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Un ponte di cultura tra Roma e Scutari

N. 113 - Luglio/Agosto 2026

 

 

 

 

Un ponte di cultura tra Roma e Scutari

A Roma, nella sede centrale dell’UPTER, l’Università Popolare della capitale, a Palazzo Englefield, in via 4 Novembre, un evento culturale dedicato alla letteratura e alla musica ha unito un folto pubblico italiano-albanese. A presiedere questo evento S.E.  Ambasciatrice dell’Albania in Italia Anila Bitri, il già sindaco di Fonte Nuova Graziano di Buò, il presidente dell’Associazione “Besa” Edmond Godo e il Maestro Aleksander Gashi, famoso pianista e compositore, cittadino italiano per meriti artistici, che è stato anche ideatore di questo evento realizzato in collaborazione con UPTER, sede universitaria, che ormai per tradizione, offre spazio agli eventi che mettono in evidenza altre culture e che collegano l’Italia con questi Paesi. Una visione, un’accoglienza e un’apertura verso altri mondi in un’ottica di reciproca conoscenza.

La prima parte della serata è stata dedicata alla presentazione del libro “Gjuhadoli”  con l’autore Guljelm Pistulli presentato dai nipoti, Alba e Zafin Ceka, che dopo la sua morte hanno preso l’impegno di continuare la promozione di questo libro, realizzandone una seconda edizione. La presentazione a Roma era la seconda in Italia e la prima era stata ad Asti.

“Gjuhadoli” è il nome di un quartiere centrale di Scutari, una parte importante della città e storicamente nota per aver lascito tracce indelebili nella vita culturale, sociale, economica, commerciale e politica di tutta Albania.
L’autore Guljelm Pistulli, ex insegnante, aveva un legame non solo emotivo con il suo territorio, ma anche intellettuale; dal momento in cui decide di ricostruirne la storia, la passione è trasformata in missione, portando al lettore un libro non solo di dati e fatti, ma anche con una mappa del quartiere e un album fotografico.

Il libro è descrittivo e tratta le caratteristiche geografiche, toponomastiche e onomastiche del quartiere Gjuhadol, delle sue vie e dei suoi abitanti, delle personalità di rilievo in vari campi, formati come professionisti in gran parte all’estero e soprattutto nelle migliori università d’Italia (Roma, Milano, Venezia, Torino, Padova, eccetera) e altri Paesi del mondo;  parla della vita sociale, culturale, sportiva e commerciale; delle istituzioni e delle associazioni che tanto hanno influenzato la storia del Paese, dimostrando così il forte legame di Scutari con la cultura occidentale e in particolar modo con quella italiana.

In un paragrafo della pagina 73 l’autore descrive la “Provincia francescana”, parla dei padri francescani e scopriamo che sono arrivati in Albania a iniziare dal missionario Giovani Da Pian del Carpino (Carpigiano) nel 1182… L’autore evidenzia il loro contributo nell’apertura delle scuole albanesi, quando i turchi minacciavano le chiusure, e cita Leo da Cittadella che aveva creato un primo vocabolario italo-albanese per le scuole.

Nel suo intervento S.E. Ambasciatrice d’Albania in Italia, a Roma, Anila Bitri ha sottolineato il fatto che il cattolicesimo, che in Albania viene rappresentato da Scutari, fa parte della nostra cultura albanese e ci avvicina all’Italia, al centro dell’Europa, precisando: “Noi, Albania, rappresentiamo il migliore esempio della convivenza e tolleranza religiosa”

A completare il quadro dell’interesse sono state le parole del già sindaco di Fonte Nova, Graziano di Buò, che ha ricordato una collaborazione con il comune di Scutari negli anni del suo lavoro e la realizzazione di un concerto di musica classica a Fonte Nova con la partecipazione di noti artisti dei due paesi sotto la direzione del Maestro Gashi. Graziano di Buò ha precisato che Scutari è una città ricca di storia e cultura albanese, detta anche “Firenze dei Balcani” e Gjuhadol è il cuore pulsante di questa antica città.

Una visione più sentita e musicale è stata offerta dal Maestro Aleksander Gashi, che nacque in questo quartiere :“Gjuhadoli è una sinfonia piena di colori con dentro degli elementi straordinari che trovano espressione in personalità eccelse nel campo dell’arte, cultura, sport, scienze, medicina, politica, religione… Ti colpisce l’elegante presentazione in lingua gege ( dialetto di Scutari) che Guljem Pistulli ha usato per portare con la leggerezza di una goccia del Lago di Scutari una ricerca così impegnativa. In altre parole: Gjuhadol è una comunità di valori che merita di essere conosciuta, appartiene alla storia, come i suoi figli che la storia l’hanno fatta dentro e fuori Albania. Vorrei citare un nome tra tanti: Ernest Koliqi, il quale per anni ha diretto il Dipartimento della Lingua albanese all’Università La Sapienza… questo solo per sottolineare anche il legame di Scutari con Roma, dell’Albania con l’Italia. Ecco perché è nata l’idea di realizzare questo evento tra letture e musica.

La musica unisce: artisti famosi e giovani in scena.

La seconda parte dell’evento è stata dedicata alla musica, con un programma scelto tra brani classici e musica cittadina, scutarina.

L’interpretazione di “Chiaro di Luna” di Beethoven da parte del giovane pianista Leonardo Morandi, nipote del grande Gianni Morandi, ha permesso, a sorpresa, un breve video, con cui Gianni ha salutato l’evento e il nipote per questa sua prima esecuzione impegnativa.

L’esibizione della flautista Evi Baba in un brano di M.Ravel ( Vocalise- Etude En Forme De Habanera) è stata accompagnata al pianoforte dal Maestro Gashi; sono seguite due canzoni della musica popolare scutarina, interpretate da Ferdinand Bjanku, accompagnato al pianoforte da Aleksander Gashi, flauto Evi Baba e batteria Zafin Ceka.

Una serata molto apprezzata dai presenti, una buona occasione per rinnovare il rapporto di amicizia ed interscambio tra Italia ed Albania.

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