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EIMA coniuga innovazione e sostenibilità

N. 60 - Novembre 2021

 

EIMA coniuga innovazione e sostenibilità

La gente scherza, tra gli stand. “Servirà l’estate prossima, come ombrellone al mare” dice qualcuno, osservando la grande macchina operatrice gialla e blu, perfetta per bacchiare in un grande uliveto. Nei padiglioni di Bologna, EIMA International, la grande fiera organizzata da FederUnacoma ha presentato la 44esima edizione in un anno “dispari”, per recuperare il forzato salto del 2020.

I produttori di macchine agricole e gli agricoltori ne avevano voglia, come hanno dimostrato gli oltre 270.000 visitatori, di cui 26.000 esteri.

Tra i settori più seguiti, nel ricchissimo panorama offerto, quelli del gardening e delle bioenergie.

Il desiderio di verde, reso più impellente dalle esperienze del lockdown, attraversa molte categorie: dagli hobbisti ai garden center, dagli impianti sportivi ai responsabili dei parchi urbani. I dati Comagarden (l’associazione italiana dei costruttori), basati sui rilevamenti statistici Morgan, indicano nel primo semestre dell’anno, una crescita considerevole sia per il settore nel suo complesso (+33,7 sul primo semestre 2020) sia per le principali categorie di macchine. Dati che dovrebbero proseguire anche nel resto dell’anno. In conclusione, il fatturato 2021 delle industrie italiane è previsto a +15% per un valore di quasi un miliardo di euro.

Le tante novità del settore sono state illustrate in numerosi convegni, che hanno spaziato dal verde sulle pareti e sui tetti alla più aggiornata normativa di settore e all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella robotica da giardinaggio.

La fama del “giardino all’italiana”, che dalla Firenze rinascimentale si diffuse in tante corti europee, riecheggia nel Concorso “I giardini di Petra”, il cui Bando è stato illustrato ad Eima. I progetti dovranno essere presentati entro il mese di gennaio; quindici di essi saranno selezionati ed esposti alla Fiera Antiquaria Città di Modena, dal 5 al 13 febbraio del prossimo anno.

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Anche il settore delle bioenergie ha avuto in EIMA un palcoscenico a 360°, sull’impiego di fonti energetiche d’origine agricola e forestale, provenienti dai reflui dell’allevamento ovvero dagli scarti verdi; questi ultimi ammontano a circa 30 milioni di tonnellate. Il loro contenuto energetico, oggi non utilizzato, permetterebbe un risparmio di circa 12 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.

L’Italia avrebbe poi enormi potenziali nello sfruttamento energetico delle foreste, che in mezzo secolo sono raddoppiate, arrivando a circa 11 milioni di ettari. Nonostante l’abbondantissima materia prima, l’Italia è largamente tributaria dell’estero: importiamo legno da costruzione e persino legni per pellet e cippato. I prelievi annui di legna nel nostro Paese sono pari alla metà di quelli di Francia, Spagna e Portogallo (4 metri cubi per ettaro/anno). Lo scarso interesse economico genera l’abbandono dei boschi e l’incuria è una delle più frequenti concause degli incendi.

La tematica relativa all’utilizzo di fonti rinnovabili – spiegano FederUnacoma e ITABIA (Italian Biomass Association), gli enti organizzatori del salone EIMA Energy – è oggi di estremo interesse anche per il rilievo che ha assunto nell’agenda politica europea con il Green Deal e in quella nazionale con il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR). Quest’ultimo prevede risorse economiche per favorire la transizione ecologica attraverso la decarbonizzazione dei sistemi produttivi ed energetici. Costituiscono interessanti esperimenti il progetto della Regione Toscana per un sistema di bioraffinerie basate su colture di oleaginose e “Capraia Smart Island” un laboratorio a cielo aperto di economia circolare, che mira a valorizzare i sottoprodotti: ad esempio, la salamoia che rimane dopo aver desalinizzato l’acqua di mare, da utilizzare per il settore della nutraceutica, o le squame dei pesci allevati nel locale impianto, destinate a diventare un conservante naturale per alimenti.

Lisa Bellocchi

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