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Olio fritto per auto green

 


N. 48 Novembre 2020

Olio fritto per auto green

Il contributo alla riduzione delle emissioni di carbonio di un team dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che mette a punto il kit per vetture totalmente eco

La priorità assoluta è sconfiggere la pandemia di Covid 19 al più presto e risollevare l’economia dei Paesi UE dopo la crisi economica devastante che ne è seguita. Tuttavia non può essere messo da parte il problema del cambiamento climatico.

Molti studi hanno evidenziato che l’impatto climatico può essere altrettanto devastante in termini di danni economici e perdita di vite umane a quello del SARS-CoV-2. Non solo. Il disastro climatico e la pandemia hanno molti aspetti che interagiscono.

Stimolare la ripresa economica dopo la pandemia, include investimenti in chiave ambientale, un cambio di visione del paradigma produttivo con nuovi modelli di sviluppo. Ogni anno emettiamo 51miliardi di tonnellate di CO2, è urgente dunque un piano di azione per il clima. Per evitare il disastro climatico e conseguenze irreversibili la sfida è azzerare le emissioni entro il 2050. Obiettivo tanto ambizioso quanto necessario.

L’Unione Europea in questa direzione sta adottando strategie e obiettivi che riducano drasticamente i gas ad effetto serra. La Commissione ha deciso di confermare quelle scelte identitarie che hanno caratterizzato la presidenza Von Der Leyen, prima la riduzione delle emissioni era fissata al 40% nel 2030, ora al 55%: non è un obiettivo generico, si tradurrà in obiettivi vincolanti per i settori industriali.

L’Italia giocherà una partita fondamentale su tutti i fronti nel 2021 quando prenderà le redini del G20, il forum di coordinamento economico delle strategie dei Paesi più avanzati. I governi dei Paesi della UE e gli Stati più sviluppati non possono più derogare e rinviare scelte in un’ottica ecologica. E’ necessario dunque investire e incentivare le energie pulite e con garanzie che siano accessibili ed economiche.

Gli investimenti italiani

Anche imprese, Enti e Università possono e stanno assumendo iniziative in questo campo, con strategie e studi che guardano al futuro e con investimenti in termini di ricerca e sviluppo.

Lo dimostrano le 430mila aziende italiane che negli ultimi cinque anni, come emerge dal recente rapporto GreenItaly della Fondazione Symbola, hanno investito nella riduzione dell’impatto ambientale e dell’inquinamento e, proprio grazie all’etica produttiva ecologica, continuano a crescere.

ReFuel Solution

In questa logica l’Università di Modena e Reggio Emilia ha proposto agli studenti dell’Ateneo il progetto di formazione accademica all’imprenditorialità specifico per il settore automotive “TACC – Training for Automotive Companies Creation”.

Un corso annuale, con lezioni di marketing, inglese, business plan…tematiche che aiutano in primis a trasformare un’idea in realtà e a sperimentare strategie che puntano alla profonda trasformazione del mondo dell’auto, dalla mobilità sostenibile, per integrare la formazione degli studenti aiutandoli a diventare imprenditori geniali e innovativi.

Così, intorno all’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio e innescare un virtuoso esempio di economia circolare, si sono uniti giovani studenti di facoltà diverse dando il via alla giovane start-up “ReFuel Solution”. Un team variegato e composito. Adriano Cordisco, studente del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria dei materiali, Tommaso D’Angelo, laureato in Giurisprudenza, Federico De Pietri, e Marco Di Mola, studenti di Ingegneria del veicolo, Gabriele Rebecchi, studente di Ingegneria Elettronica e Martina Salvati, studentessa del corso di Laurea Magistrale in International Management.

L’idea che “ReFuel Solutions” ha realizzato, è un progetto di start-up basato sul concetto di sostituire i carburanti fossili tradizionali nei veicoli diesel, utilizzando oli vegetali esausti ovvero già utilizzati in cucina. La loro inventiva ha vinto il premio “Startup Idea Competition 2020”, nella Categoria “Mobility”, aggiudicandosi il premio di duemila euro.

Vero è che l’uso dell’olio nel carburante diesel è già in atto, ma la percentuale di olio vegetale è una componente che attualmente non supera il 10%. Tale percentuale, se incrementata creerebbe danni ai motori, così come sono oggi concepiti. Ma la giovane start-up intende rendere i mezzi diesel completamente green e diffondere l’impiego di carburante ecologico.

L’invenzione è costituita dal “Biodiesel Kit” composto sia da saperi sia da dispositivi di conversione da applicare nel motore, che consentono di usare gli oli usati così da trasformare ogni veicolo diesel in un mezzo totalmente green. Grazie ad un piccolo, ma sofisticato miglioramento sulla linea dei gas di scarico, qualunque automezzo a gasolio attualmente circolante potrà utilizzare biodiesel come carburante, con enormi vantaggi per l’ambiente.  

Ringiovanire gli autobus

L’obiettivo dei sei ragazzi è avere come primi clienti aziende di trasporto pubblico e imprese con un numero considerevole di veicoli che abbiano in azienda serbatoi per il rifornimento, cosi da sostituire agevolmente, e con costi contenuti, il gasolio di origine fossile.

Mentre in Europa l’età media dei mezzi pubblici è di 7,5 anni, gli autobus italiani hanno più di 11 anni di età. Il problema dell’inquinamento dell’aria è urgente e imprescindibile, tanto che grandi città come Torino, Milano e Bologna stanno investendo, con il sostegno economico del Governo, nell’acquisto di bus ecologici.

La conversione verde dei motori a biodiesel, potrebbe essere più veloce ed economica e consentirebbe di utilizzare il parco macchine ancora in uso rendendolo non inquinante e sostenibile.

Per essere concreti, “il kit è ancora nella fase sperimentale – racconta Tommaso D’Angelo – la “mente legale” del gruppo – ma i risultati sono positivi e crediamo fortemente nel progetto. Stiamo lavorando affinché sia realizzato bene e ci auguriamo che diventi presto la nostra attività principale. Di certo è una bellissima esperienza.”

Grazie alla notizia del premio ricevuto, i ragazzi sono stati contattati da aziende interessate sia alla produzione che al montaggio dei dispositivi e anche da amministrazioni pubbliche attente alla svolta green.

Ci auguriamo che siano i primi presupposti affinché l’esperienza si concretizzi in opportunità lavorativa per giovani geniali e impegnati.

Luana Spernanzoni

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