Cosa nasconde la stitichezza?
La stitichezza cronica non è solo un fastidio: secondo il report del “Constipation State of the Nation” colpisce 6-12 milioni di italiani, e nei bambini ha una percentuale del 29,6%.
Questo, come confermano le linee guida NICE 2021, porta ad un conseguente colon più lungo in età adulta (dolico-colon) dovuto alla dilatazione indotta dalle feci ferme e allo stiramento che queste esercitano sulla parete del colon in crescita.
Spesso la stitichezza viene sottovalutata, ma la realtà è che mina la qualità della vita fin dall’infanzia.
Le origini?
La stipsi neonatale trova le sue origini in periodi come:
– La gravidanza, a causa di posizioni fetali anomale (podalica, obliqua o trasversa) che riducono il flusso placentare, favorendo la necessità di fare nascere il bambino tramite cesareo e un’anomala posizione della testa in utero (che genera plagiocefalia).
-Il parto: quando la discesa fluida del feto viene interrotta dalla necessità di epidurale, eventuali rotture precoci delle membrane o l’utilizzo di ventosa.
– Il post-nascita: posizioni mantenute troppo a lungo modificano la forma cranica del neonato portando a squilibri del nervo vago (regista nervoso indiscusso della digestione) e conseguente plagiocefalia posizionale, in grado di dare poi luogo a reflusso e costipazione.

Queste anomalie posizionali sono in grado di creare costipazione e altre problematiche digestive e posturali.
Come facciamo quindi ad evitare o risolvere queste fastidiose situazioni?
Dobbiamo considerare prima di tutto che luci, suoni e voci di mamma e papà attraggono il neonato.
Interrogarci sul lato in cui il nostro bambino si gira di più per essere allattato o per seguire luci o suoni ci dà sicuramente uno spunto di riflessione importante e ci permette di intervenire precocemente evitando posizioni ripetitive.
Per tutto ciò che, invece, dipende dal parto e dalla posizione intrauterina la soluzione arriva dall’osteopatia.
Questa tecnica di manipolazione dolce, da poco riconosciuta anche dalla medicina tradizionale, si propone di riportare il sistema in equilibrio, ribilanciando con precisione la posizione articolare, stimolando la circolazione, migliorando il drenaggio tissutale anche in poche sedute.
L’osteopatia parte da una grande conoscenza anatomica tridimensionale, che non considera solo l’organo ma anche tutti i rapporti che questo ha con le strutture circostanti; consapevole del fatto che nel neonato non esistono ossa bensì abbozzi cartilaginei in grado di avvicinarsi e creare nel corso del primo anno di vita quell’osso definitivo che darà poi passaggio alle radici nervose ed ai vasi.
Il tocco sui neonati ha il peso di una moneta, ma permette al professionista di lavorare direttamente sulle zone asimmetriche e riportare il cranio, il sacro e le strutture coinvolte in uno stato di simmetria stabile e duratura.
Immaginiamo i nostri bambini che crescono liberi da costipazione cronica, con una postura armoniosa e una digestione fluida: è questo il dono della nostra attenzione e cura precoce. Osserviamo i loro movimenti quotidiani e consultiamo un osteopata esperto entro i primi mesi, trasformando potenziali squilibri in forza vitale.
Elisa Stevanella
osteopata
