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Buon viaggio, anguille

N. 53 Aprile 2021

 

Buon viaggio, anguille

L’anguilla, in Emilia-Romagna, è un pesce storico per quella porzione di territorio vallivo che comprende le parti confinanti della provincia di Ferrara e di quella di Ravenna. Valli di Comacchio dalla parte di Ferrara e Pialasse Piomboni e Baiona dalla parte di Ravenna. Nel mezzo il paese di Sant’Alberto (ravennate) a fare da trait-d’union fra le due con il suo traghetto sul fiume Reno. Aree tutte ricomprese nel Parco del Delta del Po. La storia delle due parti confinanti ha portato l’anguilla anche in letteratura, complici le pagine dell’avvocato-scrittore Francesco Serantini (1889-1978) attraverso le quali l’Autore fermava, racconto dopo racconto, le immagini della vita di sopravvivenza di coloro che vivevano ai bordi delle Valli e le vicende della continua tenzone fra fiocinini di Sant’Alberto, pescatori di frodo d’anguille per necessità, e guardie vallive di Comacchio. Vivendo sia in mare che nei corsi d’acqua dolce, nella pesca popolare, a parte con classica la lenza, questo pesce è stato oggetto di tecniche piscatorie del tutto particolari, quali quella con l’ombrello e quella con le fascine di sterpi. Ma per queste servirebbe un excursus su tradizioni e aneddoti che occuperebbero lo spazio di un articolo a sé. Lo strumento che viene invece utilizzato nella pesca professionale è da sempre il “cogollo”, lo sbarramento di rete con l’invito verso una lunga manica a coni di rete in serie. Nelle aziende vallive di produzione ittica, lo strumento principale di cattura è il “lavoriero”, che consente di catturare le anguille separatamente da cefali e altri pesci. Ma aldilà di storia, letteratura, costumi popolari e tecniche professionali, è indubbiamente dalle Valli di Comacchio che l’anguilla ha acquisito valenza commerciale e fama gastronomica fuori dai confini territoriali. E’ però una specie animale in sofferenza, e per questo è stata intrapresa un’iniziativa per la sua salvaguardia.

L’anguilla oggi a Comacchio

Le Valli di Comacchio, territorio che rientra nella Biosfera Delta del Po riconosciuta dall’UNESCO, sono il “laboratorio” di un’iniziativa che guarda in tre direzioni confluenti: salvaguardare l’anguilla in quanto specie animale, tutelare l’ambiente che l’ha sempre ospitata e contemporaneamente favorire la conservazione di un’attività economica sostenibile della Biosfera del Po, cioè la pesca e la lavorazione e conservazione dell’anguilla, espressione dell’eccellenza gastronomica locale e di una tradizione che merita di essere custodita. L’anguilla delle Valli di Comacchio, secondo studi effettuati dal 2010 ad oggi, risulta avere infatti la più alta qualità riproduttiva d’Italia e d’Europa, e la sua diffusione, nonché il recente incremento delle quantità presenti nelle Valli, sono state favorite proprio da azioni combinate messe in campo da tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Azioni nella quali rientrano ad esempio il cambiamento della gestione idraulica del comprensorio vallivo e la sperimentazione della liberazione in mare di un certo numero di anguille a fini riproduttivi con cadenza annuale. L’iniziativa rientra tra le azioni sperimentali volte a conservare la specie e a ricostituire lo stock di anguilla europea presente nelle Valli di Comacchio, ed è in linea con le direttive europee e con il Piano di gestione nazionale azione che dal 2020 è entrato nel progetto “LIFE EEL Urgent measures in the Eastern Mediterranean for long term conservation of endangered European eel”. Progetto, in sintesi, volto a salvaguardare e a sfruttare in modo sostenibile la specie europea denominata “Anguilla anguilla”, dal 2013 inserita nelle nella lista rossa della IUCN, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, nella categoria “Pericolo Critico”.

Da Comacchio al Mar dei Sargassi

Si parla tanto del senso di orientamento delle balene, ma anche le anguille a quanto pare non scherzano. Le anguille che vengono liberate hanno un’età compresa tra i sei e i nove anni, un’età relativamente giovane, in cui questi esemplari, ancora forti e vitali per compiere la traversata, possono raggiungere con successo la destinazione del viaggio. Anguille delle Valli di Comacchio dunque ai blocchi di partenza, liberate per una maratona verso la destinazione storica della loro riproduzione, il Mar dei Sargassi. Lo scorso mercoledì 23 dicembre 2020 alle ore 12.00 (quarto anno consecutivo che viene effettuata la liberazione), presso il Canale Logonovo di Lido degli Estensi sono stati liberati in mare sei quintali di anguille delle Valli che hanno iniziato così il lungo viaggio verso il Mar dei Sargassi, tra le isole Bermuda e le Antille, dove concluderanno il viaggio e il loro ciclo di vita dopo la deposizione delle uova. Da lì le nuove generazioni di anguille che nasceranno, all’inizio piccole larve opalescenti nate dalle uova poi anguille “cieche” e senza colore, ripartiranno per il viaggio a ritroso lungo migliaia di chilometri con meta proprio le Valli di Comacchio, dove completeranno la loro crescita assumendo il tipico colore nero e argentato. Durante le operazioni della liberazione sono state applicate tutte le norme di sicurezza anti covid-19. L’iniziativa è stata documentata con un video che si trova sui canali di comunicazione social e sito web del Parco.

Visitare il Parco

Il Parco del Delta del Po è dotato di diversi Centri Visita e Musei. I Centri Visita costituiscono i principali punti di riferimento per la visita delle Stazioni del Parco ove sono proposte iniziative didattico-ricreative e nelle quali è possibile ottenere informazioni sulle caratteristiche ambientali dell’area protetta e sulle attività e le escursioni promosse. Nei Centri Visita e nei Musei ed Ecomusei è possibile “respirare” la storia dell’intero territorio del delta e delle genti che l’hanno trasformato nei secoli e che tuttora lo abitano.

Roberto Aguzzoni

Per saperne di più: Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, Corso Mazzini, 200 – 44022 Comacchio (FE) Italia- Tel. +39 0533 314003 www.parcodeltapo.it (foto Parco del Delta del Po)

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La foto di copertina del n. 50 di Omnis Magazine è di Giuseppe Di Paolo

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