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Start up giovani nel mondo vegan

N. 107- Gennaio 2026

 

 

 

 

Start up giovani nel mondo vegan

Vi sarà capitato di osservare che molti supermarket propongono, a prezzi accessibili, nuovi prodotti agroalimentari in gran parte vegani o plant-based, ovvero a base vegetale.

Sono sempre di più. Le proteine vegetali stanno conquistando spazio come alternativa sostenibile alle proteine animali. Si stanno anche moltiplicando siti specializzati e Social che propongono prodotti gustosi a prezzi interessanti. Marketing? Forse. Di certo risponde ad una esigenza di mercato.

Consumatori vegani ma anche onnivori, comunque attenti alle problematiche ambientali, salutistiche e del Pianeta, cercano, e oggi trovano, alimenti che, se non proprio a buon mercato, non sono poi così costosi come lo erano un tempo. Soprattutto sono buoni.

Solo qualche anno fa erano poche le imprese che si dedicavano a prodotti vegani soprattutto di alta qualità. Ci riferiamo ad esempio alla kombucha, bevanda fermentata a base di thè zuccherato di origine orientale che fermenta grazie a inoculi selezionati. Di kombucha facevano grande uso in oriente, dal Giappone alla Russia e Ucraina, ma oggi è molto frequente trovarla nei bar di tutta Europa. Il modello alimentare non è solo quello italiano: abbiamo imitato e utilizzato alimenti del mondo.

Non ci sono molti studi che avvalorano i benefici della kombucha né di altri modelli alimentari ma si sa, il cibo è globale.

Sono diffusissimi i sostitutivi vegetali che simulano il sapore della carne, del pesce, compreso il salmone, ma che di proteine animali non hanno traccia. Niente carne, né uova , né latte. Nuovi alimenti propongono cibo con benefici nutrizionali e ambientali significativi.

Il cambiamento riguarda anche alimenti di uso comune come il sugo: lo ha sposato anche il marchio Mutti di Parma.

Il noto brand propone un ragù a base vegetale. Carne? Neanche l’ombra. Certo la lista degli ingredienti si allunga, le proteine vengono dei legumi, una percentuale di grassi vegetali, molti più componenti costituiscono il Ragù alla Mutti 100% vegetale, con tutto il gusto e la corposità del ragù”. Vero è che l’alternativa 100% vegetale essendo pronto all’uso consente di dimezzare i tempi di preparazione, una soluzione pratica per chi non vuole rinunciare ad un ragù vegetale che sa di casa.” Un modo elegante per dire che consente di risparmiare tempo in cucina.

Non solo, il consumo di proteine vegetali potrebbe aiutare a ridurre l’impatto ambientale, migliorare la salute cardiovascolare e gestire peso e glicemia e sono attenti al packaging e al riciclo delle confezioni.

Sono nuove referenze e prodotti fermentati, bevande e alimenti sui quali un’imprenditoria giovane sta investendo e scommettendo, che richiede professionalità e competenza.

Diciamo che sono molto gustosi, anzi buonissimi. Diversamente da pochi anni fa, è un fiorire di prodotti a base vegetale distribuiti ovunque, non solo al Nord di Italia.

Negli ultimi anni la categoria ha registrato una crescita, significativa del numero di referenze sugli scaffali della grande distribuzione, e oggi può vantare valide alternative ai prodotti caseari. Tra le proposte più interessanti spiccano quelle a base di mandorle e anacardi. 

Non chiedeteci come si producono, il segreto è ben conservato. Ma non vi preoccupate! Il processo produttivo è molto simile a quello dei derivati del latte che ben conosciamo.

Ne è un esempio emblematico l’alternativa vegetale alla mozzarella di Dreamfarm, che viene commercializzata in acqua di governo come da tradizione casearia. È oggi uno dei prodotti più apprezzati della giovane startup che si è affacciata da pochi anni sul mercato. 

Nel 2023, dopo due anni di ricerca e sviluppo, Dreamfarm ha lanciato una gamma di prodotti vegetali alternativi al formaggio e sono a base di mandorle e anacardi – ci racconta Enrico Busato che segue le vendite dell’azienda – pensata per coniugare gusto e benessere, con una forte attenzione alla naturalità degli ingredienti.

I prodotti si distinguono per un profilo nutrizionale virtuoso, con un contenuto di grassi saturi inferiori all’1,5% e una lista ingredienti corta e naturale, senza amidi o grassi aggiunti.
Pensiamo che i valori alla base dell’innovazione che abbiamo portato sul mercato abbiano contribuito in modo concreto alla crescita qualitativa del segmento e di tutti gli attori che ne fanno parte, oltre a permettere al nostro brand di affermarsi rapidamente in Italia e in diversi mercati europei. Il nostro obiettivo? Diventare un marchio plant-based a 360°, capace di offrire soluzioni alimentari innovative, inclusive e sostenibili in diverse categorie di prodotto”.

Spesso le start up sono giovani, l’età media dei dipendenti si aggira intorno ai 30 anni. 

In sintesi, potreste rimanere piacevolmente sorpresi dalla proposta innovativa 100% di origine vegetale di questi ragazzi che sono riusciti a creare alternative credibili ai prodotti caseari senza l’utilizzo del latte animale, partendo da materie prime altrettanto nobili come mandorle e anacardi.

Lo promette anche Anna Maria Palumbo titolare del sito coccoledigusto.com, (l’agenzia di comunicazione è “il vegano imbruttito”), che seleziona i migliori prodotti da portare in tavola e che sa usare i Social. I prodotti che propone “sono prodotti per tutti”, non solo per vegani e vegetariani e hanno prezzi adeguati alla categoria. C’è l’interesse a diffondere alimenti che si possano acquistare senza ritenerli un lusso per pochi.

“C’era un livello di consapevolezza molto basso e che ora sta emergendo, dice Daniele Pignone di “Fervere”, il primo e unico e-commerce specializzato in alimenti e bevande fermentati provenienti da realtà artigianali, nato come produttore di Kombucha. Nel 2017 eravamo pochissimi a produrre Kombucha, ora le imprese italiane sono almeno una quindicina. Il mercato sta cambiando e c’è interesse imprenditoriale delle giovani start up.”

Presto è Natale. Quasi tutte le grandi marche propongono panettone e pandoro senza ingredienti di origine animale, niente uova, latte…

Talvolta sono prodotti anche con farina biologiche. Non esattamente a un prezzo competitivo, ma Natale viene una volta l’anno!

Luana Spernanzoni

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