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Festa Artusiana in tutte le lingue

N. 72- Novembre 2022

 

 

Festa Artusiana in tutte le lingue

“Perchè mantenere la Festa Artusiana anche quest’anno? Sarebbe facile rispondere che non potevamo non farla proprio nell’anno in cui ricorre il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, e più che mai quest’anno è giusto farla proprio nella settimana in cui cade il suo compleanno”, così il Sindaco di Forlimpopoli Milena Garavini spiega le ragioni della ormai XXV edizione dell’evento, tenutosi a regola d’arte nel paese natale del noto gastronomo dal 31/07 all’08/08.

Più di una settimana con un programma ricco di eventi per fare trionfare “la cucina più influente al mondo” (secondo The Economist) e rendere omaggio ad uno dei suoi adoratori più appassionati.

Il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione (DIT) dell’Università di Bologna, Campus di Forlì ha voluto contribuire ai festeggiamenti lanciando, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Forlimpopoli, il progetto MyArtusiana e così la Festa Artusiana 2021 è diventata multilingue.

Quaranta studenti volontari del DIT, sotto la supervisione dei loro docenti, hanno tradotto in 7 lingue – inglese, tedesco, francese, russo, portoghese, spagnolo e addirittura dal dialetto romagnolo all’italiano- ben 13 menù dei ristoranti partecipanti alla Festa.

La prof.ssa Silvia Bernardini e il prof. Adriano Ferraresi alla presentazione di Myartusiana

Lo scopo principale del progetto era quello di aiutare gli ospiti internazionali della Festa ad effettuare la miglior scelta tra i numerosi piatti presenti nei menù, a volte piuttosto creativi.

Ma cosa significa tradurre un menù? Vuol dire comunicare, far conoscere e diffondere la grande ricchezza della cultura enogastronomica italiana, con le sue ricette più svariate ed una vastità di ingredienti locali.

Provi a spiegare (senza rendere un menù l’enciclopedia Treccani) a un ospite proveniente dall’estero cos’è la “piadina”, e se c’è differenza tra la “piadina fritta” e lo “gnocco fritto”. Pensi solo al prosciutto che jamon non è. Per non parlare della “zuppa inglese” – la classica trappola per un forestiero. Insomma, per tradurre il “food” senza tradire l’interlocutore bisogna sforzarsi.

“Diamo per scontato che la cucina italiana sia conosciuta in tutto il mondo, però, traducendo i menu, spesso anche io mi sono resa conto di non conoscere un ingrediente o di dover cercare un piatto su Internet perché non ero sicura di cosa si trattasse. Quindi, a mio parere, la difficoltà più grande è stata quella di non adottare una traduzione letterale, ma di cercare di fornire delle spiegazioni o equivalenti nella tradizione gastronomica russa” ha commentato Rosy Bartuccio, che sta per concludere l laurea magistrale.

Interessante anche l’analisi di Francesca Gianni, anch’essa studentessa della magistrale: “Da amante sia di cibo sia di traduzione ho trovato questa esperienza davvero divertente, oltre che educativa e interessante. Le difficoltà che ho riscontrato riguardano il grado di specificità da inserire nella traduzione, soprattutto in casi specifici, dove per esempio non era chiaro dal nome del piatto come fosse composta la pietanza”

Il “quinto quarto di zucchine” ha dato molto da fare agli studenti

Greta Cavaliere sta per concludere la laurea triennale e mette avanti osservazioni sofisticate: “Le difficoltà che abbiamo riscontrato sono state per lo più legate alla traduzione di quegli ingredienti tipici del posto o che possedevano delle certificazioni (DOP, DOC, ecc…), perché anche traducendo con delle perifrasi che cosa è l’ingrediente si correva il rischio di tralasciare il fatto che fosse pregiato”.

Durante la presentazione tenutasi nell’ambito della Festa, la prof.ssa Silvia Bernardini e il prof. Adriano Ferraresi, ideatori del progetto, hanno assicurato che questa era “una fase pilota” e che la grande ambizione sarebbe quella “di creare un’App che permetta ai ristoratori di tradurre velocemente i loro menù con un livello di qualità alto”.

Il progetto è disponibile al link: https://myartusiana.it/index.php/it/benvenuti/

Anna Shkapa

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Aut. Tribunale di Bologna n. 8115 del 09/11/2010

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