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Un buon microbiota riduce anche la scoliosi?

N. 113 - Luglio/Agosto 2026

 

 

 

 

Un buon microbiota riduce anche la scoliosi?

Caro lettore, se segui i miei articoli da qualche mese, sai che mi piace esplorare il corpo umano da punti di vista diversi e a volte inaspettati.

Oggi voglio spiegarti come, circa tre anni fa, ho scoperto un legame sorprendente tra microbiota intestinale e postura.

Ti racconto questa storia perché potrebbe aiutarti a capire quanto il nostro corpo sia un sistema integrato, dove anche ciò che accade nel nostro intestino può influenzare il modo in cui stiamo in piedi, camminiamo o ci muoviamo.

Tutto è cominciato quando un giorno, nel mio studio, ho conosciuto una ragazzina di 14 anni.

La ragazza, accompagnata dalla madre, aveva già una diagnosi di scoliosi, confermata da una serie di lastre che evidenziavano una visibile curva dorso-lombare.

Mi raccontò di avere dolore lombare soprattutto durante il ciclo mestruale e che aveva già fatto tanti corsi di rieducazione posturale, ma purtroppo senza alcun miglioramento né sul piano algico, né dal punto di vista posturale. Visto il quadro complicato decisi di indagare i sintomi più approfonditamente e parlando emerse che soffriva anche di problemi digestivi piuttosto seri. Aveva fatto uso di numerosi antibiotici per tonsilliti ripetute; la madre mi raccontò che aveva notato che dopo l’ultima cura antibiotica, in particolare, la ragazza lamentava frequenti dolori addominali soprattutto serali; era meno regolare a livello intestinale e nell’ultimo periodo accusava spesso acidità gastrica e reflusso, per cui la pediatra le aveva consigliato un antiacido.

Decisi di iniziare ad approcciare la situazione da un’altra prospettiva, riequilibrando il microbiota e occupandomi quindi prima dell’evidente disbiosi intestinale, causa di gonfiore, stitichezza e reflusso.

Le indagini effettuate a livello microbiologico evidenziavano una sovraccrescita fungina intestinale, cosa abbastanza comprensibile dato lo sterminio batterico dato dai numerosi antibiotici assunti dalla ragazza a causa delle precedenti tonsilliti.

Il microbiota, cioè quell’insieme di batteri, virus, archea e funghi che vive nel nostro intestino e che non solo ci aiuta a digerire ma regola anche l’infiammazione e lo stato di salute generale del nostro corpo. Non sono semplici “ospiti”: fanno parte di noi, ci compongono e influenzano molte funzioni fisiche e psicologiche. Le riviste scientifiche recenti mettono in evidenza come uno squilibrio nei taxa batterici intestinali possa influenzare processi infiammatori sistemici che a loro volta impattano negativamente sulla funzione muscolo-scheletrica, compresa la postura. Questi studi mostrano come una flora intestinale alterata favorisca rigidità muscolare e dolore; addirittura correlano ceppi batterici specifici al benessere posturale.

Ho quindi consigliato un trattamento di ribilanciamento, non posturale e muscolare, ma prima di tutto mirato al microbiota.

Dopo un mese di cure assolutamente naturali e senza ulteriori esercizi, rividi la ragazza e, devo dire, con mia grande sorpresa i risultati erano evidenti: mi raccontò che gradualmente il dolore lombare era diminuito e che si muoveva in modo molto più disinvolto. La madre mi fece presente che anche la voglia di dolce a fine pasto era calata e finalmente sembrava possibile farle perdere peso.

Osservandola in piedi, gli arti inferiori non erano più ruotati all’interno e, cosa ancor più importante, spalle e bacino erano decisamente più simmetrici sia sul piano frontale, che lateralmente.

Da quel momento in poi iniziai ad inserire la valutazione microbiologica nella mia pratica clinica, con una significativa riduzione dei dolori osteo articolari con cui i pazienti arrivavano da me.

Prestare quindi attenzione a cosa succede quando andiamo in bagno, osservare e prendere consapevolezza dell’elaborato microbiologico finale e della sua frequenza ci può davvero aiutare nell’interpretazione di quei sintomi di disbiosi che spesso passano inosservati e danno però problematiche generali anche importanti.

Sapevi per esempio che uno dei primi sintomi di un intestino infiammato e quindi “permeabile” può essere, non il dolore addominale, ma l’ansia o un aumento delle LDL?

Elisa Stevanella
osteopata

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Reg. Tribunale di Bologna n. 8115 del 09/11/2010

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