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Un quartetto tutto italiano

N. 91- Luglio-Agosto 2024

 

 

 

Un quartetto tutto italiano

Apostolo Zeno, Metastasio, Goldoni e DaPonte hanno fatto la storia del libretto d’opera. Sono tutti italiani. Nel 1711 il Rinaldo, su libretto di Giacomo Rossi, definisce il trionfo dell’opera haendelliana a Londra, ma anche quello italiano per la stessa poetica del libretto.

Nella capitale inglese trova un’occasione la poesia classica del nobile veneziano Apostolo Zeno (1669 (8) – 1750,come Bach). Egli, sbarazzatosi di tutto ciò che rendeva eccessivo un libretto, compose versi solo per l’onore, la pietà, la fede al mantenimento di una promessa e all’amor di Patria, facendo propendere tutto da una sola parte. La sua riforma, che aveva cancellato i personaggi buffoni mescolati ai valorosi paladini e gli intrighi amorosi, fu considerata eccessiva ma, i suoi libretti -come Teuzzone https://youtu.be/dck8__Oi-Ac?si=I40_tw0NBN-DEeIh Griselda  https://youtu.be/T4ye7MDNJks?si=NmsxfMr9BXlYr0PO, L’Atenaide, l’Oracolo in Messenia- furono posti in musica dall’altro veneziano più ascoltato al mondo, Antonio Vivaldi.

A lui successe Pietro Trapassi (1698 – 1782) meglio noto come Metastasio. Romano, venne invitato da Maria Teresa d’Austria, a stabilirsi presso la sua corte. Era un ottimo conoscitore dell’animo umano e dalla sua penna scaturirono “drammi per musica” come Didone abbandonata, Attilio Regolo e Olimpiade. A questi componimenti si aggiunsero quelli meno noti degli Idilli, delle Canzonette e delle Elegie. Questo fecondo verseggiatore acquisì grande fama usufruendo – come creatore del melodramma – dello stile arcadico. Metastasio era fortemente convinto dell’efficacia dei propri versi poetici e del fatto che ben pochi erano i musicisti in grado di metterli in musica, per via della lirica prepotentemente marcata. W.A.Mozart stese sopra i suoi versi Il Re Pastore https://youtu.be/HnJqAvFTRF8?si=JZdTXXXlJv3MasNw  mentre L.V. Beethoven musicò la grande aria per Soprano della durata di oltre 12 minuti Ah, perfido spergiuro https://youtu.be/uIzXOh-DzN0?si=YE56QmOobn-POIeR intrisa di tecnica e slancio.

Nella produzione metastasiana emergono tratti vigorosamente drammatici. Tinte forti e sentimenti profondi scaturiscono dai suoi personaggi, che appartengono a classi sociali di diversa estrazione ma che si trovano a condividere problematiche solo all’apparenza distanti tra loro; come le questioni di cuore. I personaggi aristocratici e i plebei contribuirono a decretare la fortuna dell’opera. Fu appunto nel periodo rococò (1750-1770 ca.) che i conflitti interiori dei personaggi mantennero viva la scena. La miriade di partiture che sono state composte da Mozart, Gluck e Haendel evidenziano ancor più i conflittuali turbamenti dei protagonisti.

Carlo Goldoni nacque nel 1707 a Venezia e morì nel 1793 Parigi. Tra il 1740 ed il 1765 l’opera comica aveva fatto presa sul pubblico e si era sviluppata in 2 atti, di rado in 3. Nulla aveva in comune con quella farsa eseguita sempre in un atto che veniva inserita tra i due soliti, sostituendo gli intermezzi comici anche nei melodrammi seri. Fu Giambattista Draghi, noto come Pergolesi, che a soli 23 anni, improvvisamente, tolse gli intermezzi che servivano per le interminabili pause tra i vari cambi di scena. Da quel momento prese vita un modello immortale di stesura, il quale era iniziato con l’intermezzo in un atto de La Serva padrona https://youtu.be/m9cD0oXALOA?si=DH93jD2q-DoaAH-W

Goldoni già dal primo trentennio del XVIII secolo aveva iniziato ad occuparsi di libretti. Fu così che conobbe il Buranello, Baldassarre Galuppi (1706-1784). Il mondo alla roversa (ossia Le donne che comandano). Il mondo della luna, Le virtuose ridicole, La calamita dei cuori e Il Filosofo di campagna sono del 1754. Solo sei anni dopo al Goldoni e a Nicola Piccinni venne offerto di musicare La Cecchina zitella o sia La buona Figliuola che, composta presso la Cupola di San Pietro, ottenne un successo senza precedenti che inondò tutta l’Europa. Una piccola curiosità! Goldoni per la Cecchina, aveva rimaneggiato Pamela Nubile di Richardson; messa in musica precedentemente da Egidio Duni nel 1757. Quest’ultimo italiano, basandosi sul vaudeville, fu uno dei fondatori dell’Opéra Comique. Gli smussi linguistici di Goldoni e le vetustà metastasiane le ritroveremo in Lorenzo Da Ponte, nato nell’ odierna Vittorio Veneto nel 1749 e morto a New York nel 1838. L’abate Da Ponte, dalla scrematura della satira sociale che Beaumarchais aveva tentato di nascondere, creò quei personaggi così profondi – ma dall’apparenza frivoli – che resero eterne le ragioni per le quali vivere.

Le Nozze di Figaro https://youtu.be/Mo129QTp4ls?si=Mub2A6bNP0Laypvt, musicate da Mozart, sono il suo capolavoro. E’ indubbio che l’Italia per merito della qualità dei suoi Artisti e delle attitudini dei suoi macchinisti di scena – nonché conscia di spadroneggiare sia sulla forma seria che, su quella comica dell’opera – avesse conquistato una condizione prioritaria in tutta Europa, per la quale concorreva in ambito differente con la sola Germania Romantica e Futurista.

Il veneziano Ermanno Wolf-Ferrari (1876 -1948) – che, come Strauss, orientò i suoi interessi verso la ormai antica produzione settecentesca – ridonò a Carlo Goldoni, un palcoscenico nel XX secolo, musicando: I quattro Rusteghi https://youtu.be/pCNEOtEp1Gs?si=fXxk4bCUop184ce  Il Campiello https://youtu.be/ZZGc8MrRG8g?si=_ZJWPblPByodaqZU , La vedova scaltra e Il Segreto di Susanna.

Impossibile quantificare il valore scenico dei sentimenti profusi dai loro personaggi e quello letterario che ci hanno lasciato lo Zeno (che fu anche giornalista), il Metastasio, maestro nell’arte dell’improvvisazione, il Goldoni avvocato e il Da Ponte, presbitero dalla vita romanzesca.

Quello che rimarrà imperituro sono le loro opere e le collaborazioni con i più famosi compositori, il cui connubio ha riconosciuto all’Italia il predominio in ogni secolo, per cultura, arte, musica, eleganza ed educazione talentuosa alla bellezza.

Mirella Golinelli

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