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Scrivere a mano è un diritto

N. 86- Febbraio 2024

 

 

 

Scrivere a mano è un diritto

Bologna ha ospitato il Festival Nazionale della Scrittura a mano organizzato da AGI (Associazione Grafologica Italiana) in collaborazione con l’Istituto Internazionale G. Moretti di Urbino e la Campagna per il Diritto di Scrivere a Mano.

La due giorni, incentrata su giovani, adolescenti e bambini, ha visto la presenza di importanti relatori che si sono avvicendati ad affrontare tematiche di rilievo ed il sostegno e la partecipazione di rappresentanti istituzionali che hanno sottolineato il valore dell’iniziativa.

I lavori hanno avuto inizio con i saluti del presidente AGI Guglielmo Incerti Caselli e di Fermino Giacometti, presidente dell’Istituto Grafologico Internazionale Moretti di Urbino. Sono altresì giunti i saluti del Ministro Valditara che ha inviato una lettera di apprezzamento ai contenuti proposti, e dell’onorevole Federico Mollicone, presidente della VII Commissione Istruzione che, in video, espresso parole lusinghiere circa l’iniziativa; insieme all’on. Ciaburro, proponente, è firmatario del disegno di legge sull’istituzione della “giornata nazionale della scrittura a mano”.

Davide Ara, assessore alla scuola del Comune di Bologna, ha espresso, per i ragazzi, la necessità della disconnessione, da intendere come “un diritto utile a favorire le competenze manuali senza l’intermediazione della tecnologia”: vanno infatti privilegiati, per uno sviluppo armonico, il disegno e la scrittura.

L’on. Monica Ciaburro, presente all’iniziativa, ha messo in luce il valore del gesto scrittorio a partire dalla prima infanzia: confrontarsi con la penna a 3-4 anni per accostare i primi tracciati permette l’allenamento del cervello per la successiva realizzazione del gesto grafico. Tale allenamento è fondamentale per avviare la scrittura, percorso significativo che consente di affrontare la vita e i suoi problemi.

L’antropologo Marco Aime ha riferito come l’invenzione della scrittura sia stata la più grande rivoluzione della storia, nonostante non siano mancati i critici della stessa: tra questi Platone, che la considerava disumana per via della frattura che si crea tra mente e cuore, ma tale pensiero ha dovuto essere scritto per essere comunicato!!! La scrittura non è pura trascrizione dell’oralità, con cui è stata attentamente confrontata, ma consente di dare logicità al pensiero, dal momento in cui la mano afferra la penna, e favorisce un senso di intimità e di scambio a tutto tondo. La tecnologia presente nella realtà di oggi porta ad un maggior intreccio tra oralità e scrittura.

Cristina Portolano, illustratrice e autrice di libri ha ricordato come solo nel momento in cui si scrive le idee prendono piena forma e si rendono trasmissibili; la gestualità poi è alla base del processo creativo.

Annalisa Strada, insegnante e autrice di libri per ragazzi, intervistata dal presidente Incerti Caselli ha sottolineato come esistano due mondi negli adolescenti: quello che mette le parole sul foglio ed è estensione del pensiero e un altro, veloce, frutto di un’immediatezza istintiva che occorre imparare a gestire.

Carlo Nofri, portavoce delle città italiane per l’Unesco, ha ricordato che la scrittura è un’istanza di valore per l’apprendimento, allena la memoria e favorisce il ragionamento. La precoce familiarità con la scrittura digitale da parte dei piccoli non può realizzarsi a scapito di abilità fondamentali. Oggi occorre ricercare un nuovo equilibrio tra tecnologia e manualità, tra velocità esecutiva e cura di quelle abilità che appaiono patrimonio identitario di ogni persona.

Gep Caserta street artist e “handletteringartist” ha trasmesso al pubblico interessanti esiti della sua ricca produzione, frutto di passione e di competenza. Otto Gabos noto scrittore e illustratore ha evidenziato, attraverso le immagini del suo lavoro, la strettissima analogia tra disegno scrittura.

La tatuatrice Gilda Malakian, illustrando il significato della sua attività, ha evidenziato come questa risulti valida occasione per intessere relazioni profonde con chi si rivolge a lei.

Interessante l’esperienza portata da Rossella Certini, docente di pedagogia all’università di Firenze. Ai ragazzi italiani è stato chiesto, alla luce di un progetto formulato fin nei dettagli, di scrivere in arabo, lingua di alcuni compagni di classe. Il tutto ha richiesto grande impegno e forte attenzione esecutiva ma ha consentito di accostarsi ad altra cultura e ad una grafia che procede, come è noto, da destra verso sinistra. I risultati ottenuti hanno addirittura superato le aspettative e favorito l’inclusione.

Fermino Giacometti, presidente dell’Istituto Moretti di Urbino, nel richiamare le caratteristiche delle grafie infantili attuali, ha posto in luce come il grande problema che caratterizza la realtà odierna sia quello della genitorialità. Oggi gli adulti in veste di genitori spesso risultano tali senza un progetto, il che rende assai complicata la relazione e più difficoltosa la crescita. Genitorialità è promozione di vita, è creatività, è riconoscimento della persona come valore, è apertura all’incontro, rispetto e ascolto della verità dell’altro.

Significativi gli interventi degli altri grafologi presenti: Carla Salmaso parlando di orientamento ha precisato come questo sia un processo di consapevolezza di sé.  Esempi opportuni hanno evidenziato come la scrittura possa risultare un valido aiuto ai fini dell’orientamento alla vita, evidenziando un universo nascosto che si palesa nei segni grafici posti sul foglio.

Antonello Pizzi ha messo l’accento sui modelli grafici più frequentemente utilizzati dagli adolescenti nei diversi paesi: modelli di grafie carenti negli elementi sia di idealità che di radicamento nel mondo istintuale. Non si tratta di aspetti di poco conto ai fini educativi.

Barbara di Giusto, in forza di una lunga esperienza nel settore dell’educazione della scrittura, ha messo in luce, con esempi ad effetto, come le brutte scritture non vadano di necessità catalogate tra le disgrafie, come spesso facilmente accade, ma necessitino del giusto approccio per superare le difficoltà grafomotorie iniziali.

Anna Rita Di Buono ed Iride Conficoni durante la relazione

Iride Conficoni e Anna Rita Di Buono, rispettivamente grafologa e pediatra, hanno presentato gli esiti di un lavoro interdisciplinare che ha dato importanti frutti per una migliore conoscenza dei bambini. Il rapporto con il grafologo apre spazi di comunicazione attraverso il disegno e la scrittura che consentono una conoscenza migliore e più approfondita in ambito pediatrico. Ne emerge un approccio ad ampio raggio che consente cure più mirate e pertinenti.

Patrizio Bianchi ha ricordato che scrivere è trasferire concetti e idee nel tempo e nello spazio. La scrittura ha una funzione sociale, costruisce una comunità di apprendimento aperta, partecipativa, inclusiva e democratica. Scrivere a mano è espressione di libertà che va condivisa con una comunità in cui si scambiano pensieri, affetti ed emozioni. Si tratta di una realtà di grande valore che non può essere disattesa.

L’attore Cochi Ponzoni, intervistato dall’attore-doppiatore Marco Pagani ha illustrato al pubblico, con la sua pressoché intatta carica vitale, il proprio forte rapporto con la scrittura a mano che permane tuttora, nonostante la presenza degli strumenti tecnologici.

In contemporanea al convegno si sono svolti con successo laboratori per bambini, condotti dalla grafologa Nadia Zanzottera, e per adulti, condotti dal calligrafo Aldo Iotti.

L’anno prossimo il Festival si svolgerà il 28 e 29 settembre, sempre a Bologna.

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