Cantieri in corso al “Comunale” di Bologna
All’appello manca ancora quasi un milione, ma i lavori procedono a pieno ritmo e quando, fra nove mesi, il Teatro Comunale di Bologna rientrerà nella sede storica di Piazza Verdi, il pubblico potrà ammirare una sala completamente restaurata, grazie all’avvio di un terzo cantiere che si è da poco aggiunto a quelli in corso da tempo e per i quali l’attività è stata spostata al Comunale Nouveau in zona Fiera.
“Fin dal mio arrivo un anno fa – afferma la Sovrintendente Elisabetta Riva – è stato chiaro che non sarebbe stato possibile riaprire senza intervenire anche sulla sala storica: bisognava affrontare subito gli interventi necessari, per evitare una nuova chiusura tra pochi anni”.
E’ così che, grazie all’adesione di sette “mecenati” che hanno risposto all’appello lanciato in autunno dal TCBO (Pelliconi, Alfasigma, Banca di Bologna, Rekeep, Marino e Paola Golinelli, IMA e Stefano Golinelli), è stata raccolta la cifra di un milione e 50 mila euro (a fronte di un fabbisogno complessivo di 1,9 milioni); in questa fase sono dunque stati avviati gli interventi non procrastinabili, che riguardano il restauro del portico, quello della volta della Sala Bibiena, dei palchi e della Rotonda Gluck. Il contributo di altri “mecenati” – la Sovrintendente si dice ottimista – potrà consentire anche il restauro del Foyer Rossini, la sostituzione delle poltrone e la manutenzione di corridoi e scale (per un importo complessivo di 850 milioni).
Il progetto di riqualificazione e valorizzazione del Teatro Comunale – avviato nel 2023 e finanziato dal Comune di Bologna con fondi pubblici per circa 20 milioni – prevede l’ampliamento degli spazi verso via del Guasto, il rinnovamento dei servizi igienici per il personale e il pubblico, nonché la realizzazione di una nuova centrale termica che ospiterà gli impianti per la climatizzazione del Teatro.
“Si tratta di un intervento di valore sociale e urbanistico, non solo culturale – sottolinea il sindaco Matteo Lepore, presidente della Fondazione Teatro Comunale – un importante lavoro di rigenerazione urbana che faccia risplendere questa zona di Bologna, col Comunale sempre più protagonista insieme agli abitanti, agli studenti e all’Università”.
I lavori di questo “cantiere numero 1” sono partiti con l’abbattimento della “Torre dell’acqua”, l’alto serbatoio realizzato un secolo fa per alimentare l’impianto antincendio, ormai in disuso e in condizioni strutturali critiche dopo il sisma del 2012.
In seguito, sono stati demoliti alcuni edifici lungo via del Guasto, per costruire un nuovo volume destinato ad ospitare un secondo ingresso, la nuova biglietteria, una caffetteria aperta al pubblico e una sala prove “a vista”; lavori in corso anche per la riqualificazione di alcuni locali di servizio dedicati al personale e all’efficientamento energetico. L’intervento si completerà col rifacimento della strada con pavimentazione in pietra e illuminazione a led.
Il “cantiere numero 2” (interamente finanziato da Alfasigma, storico sponsor del Teatro) sta invece interessando gli uffici amministrativi e prevede anche la sostituzione del vecchio ascensore con un impianto moderno.
A tutto ciò si è da poco aggiunto quel “cantiere numero 3” che consentirà di rifare il look alla sala settecentesca, poiché la chiusura del teatro e la rimozione delle poltrone della platea hanno reso la sala completamente accessibile, permettendo l’installazione di scenografici ponteggi e l’avvio di interventi estesi su superfici non raggiungibili da decenni; gli ultimi grandi lavori risalgono infatti all’inizio degli anni Ottanta (allora il teatro rimase chiuso per 18 mesi), ma non interessarono il recupero di stucchi, intonaci e dipinti murali.
È una corsa contro il tempo, dunque, in vista di quel 14 febbraio 2027 (data dal valore simbolico!) quando il Comunale riaprirà ufficialmente le porte al suo pubblico, con un grande evento “top secret” che coinvolgerà anche Piazza Verdi; subito dopo, a fine febbraio, l’avvio della regolare stagione lirica.
Resta in sospeso la questione “torre scenica” (elemento fondamentale per la realizzazione degli allestimenti), che non risponde agli attuali standard tecnologici e di sicurezza. L’intervento – con la completa sostituzione del graticcio e dei sistemi di issaggio e movimentazione tecnica – si prefigura come il “cantiere numero 4” e sarà realizzato per fasi successive, secondo una programmazione pluriennale che prevede brevi tappe di chiusura a partire dal 2028. “Nel frattempo – spiega Elisabetta Riva – il sistema esistente sarà rimesso in sicurezza, per garantire la continuità operativa del Teatro”.
Liliana Fabbri
