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130 anni senza fili

N. 107- Gennaio 2026

 

 

 

 

130 anni senza fili

Era la tarda estate del 1895 quando il ventunenne Guglielmo Marconi arrivò a coprire la distanza di 2400 metri con la prima trasmissione senza fili. La telegrafia senza fili per la precisione, su cui vi lavorava dall’anno precedente, entusiasmato dalla lettura della descrizione particolareggiata delle esperienze di Heinrich Hertz (1857-1894) sulle onde elettromagnetiche. Marconi compì i suoi esperimenti a Villa Grifone, la residenza estiva di famiglia situata a Pontecchio Marconi, frazione del comune di Sasso Marconi, in provincia di Bologna.

Nel suo riuscito esperimento di trasmissioni senza fili, Marconi scoprì che alzando l’antenna si sarebbe ottenuto una portata molto maggiore, e anche la messa a terra del trasmettitore e del ricevitore sarebbe stata rilevante.

Ma andò oltre, frappose anche un ostacolo naturale, la vicina collina dei Celestini, per rendere il trasmettitore fuori dalla portata della vista del ricevitore.

Lo assistevano il fratello Alfonso, il colono Magnani, il falegname Vornelli e il custode Marchi. Marconi trasmise un segnale Morse via etere e un colpo di fucile dei suoi assistenti, dall’altra parte della collina, confermò l’avvenuta ricezione.

Era nata così la trasmissione senza fili, il wireless, diremmo oggi.  Fu dunque “l’atto di battesimo” non solo della radio, ma delle moderne telecomunicazioni che si basano sulla possibilità di riuscire ad effettuare, più in generale, tutti i collegamenti via etere.

Il nome Pontecchio Marconi, così come quello di Sasso Marconi in realtà vennero ufficialmente adottati nel 1938, in onore di Guglielmo Marconi che scomparse prematuramente l’anno prima. All’epoca si chiamavano rispettivamente Pontecchio e Sasso Bolognese.

Il riuscito esperimento del giovane Marconi dell’agosto 1895 avvenne dunque 130 anni fa.

E avvenne prima ancora della proiezione che sancì la definitiva nascita del cinema. Era infatti il 28 dicembre 1895 quando, a Parigi, I fratelli Lumière inaugurarono, con una serie di proiezioni di pellicole a un nutrito e selezionato gruppo di spettatori, la loro invenzione, il cinématographe, in seguito abbreviato in cinéma.

Guglielmo Marconi, dopo il riuscito esperimento a Villa Grifone del 1895, partì per Londra l’anno seguente con due obiettivi: depositare un brevetto che proteggesse la sua invenzione e reperire i capitali per il suo sviluppo.

Il 5 marzo 1986 Marconi presentò a Londra la prima richiesta provvisoria di brevetto, la numero 5028. Il 19 marzo dello stesso anno ricevette dall’Ufficio Brevetti la conferma dell’accettazione della prima domanda. Il 2 giugno 1986 Marconi depositò all’Ufficio Brevetti di Londra la domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, di cui, l’anno seguente, consegnò la sua descrizione dettagliata che era necessaria per il completamento della pratica. Finalmente, il 2 luglio 1987, Marconi ottenne il brevetto, il n. 12039, sulla sua invenzione.  E subito dopo, il 20 luglio 1897, costituì a Londra la Wireless Telegraph and Signal Company ((che dal 1900 includerà il nome dell’inventore e si chiamerà Marconi’s Wireless Telegraph Company, nota come Marconi Company).

I due obiettivi erano stati raggiunti.

Nello stesso anno, il 1897, il fisico tedesco Karl Ferdinand Braun inventò il primo oscilloscopio sfruttando il tubo a raggi catodici e da questa invenzione deriverà in seguito anche la televisione a tubo catodico.

Nel giro di due anni, tra il 1895 e il 1897, nacquero così le tre invenzioni da cui poi originò anche la televisione: dal cinématographe dei fratelli Lumière nacque l’esigenza di vedere le proiezioni a distanza; rese possibili dalla radiotrasmissione di Marconi; la cui successiva visualizzazione su schermo a tubo catodico fu immaginata possibile grazie alla realizzazione dell’oscilloscopio di Braun. Quest’ultimo lo ritroveremo tra poco insieme a Marconi.

Nel 1901 Marconi riuscì a compiere la prima trasmissione transatlantica, di oltre 3.000 chilometri, tra l’Inghilterra (stazione di Poldhu, in Cornovaglia) e l’isola, all’epoca britannica, di Terranova (a St. John’s) di fronte alla costa orientale del Canada.

Fu quasi una sfida alle conoscenze scientifiche disponibili all’epoca, secondo cui le onde elettromagnetiche utilizzate da Marconi potevano propagarsi soltanto in linea retta, con il trasmettitore e ricevitore a vista. Dunque la curvatura della terra avrebbe impedito qualsiasi trasmissione tra le due sponde dell’Atlantico. Ancora non si conosceva la ionosfera, quella fascia dell’atmosfera terrestre dove i gas ionizzati (da cui il nome) riflettono le onde radio rendendo così possibili le comunicazioni intercontinentali, nonostante la curvatura della terra.

Nel 1907 Guglielmo Marconi inaugurò il primo regolare servizio pubblico radiotelegrafico tra l’Europa e l’America.

Nel 1908 entrò in vigore un accordo internazionale per le telecomunicazioni, per l’adozione di un nuovo segnale internazionale di pericolo, la combinazione di lettere “SOS”. Perché una delle principali applicazioni dell’invenzione di Marconi riguardò proprio i servizi radio-marittimi per la sicurezza in mare.

Grazie a quella invenzione, nel gennaio 1909, furono salvati circa 1700 passeggeri a bordo del transatlantico Republic: fu la conferma tangibile del genio di Marconi. Il quale, nel dicembre dello stesso anno, ottenne il Premio Nobel per la Fisica, condiviso con il già visto Karl Ferdinand Braun, «in riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili». 

Marconi fu il primo italiano a vincere il Premio Nobel per la Fisica.

L’importanza della sua invenzione fu ancor più evidente all’opinione pubblica di tutto mondo quando, nel 1912, grazie all’SOS radio venne salvato circa 1/3 dei passeggeri nel fatale impatto del transatlantico britannico Titanic contro un iceberg.

Poi ci fu il capitolo del radio broadcasting, le trasmissioni radiofoniche. Il 23 febbraio 1920, in Gran Bretagna, la stazione di Marconi trasmise il primo regolare servizio radiofonico della storia, per due ore consecutive al giorno, per un periodo di due settimane.

Due anni dopo, il 14 novembre 1922, a Londra nel Regno Unito, faceva invece l’esordio la prima trasmissione radiofonica della BBC, l’emittente più antica del mondo, tra i cui soci fondatori vi era anche la società di Marconi. Le prime parole pronunciate dello speaker della BBC Arthur Burrows furono: “2LO, Marconi House, London calling”.  2LO era il nome della stazione radio che la nuova BBC aveva appositamente acquistata dalla Marconi Company che la gestiva nella sua sede, la Marconi House. Il nome di Marconi fu così legato anche alla nascita della BBC e della sua prima trasmissione.

Da allora la storia della comunicazione cambiò per sempre.

Nel 1924 Marconi entrò, tramite la sua controllata Radiofono, come socio di maggioranza nell’URI Unione Radiofonica Italiana per creare le prime trasmissioni radiofoniche italiane. URI che diventerà poi EIAR (1927) e poi RAI (1944).  

L’apporto di Marconi per la nascita della radio, fu estesa successivamente anche per la televisione.

Il 2 novembre 1936, dall’ Alexandra Palace di Londra, la BBC iniziò il primo servizio al mondo di trasmissioni televisive con adeguata risoluzione (“alta definizione” di allora) e con strutturata programmazione regolare: due ore di trasmissioni al giorno, una al pomeriggio e una alla sera con canzoni e discorsi.

Dopo una breve sperimentazione di due sistemi (quello a scansione meccanica dello scozzese John Logie Baird e quello elettronico della Marconi-EMI Television), la BBC adottò definitivamente il sistema elettronico Marconi-EMI (dal 1° febbraio 1937).

Così Guglielmo Marconi ebbe un ruolo con la BBC, anche nella prima trasmissione televisiva.

L’anno seguente, in seguito a una crisi cardiaca, Marconi si spense improvvisamente a Roma.

Non ebbe il tempo di proseguire tutto ciò che aveva cominciato 130 anni fa. Che ancora caratterizza, e sempre più, il mondo moderno e digitale.

Il mondo lo commemorò con un atto eccezionale: le stazioni radio rimasero in silenzio per due minuti, nei quali l’etere tornò ad essere “silenzioso” come lo era stato prima di Marconi.

Vincenzo Basili

Immagini da Museo Marconi, Fondazione Marconi e BBC Archive

(https://www.facebook.com/BBCArchive/videos/the-first-voice-of-the-bbc-arthur-burrows/521324019634298/)

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