Un viaggio a Nagasaki, per non dimenticare
Sono passati ottant’anni dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Da quel momento il mondo è cambiato per sempre e visitare oggi Nagasaki è un’esperienza unica che permette di toccare con mano non soltanto la distruzione, ma anche la storia di pace e di resilienza scaturita da quegli eventi. Non doveva essere sganciata su Nagasaki, la bomba, ma le condizioni metereologiche sul Giappone, ironia della sorte, fecero la differenza tra chi sarebbe morto e chi no, quel giorno. Così, la mattina del 9 agosto 1945 il bombardiere designato per la missione, un Boeing B-29 Superfortress, si alzò in volo col suo carico atomico alla volta della città di Kokura, obiettivo iniziale della missione. Tuttavia, quella mattina la visibilità sulla città era scarsa per la presenza di nebbia e nubi che non permettevano di individuare esattamente l’obiettivo e dopo tre passaggi sopra la città l’aereo venne dirottato sull’obiettivo secondario, Nagasaki. Alle 11.02 “Fat Man” (l’uomo grasso), ironico soprannome della bomba, fu sganciato su Nagasaki causando in pochi secondi la distruzione di un terzo della città e dei vicini distretti industriali e uccidendo subito 40.000 persone, numero che entro la fine del 1945 sarebbe salito a 74.000 morti.

Nonostante l’enorme impatto sanitario, sociale, economico e, non da ultimo, emotivo, Nagasaki ha saputo davvero risorgere “dalle proprie ceneri”, riprendendosi il ruolo di grande snodo economico e commerciale del Giappone. Oggi Nagasaki è una vivace città portuale dove modernità e tradizione giapponese si incontrano e si fondono, dando vita ad un connubio che affascina e coinvolge chi visita questa città, trovandola ricca di bellezze naturali, monumentali e architettoniche. Tanti luoghi ricordano le drammatiche pagine della Seconda Guerra Mondiale, ma non mancano giardini, templi e chiese, mercati e viste panoramiche, come quella che si gode dal Monte Inasa, una delle principali attrazioni della città che, con i suoi oltre 300 metri di altezza, offre una vista spettacolare su Nagasaki e sulla meravigliosa baia circostante, detta delle 99 isole. La salita al monte può essere fatta con una panoramica funivia e, una volta in cima, i visitatori possono ammirare un panorama mozzafiato, soprattutto al tramonto quando le luci della città si accendono.

Un’importante attrazione culturale e spirituale è il tempio Sofukuji, costruito nel 1629, cui si accede salendo una lunga scalinata che mette alla prova la resistenza fisica del solerte visitatore, ma che ricompensa in cima con l’atmosfera unica e affascinante di un’architettura che è un mix di stili cinesi e giapponesi, con le splendide colonne rosse, i draghi scolpiti e le bellissime decorazioni, permettendo inoltre di godere di un’esperienza di tranquillità e spiritualità.
In città ci si muove facilmente con i mezzi pubblici, in particolare i tram, le cui diverse linee conducono alle zone cittadine di maggiore interesse: i viaggiatori sono molto ordinati e cortesi, non ci sono spintoni né persone che parlano ad alta voce e non è raro veder salite giovani donne avvolte nei delicati colori dei kimono. Una delle maggiori curiosità è l’autista in guanti bianchi che è collocato vicino all’uscita e ad ogni fermata saluta con cortesia ogni singolo viaggiatore che scende!
Non deve spaventare la visita ai luoghi commemorativi della distruzione operata dalla bomba atomica, perché qui i luoghi e le cose, pur sempre segni e simboli del drammatico passato, sanno trasmettere anche un senso di pace, di speranza, di fratellanza e di caparbia capacità di ripresa. È così che attorno all’epicentro del luogo in cui è esplosa la bomba, segnalato da un’imponente stele nera, si sviluppa il cosiddetto “Parco della Pace”, che trasforma un luogo di distruzione in una meravigliosa area verde dove tra piante, fiori e fontane si inseriscono memoriali e monumenti donati da vari paesi del mondo come simbolo di pace e comunità, rendendo questo luogo uno deipiù suggestivi ed emozionanti della città. Su una collina all’interno del Parco della Pace, il Museo della Bomba offre un percorso toccante che permette al visitatore di approfondire la drammatica pagina di storia scritta dalla bomba atomica, presentando quei momenti attraverso immagini, reperti e testimonianze.

Sono trascorsi ottant’anni da quel giorno, così lontano ma anche così vicino agli avvenimenti del periodo che stiamo vivendo. Siamo passati attraverso la guerra fredda, gli accordi, lo stop al nucleare, la voce ammonitrice della scienza, e poi, ecco la nuova corsa alle atomiche ed oggi un mondo continuamente sull’orlo di una crisi globale. Visitare Nagasaki ci ricorda la forza e la resistenza dell’uomo, ma anche la sua debolezza, e parla al nostro animo di pace e fratellanza, per non dimenticare e per opporci con forza alle guerre e alla distruzione operata dalle armi.
Emilio Bonavita
