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Sul Titano il bio va forte

N. 69- Agosto 2022

 

 

Sul Titano il bio va forte

Nella Repubblica di San Marino la scelta di sviluppare l’agricoltura rispettosa dell’ambiente è stata fatta molti anni fa.

Uno dei pionieri è Stefano Valentini, titolare del “Podere Lesignano”, azienda agricola leader del territorio e la più grande realtà vitivinicola sammarinese.

L’azienda ha sede a Serravalle, non molto distante dal confine con l’Italia nel versante che guarda il mare, nasce nel 1850 e da allora le generazioni della stessa famiglia si sono succedute nella conduzione.

In un territorio così conformato [molti calanchi e colline] così piccolo [61 kmq, praticamente l’estensione di un normale Comune italiano di montagna], San Marino non può avere aziende agricole di dimensioni enormi, ma il Podere Lesignano, fatti i dovuti rapporti, è da considerarsi una grande realtà.

Tra proprietà ed affitto oggi l’estensione complessiva dell’azienda, che si trova in un’altitudine compresa tra i 100 ed i 350 mt s.l.m., è di 40 ettari produttivi, dove si ottengono uva da vino, olive da olio, ortaggi e seminativi. Una parte della superficie è a pascolo.

Nel dettaglio, su terreni di medio impasto ed argillosi,  vi sono 23 ettari a vigneto che producono mediamente 2.000 quintali di uva; 0,5 ha a ortaggi con resa di 110 q.li che servono per il B&B e le attività diversificate, come la trasformazione artigianale dei propri prodotti; 2,5 ha a oliveto che forniscono olive per ottenere in media sui 900 kg di olio; 14 ha a seminativi e pascolo così suddivisi: 1 ha a grano antico Frassineto con resa di 30 q.li, 1 ha di orzo ad uso zootecnico, con resa media di 40 q.li, il resto della superficie è a pascolo.

Le viti sono delle varietà Chardonnay, Sangiovese, Ribolla, Moscato, Merlot e Cabernet, mentre gli olivi sono di Leccino, Correggiolo, Sursina, Brignola.

Stefano Valentini tiene le redini aziendali dall’inizio degli anni ottanta e dal 2006 ha iniziato a diversificare l’attività realizzando il primo B&B agrituristico sammarinese, la fattoria didattica, la raccolta differenziata, la sala multieventi [questa tutta in materiale ecologico, compreso il tetto green] e molto altro.

“L’agricoltura è una lotta impari con il clima e la terra, – afferma Valentini – dove oggi sei costretto a non poggiare solo sul reddito che derivi dalla produzione che ottieni dalle tue coltivazioni, vendendola sul mercato a condizioni che diventano ogni giorno sempre più avvilenti per l’agricoltore, ma bisogna inventare qualcosa od al massimo copiare chi è più bravo od è arrivato prima, in pratica allargare l’orizzonte.

Ecco perché ho iniziato a diversificare l’attività e, seppur qui a San Marino non sia stato facile, i risultati si stanno ottenendo.

Il Podere – continua Valentini – ora ha dato un impulso sempre crescente alla Fattoria Didattica, dal Centro Estivo Agricolo e dalle giornate a tema [come ad esempio la festa della trebbiatura ed i picnic in riva al lago] che, nonostante gli anni di pandemia, ha avuto una presenza media rispettivamente di 30 gruppi di scolari/studenti, 400 bambini ed una media di 80 persone ad evento.

Contiamo di incrementare il fatturato, che ha avuto il massimo nel biennio pre pandemia 2018-2019 ove ha superato i 300.000 €, anche grazie alla realizzazione nel 2019 di UNI.CO. Università Contadina®, un’idea avuta insieme a due amici, uno storico del territorio ed un giornalista. Purtroppo la pandemia ha ridimensionato anche questa attività”

Quel che è diventato per il Podere Lesignano un punto distintivo fondamentale è il ricorso a produzioni rispettose dell’ambiente coltivate in un ambiente rispettato.   

“Nel 1982 sono stato il primo agricoltore a San Marino – sostiene Valentini – ad applicare la lotta integrata e dal 2016 ho iniziato a praticare le tecniche di coltivazione bio.

Il biologico è una bella opportunità per l’ambiente e per le aziende agricole perché un’agricoltura più sostenibile è condizione primaria per salvaguardare il pianeta, è opportunità economica [tant’è che a San Marino le Cooperative alle quali siamo associati liquidano a prezzi remunerativi], serve a tutelare la salute dei consumatori ma anche degli operatori agricoli.

Inoltre il bio – conclude Valentini – non è solo smettere di concimare o dare antiparassitari, ma si tratta di mettere le piante di qualsiasi specie in condizione di sviluppare difese naturali e San Marino primo Stato 100% bio al mondo entro il 2030 è scommessa possibile da vincere, con l’impegno ed il mantenimento dei propositi da parte di tutti”.

Matteo Sèlleri

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