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Dieta mediterranea, da 10 anni patrimonio mondiale dell’UNESCO

N. 72- Novembre 2022

 

 

Dieta mediterranea, da 10 anni patrimonio mondiale dell’UNESCO

Sono passati 10 anni da quando, il 16 Novembre 2010, l’UNESCO ha iscritto la dieta mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, definendola “un insieme di competenze, conoscenze, riti, simboli e tradizioni, che vanno dal paesaggio alla tavola”. La dieta mediterranea riconosciuta dall’UNESCO, quindi, “va oltre un mero elenco di alimenti ma diventa cultura, fondata sulla socializzazione tra individui diversi, tramandata di generazione in generazione nei secoli. L’uomo e la natura si fondono nei riti sociali in cui l’alimentazione della comunità diventa momento cultale unico e irripetibile per la condivisione dell’identità sociale degli individui, rito collettivo e comunitario che ancora oggi caratterizza il rapporto uomo-natura delle comunità coinvolte” E ancora: “La Dieta Mediterranea (da greco “diaita”, stile di vita) comprende molto più che il solo cibo. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il caposaldo di consuetudini sociali ed eventi festivi. Essa ha dato alla luce un formidabile corpo di conoscenze, canzoni, proverbi, racconti e leggende” (da: La Carta dei valori della Dieta Mediterranea UNESCO).

Queste le motivazioni dell’UNESCO nel valorizzare la dieta mediterranea quale patrimonio che appartiene da tempi antichissimi alla tradizione alimentare del nostro paese e di molti altri paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, e che va ben oltre una semplice lista di alimenti ma riguarda la cultura, le interazioni sociali, le tradizioni. Il “mangiare insieme”, tipico della dieta mediterranea, non significa semplicemente consumare un pasto ma vuol dire rafforzare le basi delle relazioni interpersonali, promuovere il dialogo e la creatività, tramandare l’identità e i valori delle comunità.

Dal punto di vista nutrizionale, la valorizzazione della dieta mediterranea risale ai primi anni del dopoguerra ed è merito del dott. Keys, medico statunitense che per primo riconobbe l’influenza positiva dell’alimentazione mediterranea sulla prevenzione delle patologie croniche e cardiovascolari

Gli alimenti di base sono verdura e frutta di stagione, cereali e legumi, mentre pesce e carne, uova e formaggi sono da consumare con moderazione; per i condimenti si utilizza l’olio di oliva extra-vergine, ai pasti si beve il vino senza esagerare. L’equilibrio tra carboidrati (55-60%), grassi (30%) e proteine (10-15%) realizzato con la dieta mediterranea può essere meglio visualizzato attraverso l’immagine della “piramide alimentare” che mostra come tale dieta privilegi i primi piatti (pasta, riso), le verdure, la frutta, con un consumo moderato dei secondi (pesce, carni bianche e rosse, uova e formaggi). La “piramide alimentare” risulta composta da vari piani: alla base troviamo gli alimenti che possiamo consumare senza problemi o restrizioni, al vertice quelli da consumare più raramente.

Numerosi studi scientifici suggeriscono l’importanza di adottare la dieta mediterranea per le sue capacità di protezione nei confronti delle malattie croniche, mettendo in evidenza l’associazione tra il regime alimentare mediterraneo e la minore insorgenza di patologie del cuore e del sistema circolatorio, di diabete, ipercolesterolemia ed obesità, nonché l’effetto protettivo nei confronti dei tumori.

Di contro, oggi, a causa dei cambiamenti sociologici e demografici in atto, stiamo assistendo ad un allontanamento delle nostre popolazioni dal modello alimentare mediterraneo e ciò si collega direttamente all’aumento delle malattie croniche che derivano da cattive abitudini alimentari e da stili di vita non corretti, aumento che stiamo rilevando anche in Italia negli ultimi decenni.

Attraverso una corretta alimentazione aiutiamo il nostro corpo a mantenersi in forma e a prevenire malattie croniche e invalidanti, ma la dieta mediterranea ci ricorda che mangiare non nutre solo il nostro corpo, ma anche la nostra mente e il nostro spirito: i sapori, i profumi, i gesti, le parole, le persone con cui condividiamo il cibo diventano patrimonio e cultura comune che crea legami che vanno ben oltre la tavola.

Emilio Bonavita

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Aut. Tribunale di Bologna n. 8115 del 09/11/2010

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