Ferragosto sì, ma Augusto non c’entra
Ferragosto è una delle festività più amate dell’anno, nei paesi europei di tradizione cattolica viene celebrata come giorno dell’Assunzione della Madonna, recandosi nelle località di villeggiatura o almeno riunendosi con amici e parenti.
Il nome e la tradizione del Ferragosto vengono comunemente fatti derivare da feriae Augusti, che in latino si può tradurre come “riposo di Augusto” ipotizzando che la festa sia stata istituita nel 18 a.C. dall’imperatore romano Ottaviano Augusto.

Secondo la tradizione le feriae Augusti inizialmente si svolgevano il primo giorno di agosto, col tempo questa festività si sarebbe estesa fino a comprendere tutto il periodo che va dall’1 al 15 agosto e forse anche a fine mese. In questo periodo ci si poteva prendere una pausa, dopo due mesi di intensi lavori agricoli, tipici dei mesi di giugno e di luglio. Sarebbero inoltre state organizzate corse di cavalli mentre gli animali da tiro adornati con fiori e venivano fatti sfilare per le vie, così che anche loro avrebbero potuto riposarsi.

Su questa convinzione si possono avanzare molti dubbi. Innanzitutto, il termine latino di feriae indicava dei giorni consacrati al culto e prevedeva l’interruzione di alcune delle attività pubbliche e delle attività religiose ordinarie, quindi, già per definizione non corrisponde esattamente al concetto di ferie o vacanza a cui noi siamo abituati.
Inoltre, nella Roma antica, a parte gli schiavi o i militari, nessuno era obbligato a lavorare di continuo, per cui non si capisce bene quale fosse la necessità di quindici giorni e più di riposo.
Presso i Romani, nell’8 a.C., il mese precedentemente denominato sextilis, venne rinominato Augustus, in onore di Ottaviano che aveva posto fine alle guerre civili e in quel mese aveva ottenuto il suo primo consolato.
In agosto venivano celebrate, come in quasi tutti i mesi dell’anno, varie feste, tra cui il 1° agosto, che Augusto aveva stabilito come giorno festivo per decreto del senato come ricorrenza della vittoria nel 30 a.C., contro Marco Antonio e Cleopatra VII. Il 13 agosto era il giorno in cui si festeggiava la dea Diana, vergine dei boschi. Il 19 agosto si tenevano i Vinalia rustica per propiziare un’abbondante vendemmia. Il 21 agosto si celebrava il dio Conso, antichissima divinità latina della vegetazione, del seme del grano e dei depositi per la sua conservazione; in tali date veniva scoperto l’antico altare sotterraneo (ara) situato nel Circo Massimo. Il 23 agosto si festeggiava Vulcano, il dio del fuoco. Il 25 agosto era dedicato alla dea Opi, detta, in questo giorno Opiconsiva perché insieme al dio Conso proteggeva l’insilamento delle messi.
Leggendo le fonti per cercare l’origine o l’esistenza di questo lungo periodo festivo dedicato ad Augusto, non ne ho trovato traccia. Nessuno storico o erudito romano menziona questa specifica festa.
Svetonio, che nella Vita di Augusto elenca meticolosamente le riforme civili e religiose dell’imperatore, non ne fa parola. Augusto stesso, nelle sue Res Gestae (l’autobiografia in cui elenca tutte le sue opere, i monumenti e i giochi offerti al popolo), non cita alcuna festività con questo nome. Aulo Gellio, nelle Notti Attiche, descrive le festività estive romane senza mai nominare le Feriae Augusti. Macrobio, nei suoi Saturnalia, riporta il testo del decreto del Senato (dell’8 a.C.) con cui il mese Sextilis venne rinominato Augustus, elencando i motivi d’onore legati a quel mese, ma non fa alcun accenno a una festa o a un periodo di riposo istituzionale correlato.
Esistevano feste per Augusto, ma in altre date. il Senato romano aveva istituito gli Augustalia (o Ludi Augustales), ma venivano celebrati in ottobre (il 12 ottobre, giorno del suo ritorno a Roma dall’Oriente nel 19 a.C.).
Le festività agricole e i giorni di riposo erano distribuiti in date precise come puntualizzato anche nel recente Dies Natalis, i calendari romani e gli anniversari dei culti di Natascia Donati e Patrizia Stefanetti (Roma, edizioni Quasar, pp. 208).
Quindi la falsa origine romana di questa festività si è radicata, nel corso del tempo, da una persona all’altra, da un libro all’altro, rafforzando sempre di più questa convinzione.
Tutt’al più, con i suoi provvedimenti in campo religioso Augusto, come Pontefice Massimo, ossessionato dall’angoscia di una decadenza religiosa, agendo sulle cariche sacerdotali, sui culti, sui templi e sui valori morali, potrebbe aver riordinato la sequenza delle feste, ivi comprese quelle che si tenevano in agosto, da questo potrebbe essere nato l’equivoco delle feriae Augusti.
Inoltre, recenti analisi storiche e linguistiche evidenziano che l’espressione feriae Augusti significava semplicemente “le ferie del mese di agosto” (da augustus, nome del mese), piuttosto che una festività personale dell’imperatore estesa a oltranza per trentuno giorni.
La festa romana dei Nemoralia, chiamata anche Festa di Diana o Festa delle Torce veniva celebrata il 13 agosto ed era molto sentita. Diana era una dea che amava la vita solitaria nei boschi, era collegata con la luna e quindi con i fenomeni della gestazione, era anche la dea della castità e della verginità. Tutti questi caratteri della dea resero più facile la trasformazione di questa festa nella celebrazione dell’Assunzione di Maria.
Fu Sergio I (687-701) che sancì la festa dell’Assunzione il 15 agosto nella chiesa romana, anche se era già molto sentita e festeggiata molto prima nella liturgia della chiesa orientale.

A Roma, in questo giorno, nel Medioevo si teneva una processione che si snodava dalla chiesa di Sant’Adriano al Foro (ex Curia Iulia, in età romana) fino alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Questa processione era caratterizzata da una fiaccolata notturna con cui il popolo accompagnava le icone del Cristo, conservate al Laterano, dapprima verso il Foro, poi, di là, fino a Santa Maria Maggiore, dove veniva accolta dall’icona di Maria Salus Populi Romani, la più antica raffigurazione mariana di Roma.
Questa processione si è svolta fino al XVI secolo, quando papa Pio V (1566-72) decise di sopprimerla.
Un ruolo importante nella trasformazione di questa festa, come la conosciamo noi oggi, ebbe l’istituzione dei Treni popolari, a tariffa ridotta, utilizzati soprattutto nel periodo estivo ferragostano tra il 1931 e il 1939, contribuendo molto allo sviluppo del turismo di massa.
Fabio Pettazzoni
Accademia Italiana di Studi Numismatici
