Un bolognese innamorato dietro un famoso whisky
Non molti, anzi molto pochi, sanno che nella storia del whisky, super-alcolico per eccellenza del mondo anglosassone, ha lasciato il segno anche un italiano, per la precisione un bolognese.
L’origine del whisky è una disputa a due sulla primogenitura tra Scozia ed Irlanda, e narra di distillati nati attorno all’anno Mille in monasteri e conventi, tra l’isola irlandese e la penisola scozzese, soprattutto con usi nella medicina. Ma l’affermazione del whisky come lo conosciamo oggi risale più o meno a cavallo del diciassettesimo e diciottesimo secolo, scatenando fin dall’inizio una contesa fiscale tra gli scozzesi e il governo centrale di Londra che imponeva sul distillato pesanti tasse.
Ed è proprio in quegli anni, nel 1749 per la precisione, che arriva a Londra il bolognese Giacomo Justerini. Il suo trasferimento oltre Manica nasce da motivi di cuore. È innamorato della soprano Margherita Bellino, che per mestiere canta nei teatri della capitale inglese. Sull’identità di Margherita Bellino molti storici si sono cimentati. Forse era lo pseudonimo di Angiola Calori, soprano milanese che è testimoniato cantasse a Londra; forse Margherita era la figlia del castrato Bellino; forse Margherita è proprio Teresa, la giovane di cui Casanova raccontò che – con il nome d’arte “Bellino”- cantava da castrato nonostante fosse femmina.
Comunque, a un certo punto l’amore finisce, ma il bel giovane ha necessità di riempire la pancia tutti i giorni e, dopo aver provato vari mestieri senza molto successo, si decide a tirar fuori dalla sua valigia un quadernetto di appunti che gli aveva dato prima di partire da Bologna un suo zio pizzicagnolo.
Gli appunti contengono suggerimenti e ricette per produrre infusi e bevande alcoliche, un settore in piena ebollizione in quel secolo. Il Settecento, infatti, è il secolo in cui in Italia si sperimenta molto nel settore degli spiriti e non a caso è in questo secolo che nel nostro Paese si mettono a punto liquori come il vermouth, il rosolio, l’alchermes.
A Londra, Giacomo Justerini, anche se innamorato, sa guardarsi attorno e comprende che i londinesi, per quanto bevano prevalentemente birra a tutti i livelli sociali, popolani e aristocratici, in realtà amano i liquori dolci. E allora decide di impiantare una distilleria per realizzare le ricette che gli aveva passato suo zio.
Cerca un socio che lo sostenga economicamente e lo trova in George Johnson, un investitore nipote di un attore che aveva conosciuto tramite Margherita Bellino. Nasce così uno spaccio di vini e liquori che viene chiamato Johnson & Justerini che, grazie all’abilità di Giacomo nel creare distillati e infusi alcolici, ha un buon successo, al punto che in una decina d’anni il bolognese si ritiene soddisfatto della fortuna accumulata e decide di tornarsene a Bologna e ritirarsi a vita privata. Ma il dado è ormai tratto. La Johnson & Justerini con le ricette del giovane italiano incontra il gusto dei consumatori ed ha ottimi risultati di mercato, diventando perfino fornitrice della casa reale inglese e, seguendone le fortune nel mondo, diventa anche esportatrice su tutti i territori dell’impero britannico, dalle Indie alle Americhe.

A Johnson, intanto, si affianca un altro socio, Alfred Brooks. L’azienda, sulla scia di alcuni distillatori di Edimburgo, ha cominciato a produrre anche whisky blended, cioè una miscela di whisky di varie distillerie.

Poiché anche la famiglia Johnson si ritira, rimane il solo Brooks che decide di rinominare l’azienda: non più Johnson & Justerini, ma, mantenendo il nome del fondatore italiano, Justerini & Brooks, ovvero J&B, quello che nel tempo diventerà uno dei marchi più iconici nel settore del whisky, trainato soprattutto da personaggi famosi, come Charles Dickens nell’Ottocento, Frank Sinatra, Dean Martin, i Beatles nel XX secolo.
E anche oggi, dopo molti passaggi di proprietà fino ad arrivare a multinazionali che lo hanno portato ad essere il quarto whisky più consumato al mondo, nel marchio è sempre rimasta quella J che ricorda il giovane bolognese espatriato per amore e diventato imprenditore per poter sbarcare il lunario e mettere insieme il pranzo con la cena.
Federico Di Palma
