riconoscimento di grande valore, la cui consegna avvenne, a causa degli impegni che Marconi aveva negli Stati Uniti, il 24 marzo 1904. L’Università gli concesse in seguito, nel 1934, una seconda laurea ad honorem, questa volta in Fisica.
Marconi e la televisione
L’apporto di Marconi per la nascita della radio, tra cui anche la nascita di Radio Vaticana del 1931, fu estesa successivamente anche per la televisione.
Il 2 novembre 1936 (quest’anno ricorre il 90esimo), dall’ Alexandra Palace di Londra, la BBC iniziò il primo servizio al mondo di trasmissioni televisive con adeguata risoluzione (“alta definizione” di allora) e con strutturata programmazione regolare: due ore di trasmissioni al giorno, una al pomeriggio e una alla sera con canzoni e discorsi.
Dopo una breve sperimentazione di due sistemi (quello a scansione meccanica dello scozzese John Logie Baird e quello elettronico della Marconi-EMI Television), la BBC adottò definitivamente il sistema elettronico Marconi-EMI (dal 1° febbraio 1937).
Così Guglielmo Marconi ebbe un ruolo con la BBC anche nel primo servizio televisivo regolare al mondo.
Ma il 20 luglio 1937, in seguito a una crisi cardiaca, Marconi si spense improvvisamente a Roma.
In segno di lutto, le stazioni radio di tutto il mondo interruppero contemporaneamente le trasmissioni per due minuti, facendo tornare l’etere al silenzio in onore del suo inventore.
Marconi non ebbe il tempo di proseguire tutto ciò che aveva cominciato 131 anni fa. Ma continuò a essere celebrato in Italia e nel mondo.
Anche in questi anni. Infatti dal 2024 al 2027 ci sono state, e ci saranno, diverse celebrazioni del grande inventore e delle sue invenzioni. Nel 2024 si sono festeggiati i 100 anni della nascita della radio (ufficialmente inaugurata il 6 ottobre 1924) e i 70 della televisione in Italia (dal 3 gennaio 1954). Ma anche i 150 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi (nato a Bologna il 25 aprile 1874).
Peraltro nel 2024 ci fu anche la ricorrenza degli 80 anni dalla nascita (26 ottobre 1944) dell’acronimo RAI (Radio Audizioni Italiane).
Nel 2025, l’anno scorso, si sono celebrati i 130 anni dalla nascita del wireless, cioè dal primo esperimento riuscito di trasmissione senza fili del ventunenne Guglielmo Marconi a Villa Grifoni nella tarda estate del 1895.
Così come il 2026, quest’anno, sarà l’anno del 125° dalla prima trasmissione transoceanica, come visto, quando, il 12 dicembre 1901, Guglielmo Marconi riuscì a inviare il segnale della lettera “S” del codice Morse dalla Cornovaglia fino a Terranova. Ricorre anche il 90esimo (dal 2 novembre 1936) dalla prima regolare trasmissione televisiva al mondo. E nel 2027, il prossimo anno, ricorreranno i 90 anni dalla prematura scomparsa di Guglielmo Marconi.
Sull’onda di Marconi: un’influenza molto coinvolgente
Marconi venne osannato in tutto il mondo e, nel tempo, suoi successi crearono un gran fermento nel settore elettronico, anche nella stessa Bologna, diventata essa stessa famosa perché gli aveva dato i natali. Nella città, Adriano Cavalieri Ducati aveva appena compiuto 19 anni quando, nel 1922 come brillante studente di fisica, cominciò ad interessarsi alla allora nascente, grazie a Marconi, scienza della radio e alle sue applicazioni. Nel 1924 Adriano riuscì a stabilire la prima connessione radio ad onde corte tra Italia e Stati Uniti. Ciò gli valse il titolo di Cavaliere della Corona D’Italia. A 21 anni fu uno dei più giovani cavalieri mai insigniti all’epoca.

Sull’onda dell’entusiasmo, a Bologna, il 4 luglio 1926, in pratica 100 anni fa, insieme ai fratelli Bruno e Marcello e al padre Antonio, Adriano costituì la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati. La primissima sede era situata nel pieno centro di Bologna, in via Collegio di Spagna 9. Ma l’anno seguente Antonio Cavalieri Ducati morì e poco dopo la produzione si trasferì nell’edificio di viale Guidotti 51, nella villa della Famiglia Ducati, Villa Lydia, poco fuori dal centro storico, che diventò il loro primo grande stabilimento. I fratelli Ducati iniziarono la loro attività produttiva e commerciale, realizzando un sofisticato condensatore elettrico chiamato Manensutilizzato nei ricevitori radio.L’azienda crebbe rapidamente, sviluppando radiosonde, apparati radiofonici, il citofono Dufono e altri prodotti di qualità.

In dieci anni Ducati diede lavoro a migliaia di operai e nel 1934, Guglielmo Marconi incontrò i tre fratelli Ducati, complimentandosi per il grande sforzo produttivo compiuto per diffondere la radio in tutto il Paese. Il primo giugno del 1935 venne posta la prima pietra di un nuovo, grande stabilimento Ducati, dove nel marzo 1936 l’azienda divenne operativa. Si trattava dello stabilimento di Borgo Panigale, a Bologna, dove ancora oggi ha sede la Ducati Motor. Ducati Motor? Si perché durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, la fabbrica fu distrutta dai bombardamenti e dalle sue macerie, dalle quali era necessario risollevarsi velocemente, venne l’ispirazione di iniziare la produzione di prodotti nuovi, pensati per una clientela che aveva la necessità di nuove forme di trasporto. Partì così una riconversione al settore motoristico e si avviò la nuova era Ducati: il marchio di moto vittorioso, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo – di cui il 4 luglio di quest’anno si celebra il centenario – e la cui nascita dunque avvenne anche grazie a Marconi e alla sua fama mondiale, conseguita per la sua grande scoperta: la trasmissione radio.
Vincenzo Basili
