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Ricordando Cesar Franck

N. 72- Novembre 2022

 

 

Ricordando Cesar Franck

In ambito musicale, l’attenzione è sempre stata rivolta a nazioni come la Germania e l’Italia, per le quali si  sono stampate intere foreste di pagine, ma l’Ottocento musicale europeo è stato segnato anche dall’opera di grandi compositori francesi; autori che, dopo il trapasso degli immortali (Cherubini, Spontini e Rossini, i quali avevano popolato trionfalmente i teatri), nel periodo storico collocato tra la caduta di Napoleone e la Restaurazione tentarono di produrre musica che tenesse conto degli usi  e costumi del popolo francese ed innanzitutto degli elementi politici in esso ferventi.

Più propriamente definito romanticismo francese, ebbe come figure di spicco: Saint- Saens, Halèvy, Berlioz e Bizet, i quali per le loro produzioni teatrali ricercarono personaggi-eroi, intrisi degli ideali propri dei francesi, che -nell’arco temporale di transizione- si erano ulteriormente rafforzati ed accentuati. Ai già citati compositori, si aggiunsero anche: Ernest Chausson, Vincent d’Indy, Ambroise Thomas e Jules Massenet, ma si innalza sopra di loro Cesar Franck, un belga divenuto francese. Egli dedicò la sua vita al concepimento di una scuola, nella quale rispecchiava le sue stesse esperienze musicali. Essendo profondamente cattolico, osservante ed integerrimo, fu paragonato ad Anton Bruckner.

Organista instancabile, sedeva per ore davanti a quelle tastiere che gli ispirarono sempre nuove composizioni e trascrizioni. Il suo stile romantico ed affascinato si fondeva con quello che restava del mondo classico. Di Franck rimarrà ad imperitura memoria il brano più eseguito e conosciuto, in contesto sacro, dal titolo: “Panis Angelicus”. Questo eccellente compositore, del quale ricorre il bicentenario della nascita (10 dicembre 1822) ci ha lasciato pagine imbevute di mistero che possiamo ascoltare nell’oratorio “Oratorio della montagna”, mutato poi in “Les Beatitudes”.

Le sue composizioni raggiunsero, con l’uso sapiente delle leggi del contrappunto e della polifonia, la perfezione. La forma ciclica, della quale si trovano spunti in Beethoven- Sonata in Si minore, in Listz, in Sphor ed in Schumann, con Franck assume un carattere preponderante che ritroveremo nella musica di Wagner. Nella “forma ciclica” si venivano a creare temi-base, composti da cellule tematiche che potevano essere riprese come tali o modificate con diverse figure ritmiche, ma mantenevano sempre le stesse note. Chabrier, nel 1871 (data della prima rappresentazione italiana di un’opera wagneriana -Lohengrin – al Comunale di Bologna), definì il suo intermezzo sinfonico “come la vita stessa”.

Franck, che passava le sue giornate alternandosi alle tastiere degli organi parigini di Saint Jean Saint Francois e di Sainte Clotilde, ma pure all’abbazia Sankt-Florian, gettò le basi di un nuovo mondo musicale. Filogermanico di pensiero, con la sua arte dell’improvvisazione all’organo risvegliò il gusto per la musica non teatrale, nel popolo francese.

Cesar Auguste Jean Guillame Hubert Franck – più semplicemente Cesar Franck – spinto dal padre Nicolas che ne voleva fare una macchina da soldi, frequentò prima il Conservatorio di Liegi, sua città natale poi nel 1835, all’età di 13 anni e dopo essersi esibito in tutta Europa, per volere del padre, il quale aveva già ottenuto la cittadinanza francese, entrò al Conservatorio di Parigi. Dovendo gareggiare con colossi, come Chopin, Pleyel e Listz, s’interessò immediatamente della musica sacra, componendo l’oratorio Ruth. Molto noto in vita come insegnante, ebbe però meno successo nella diffusione le sue composizioni che, come per la raccolta “Pezzi d’organo” del 1846, vennero date alle stampe solo 127 anni dopo.

Il 1985, anno europeo della musica vede in Italia il conio di 95535 monete commemorative in argento 835/1000 del peso di 11 grammi ciascuna. In ognuna di queste “500 lire” italiane, che non entrarono mai in circolazione, ma rimasero sempre fior di conio per collezionisti, erano effigiate lira, pentagramma, chiave di violino ed un organo a canne, che richiama proprio la musica di Franck.

Il Belgio che gli aveva dato i natali emise il 13 maggio dello stesso anno, ben 2.318.408 francobolli che immortalavano Franck all’organo. Nello sfondo di questi era visibile un frammento di un suo spartito composto per e dedicato alla pianista Leontine Bordes-Pène.

La Francia, ove morì a Parigi l’8 novembre 1890 per l’aggravarsi di una malattia polmonare, gli dedicò un francobollo nel 1992, insieme a compositori del ‘900 quali Auric, Tailleferre, Honegger e Satie.

Luchino Visconti nel 1965, inserisce la dolce ed ardente musica di Franck, tratta dalla Sonata per violino e dal Preludio, Corale e Fuga, nel suo film: “Vaghe stelle dell’orsa” con Claudia Cardinale e Jean Sorel.

Mirella Golinelli

Suggerimenti d’ascolto:

https://youtu.be/-Dr2CK4R0l4 (Preludio, Corale e Fuga)

https://youtu.be/cVYnN6vWOWs (Panis Angelicus)

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