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Poggio Baldi, il lago che non c’era

N. 67 - Giugno 2022

 

Poggio Baldi, il lago che non c’era

Un angolo suggestivo di Romagna, nell’incanto delle Foreste Casentinesi. Un breve soggiorno a Campigna (località lungo la S.S. 67 ora strada Provinciale n. 4, che da Santa Sofia – FC porta al Passo Calla), due chiacchiere del più e del meno con i gestori degli hotel locali, ecco la scoperta del “lago che non c’era”. Scoperta in un certo senso tardiva, dal punto di vista personale, dato che poi, il motore di ricerca messo in moto svela che il lago era già recensito sulle informazioni turistiche. Ma chi ci aveva mai pensato a qualcosa che non c’era? Bah, non importa, a questo punto non bisogna sprecare l’occasione di arricchire la vacanza ed è automatico andare a vedere di che si tratta. Prese alcune indicazioni, partenza per l’“ignoto”.

Il lago di Poggio Baldi, questo il nome, si trova presso il paese di Corniolo, tra Campigna e Santa Sofia. Si parcheggia l’auto circa un chilometro a valle del paese di Corniolo, al bivio per la Badia di Sasso Fratino, e poi via a piedi. Il lago, del tutto unico nel suo genere, si è formato (eh, prima non c’era!) nel 2010 a seguito di una frana di grosse dimensioni sul torrente Bidente. Lo sbarramento dei detriti ha fatto da tappo al corso d’acqua che, a monte della frana, si è trasformato in un invaso. Il primo impatto per avvicinarsi al luogo è infatti una grande massa di terra, anonima, derivata dalla frana. Massa anonima che nasconde una piccola nicchia ambientale. Il lembo iniziale del lago è raggiungibile scendendo verso il limite inferiore della massa ex frana (ci sono cartelli turistici indicatori), e da lì inizia un percorso, un Sentiero Natura inaugurato nel 2019, che regala scorci fotografici suggestivi, valorizzando l’area dal punto di vista turistico e ambientale. Il lago è lungo circa un chilometro, e lungo il sentiero ad anello che lo circonda si svelano “scatti” di tronchi sbiancati affioranti dall’acqua, ruderi di vecchie abitazioni, in un breve isolamento di tranquillità. Risalendo verso monte il lago ritorna ad essere il torrente Bidente, confermando l’eterna legge del Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Oggi è semplice trovare riferimenti e indicazioni per un’escursione, il digitale ha accorciato le distanze. E dunque buona passeggiata e buona scoperta del Lago di Poggio Baldi, in un angolo verde di terra romagnola, dove si sta bene e dove, per concludere in bellezza, altrettanto bene si mangia. 

Roberto Aguzzoni

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