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Formaggi italiani, secondi a nessuno

N. 90- Giugno 2024

 

 

 

Formaggi italiani, secondi a nessuno

Tra i francesi che s’incazzano … che le balle ancora gli girano…”. Così cantava Paolo Conte nella sua canzone Bartali. Ma cosa c’entra questo con i formaggi? È sempre una questione di classifica: la canzone di Paolo Conte celebra Bartali che vince il giro di Francia, mentre i formaggi italiani si sono classificati abbondantemente primi nella classifica dei migliori formaggi mondiali, secondo la graduatoria di TasteAtlas. Anche questo un risultato che ha fatto arrabbiare i cugini d’Oltralpe.

Ma andiamo con ordine: TasteAtlas.com è una guida mondiale online di cibi e piatti tradizionali, una piattaforma con oltre 700 mila iscritti, che annualmente stila classifiche gastronomiche di piatti e prodotti tradizionali di vari Paesi dell’orbe terracqueo, redatte non da grandi critici enogastronomici, ma dagli utenti della piattaforma online, in base alla loro esperienza diretta delle varie cucine locali.

La classifica 2023 dei migliori formaggi mondiali è stato un trionfo per i colori italiani: il podio è stato occupato interamente dai nostri formaggi. Nell’ordine: primo Parmigiano Reggiano, secondo Gorgonzola piccante, terzo Burrata.

Ma c’è di più: nella top dieci ci sono ben otto formaggi italiani: al quarto posto il Grana Padano, al sesto lo Stracchino di Crescenza, al settimo la Mozzarella di Bufala campana, al nono e al decimo rispettivamente il Pecorino sardo e quello toscano.

Unici “infiltrati” in questa classifica sono l’Oaxaca Cheese messicano, al quinto posto, e il Queijo Serra de Estrela portoghese, all’ottavo. Per trovare il primo formaggio francese bisogna scendere al tredicesimo posto, con il Reblochon.

Non c’è da stupirsi che i Francesi si siano infuriati. “È una classifica che rischia di far rabbrividire le persone: dalla top 10 è assente la Francia – scrive La Nouvelle Republique – un piazzamento che ha indotto molti Francesi, soprattutto sui social media, a mettere in dubbio la credibilità di questa classifica”. Al pari dei Francesi anche gli Americani l’hanno presa male. Non è che i formaggi americani siano dotati di grande fama al di fuori del Paese a stelle e strisce, visto che in larga parte le classifiche stilate negli Stati Uniti premiano i loro stessi formaggi, che sono quasi sempre imitazioni delle Dop europee (che a loro dire sarebbero denominazioni comuni), ma comunque anche oltre Oceano, soprattutto sui social, sono arrabbiati con le valutazioni di TasteAtlas.

Per quanto le classifiche basate sui voti di giurie più o meno popolari non possano essere “indiscutibili” come una vittoria alla Bartali conquistata sui pedali, non si può certo snobbare un risultato in cui le scelte vengono fatte sulla base dell’esperienza e del gusto di migliaia di persone che magari non si accontentano di dar retta alle valutazioni, a volte un po’ manieristiche, dei cosiddetti esperti.

In fondo i francesi fanno senz’altro formaggi meravigliosi, ma ci sarà un perché se i formaggi italiani sono i più imitati al mondo (in primis proprio dagli Americani)!

Giuseppe Di Paolo

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