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Anche l’AI per la prevenzione del tumore allo stomaco

N. 113 - Luglio/Agosto 2026

 

 

 

 

Anche l’AI per la prevenzione del tumore allo stomaco

Il futuro della prevenzione del tumore allo stomaco passa dalla diagnosi precoce e dalla stratificazione del rischio. È questo il tema al centro della Lectio Magistralis, tenutasi di recente presso la Clinica Villalba di Bologna, dal titolo: Centro per lo studio e la prevenzione del cancro gastrico mediante screening della popolazione con test sul respiro per Helicobacter pylori.

Tra i protagonisti dell’incontro il prof. Massimo Rugge, patologo di fama internazionale e professore onorario di Anatomia Patologica dell’Università di Padova, considerato uno dei massimi esperti mondiali nella prevenzione del carcinoma gastrico. Rugge ha infatti guidato il gruppo internazionale che ha ideato e validato i sistemi OLGA e OLGIM, oggi tra i più utilizzati al mondo per la valutazione del rischio di adenocarcinoma gastrico nei pazienti con gastrite cronica.

La gastrite cronica, spesso associata all’infezione da Helicobacter pylori, può provocare nel tempo alterazioni progressive della mucosa gastrica. Tra queste vi sono l’atrofia gastrica, cioè la riduzione o la perdita delle ghiandole gastriche, e la metaplasia intestinale, una trasformazione precancerosa delle cellule della mucosa gastrica, le quali acquisiscono caratteristiche simili a quelle dell’intestino.

Prima dell’introduzione dei sistemi OLGA e OLGIM, i referti anatomopatologici descrivevano genericamente tali alterazioni senza fornire indicazioni concrete sul reale rischio oncologico del paziente. Il lavoro coordinato dal prof. Rugge ha cambiato radicalmente questo approccio,

trasformando il referto istologico da semplice descrizione morfologica a strumento di stratificazione del rischio clinico, capace di orientare le decisioni terapeutiche e preventive. In questo modo, i soggetti classificati come a più elevato rischio di carcinoma gastrico possono essere inseriti in programmi di sorveglianza endoscopica più intensivi, finalizzati alla diagnosi precoce di eventuali lesioni precancerose o neoplastiche.

La Lectio Magistralis, moderata dal prof. Giovanni Barbara, ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Bologna ed esperto internazionale di microbiota intestinale, non è stata soltanto un momento di aggiornamento scientifico, ma anche una tavola rotonda dedicata all’innovazione.

Il dibattito si è infatti incentrato sull’integrazione tra clinica e alta tecnologia grazie ai due successivi interventi di spicco sull’argomento.

Il prof. Dino Vaira, specialista in gastroenterologia e ordinario di Medicina Interna all’Alma Mater Studiorum, ricercatore di fama internazionale e storico collaboratore del Premio Nobel Barry Marshall (scopritore dell’Helicobacter pylori), ha infatti illustrato il percorso che ha portato allo sviluppo di un innovativo spettrometro di massa, presentato durante l’evento, destinato a rivoluzionare la diagnostica gastroenterologica.

Si tratta di una strumentazione di ultima generazione che si impiega per individuare la presenza del batterio Helicobacter pylori nell’ambito del cosiddetto “test del respiro”.

L’Helicobacter pylori è un batterio che si annida nello stomaco e che viene contratto durante l’infanzia, nei primi tre anni di vita, prevalentementein ambito familiare, in particolare tramite il contatto interpersonale e lo scambio di saliva con la mamma, per esempio durante l’allattamento al seno, o quando si assaggia la pappa, o quando si pulisce il ciuccio. Si tratta di un batterio insidioso e particolarmente diffuso: si stima che interessi circa 24 milioni di italiani. Tuttavia circa la metà, non sa di averlo.

Per diagnosticarlo sono disponibili metodiche rapide, come l’analisi delle feci e, soprattutto, con il test del respiro, completamente non invasivo. Questo perché l’Helicobacter pylori si nasconde sotto lo strato di muco e, per poter sopravvivere nell’ambiente acido dello stomaco che è a lui ostile, produce un enzima, l’ureasi, che neutralizza l’acidità circostante. Verificando la presenza dell’ureasi nel respiro, cioè analizzando campioni di aria espirata dal paziente,si riesce quindi a identificare l’intruso: è il test non invasivo conosciuto come Urea Breath Test. Se non eradicato, l’Helicobacter pylori può rimanere nello stomaco per tanti, troppi anni, perché, come detto, nel 50% dei soggetti colpiti non produce sintomi. E quando questi si manifestano, potrebbe essere troppo tardi. Il batterio è il responsabile del 90% dei casi di cancro gastrico nel mondo.  È infatti classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come agente cancerogeno di classe 1,la stessa categoria di rischio del fumo di sigaretta.«Eppure individuare l’Helicobacter pylori sarebbe semplice – spiega il prof. Vaira – e grazie a uno spettrometro di massa di ultima generazione, come quello presentato, espressione dell’evoluzione delle nanotecnologie applicate alla medicina, si possono avere risultati precisi, affidabili e immediati direttamente sul posto. Il dispositivo è stato messo a punto dall’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e validato dallo stesso ateneo con una ricerca pubblicata nel 2026 sullo European Journal of Gastroenterology and Hepatology».

Una volta identificato, l’Helicobacter può essere eradicato attraverso una strategia terapeutica, basata su antibiotici mirati, nata proprio nei laboratori dell’Ateneo bolognese.
«All’Università di Bologna – racconta il prof. Vaira – più di dieci anni fa abbiamo codificato la cosiddetta terapia sequenziale, un protocollo che è stato successivamente recepito anche dalla FDA americana. Il trattamento dura dieci giorni: insieme a un protettore gastrico, nei primi cinque giorni si assume un primo antibiotico e nei successivi cinque altri due antibiotici, sempre mirati. Con questo schema terapeutico standardizzato riusciamo a eliminare il batterio e a ottenere la totale guarigione nel 99% dei casi. Se il batterio viene eradicato, il paziente non svilupperà questa tipologia di cancro gastrico e migliorerà sensibilmente la qualità della vita grazie al ripristino della normale funzione digestiva. Quindi l’invito – conclude il professore – è quello di non aspettare sintomi gravi, ma di parlarne con il medico al primo segnale di malessere digestivo, per effettuare, in prima battuta, il test del respiro».

Il prof. Marco Tartagni, Ordinario di Ingegneria Elettronica all’Università di Bologna e già leader del team nel laboratorio collaborativo tra STMicroelectronics e Unibo, ha infine illustrato le nuove frontiere del rilevamento spettrale assistito dall’Intelligenza Artificiale e dai sensori intelligenti, sottolineando il ruolo crescente delle tecnologie digitali nella diagnostica medica di precisione e il loro possibile impiego nelle strategie di prevenzione integrate.

L’iniziativa ha perseguito un obiettivo ambizioso ma fondamentale: diffondere una nuova cultura della prevenzione del cancro gastrico, integrando programmi di screening mirati con le più avanzate tecnologie diagnostiche oggi disponibili. La sfida è costruire un sistema strutturato in grado di identificare precocemente l’infezione da Helicobacter pylori, individuare i soggetti più a rischio e contribuire così alla riduzione dell’incidenza del tumore gastrico.

Vincenzo Basili

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