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Ambientalismo e scienza all’Accademia Nazionale di Agricoltura

N. 72- Novembre 2022

 

 

Ambientalismo e scienza all’Accademia Nazionale di Agricoltura

Si fanno passare per certezze scientifiche convinzioni personali non suffragate dai dati. L’autorevolezza di certi marchi associativi ne permette la diffusione e nella gente si radicano convincimenti errati, abilmente pilotati da interessi economici nascosti. E’ durissimo il professor Giorgio Cantelli Forti, mentre inaugura, nella sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio di Bologna, il 214°Anno dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. Globalizzazione, ecologia, buone prassi ed opinioni astutamente gabellate per scienza si incrociano nell’appassionato discorso del Presidente. Un’accademia come quella fondata da Filippo Re – prosegue- ha il fondamentale compito di aiutare la diffusione di ciò che si basa sulla ricerca e sui dati.

INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO DELL AGRICOLTURA CON GIORGIO CANTELLI FORTI RICCARDO VALENTINI ED ERCOLE BORASIO

Ad esempio, la battaglia in corso per accreditare la “carne vegetale” stravolge la storia dell’umanità. Chi la propone può garantire che il suo consumo garantirà all’organismo umano tutte le sostanze di cui ha bisogno? Eppure, nei supermercati questi prodotti sono già in vendita e i finti hamburger (di cui l’Europa ha autorizzato la denominazione, nonostante un ricorso della filiera della carne) occhieggiano tra gli spot televisivi.

Un altro passaggio forte, nell’intervento del prof. Cantelli Forti, è stato quello sull’agricoltura “biodinamica”. Essa si basa – sostiene il farmacologo- su pratiche esoteriche per niente scientifiche, eppure chi la pratica può ottenere finanziamenti pubblici, perché la metodica biodinamica è stata inserita nel disegno di legge 998, equiparata alla biologica, che invece ha fondamento scientifico”.

L’agricoltura – ha proseguito – è vittima da anni di gravi speculazioni internazionali ed oggi è di moda indicarla come principale colpevole del destino infausto della Terra, ma anche dall’ultimo rapporto Ispra si dimostra che in Italia le emissioni globali nel settore agricolo diminuiscono da anni.

Il futuro ambientale del nostro Paese – ha concluso il presidente Cantelli Forti – risiede anche nelle straordinarie eccellenze alimentari che vanno difese dalle contraffazioni: dobbiamo incentivare e tutelare questa indispensabile fonte economica dell’Italia, che favorisce inoltre la biodiversità delle nostre produzioni agricole. E’ necessario dare più peso al concetto di vocazionalità dei suoli in modo da adeguare le esigenze colturali ai terreni più idonei, riducendo l’uso dei concimi chimici, ed al tempo stesso aumentare lo stoccaggio del carbonio come del resto indicato dalla nuova PAC”.

La “carbon neutrality è stata al centro della “lectio” del prof. Riccardo Valentini, ordinario di Ecologia forestale presso l’Università della Tuscia e membro dell’Intergovenmental Panel on Climate Change vincitore nel 2007 del Premio Nobel per Pace.

 “Il ruolo delle foreste nel raggiungimento della Carbon Neutrality del paese” è tema di stringente attualità essendo oggi alberi e foreste, secondo quanto presentato dal Prof. Valentini, l’unico strumento subito disponibile e a impatto zero per assorbire le emissioni di gas. Attualmente, ad esempio, l’industria mondiale produce l’86% di emissioni, ma di queste ben il 56% viene assorbito in maniera naturale dalle foreste (31%) e dagli oceani (20%), riducendo così le emissioni globali in modo naturale sostenibile per l’ambiente. Per fare sì che questo avvenga in maniera virtuosa l’uomo deve curare le foreste, gli alberi che ne fanno parte; aumentare dove possibile le aree boschive e soprattutto mantenerle nel tempo, facendo sì che possano pienamente compiere il proprio compito. Non basta piantare alberi, è necessario che questi vengano seguiti.

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