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Occhio al virus, che fa ammalare il nostro computer

N. 113 - Luglio/Agosto 2026

 

 

 

 

Occhio al virus, che fa ammalare il nostro computer

Non fanno rumore, non si vedono e spesso agiscono per settimane prima di essere scoperti. I virus informatici sono oggi una delle principali minacce alla sicurezza digitale globale. Secondo gli esperti di cybersicurezza, ogni giorno ne vengono creati a migliaia, nuovi e capaci di colpire computer personali, smartphone, scuole, ospedali, aziende e perfino infrastrutture pubbliche.

Dietro a questi attacchi non ci sono più solo singoli hacker (gli operatori molto esperti in particolari settori dell’informatica che cercano di compromettere dispositivi digitali), ma vere e proprie organizzazioni criminali che sfruttano la distrazione degli utenti, a volte anche la loro poca conoscenza digitale, e si approfittano chiaramente delle falle nei sistemi (vulnerabilità informatica).

I virus sono un tipo specifico di malware (neologismo nato dalla contrazione di “malicious software“, software maligno, software dannoso). Sebbene i termini virus e malware siano spesso utilizzati in modo intercambiabilecosì faremo qui per comodità – c’è in realtà una differenza: i virus sono un tipo specifico di malware, mentre non tutti i tipi di malware sono virus.

Ecco allora che se proviamo a immaginare il nostro computer acceso mentre si sta guardando un film avvincente, oppure mentre si sta scrivendo una importantissima email e, all’improvviso, si interrompe tutto, con lo schermo che lampeggia, l’audio che solo si avverte a intermittenza, con strane finestre che si aprono nel video o con il computer che non risponde più ai comandi o diventa lentissimo. Beh, allora potremmo essere stati vittime di un virus informatico! E ora? Che fare?

Non fasciamoci la testa. Cerchiamo intanto di capire cosa sono i virus informatici. Magari con spiegazioni semplici, e perché no, con un tocco di umorismo.

Un virus informatico, per semplicità appunto, lo possiamo immaginare non così diverso da un virus biologico. Così come quest’ultimo può infettare corpo umano generando conseguenti sintomi di malessere, il virus informatico può infettare il nostro computer che manifesterà anch’esso i propri sintomi sotto forma di malfunzionamento. Se dunque paragoniamo un sistema informatico, il computer, con un organismo complesso, ovvero il corpo umano, lo potremmo descrivere in questo modo: il sistema operativo svolge il ruolo del cervello; i programmi sono gli organi; la rete Internet rappresenta l’ambiente esterno e i contatti sociali; l’antivirus, il firewall e gli aggiornamenti di sicurezza costituiscono il sistema immunitario.

Quando una minaccia informatica riesce a superare le difese, il sistema inizia a manifestare sintomi, proprio come un corpo che si ammala. E così come ci sono vari tipi di virus che possono colpire il nostro corpo, da quelli meno dannosi, come il raffreddore, a quelli più dannosi, come una forte influenza, allo stesso modo ci sono vari tipi di virus che possono infettare il nostro computer, da quelli meno dannosi a quelli che lo colpiscono maggiormente. È importante riconoscerli, esattamente come facciamo per il nostro corpo intervenendo al fine di scongiurare malattie più gravi, in sostanza per capire come difendersi:

  • Virus classico (il nonno di tutti i virus)

     Quando subentra un problema informatico è il primo virus che ci viene in mente. Qualcuno lo ha mimetizzato all’interno di un programma o di un file che abbiamo scaricato o importato da chi ce lo ha inviato. Nel momento in cui lo apriamo si attiva, compiendo la sua azione dannosa e diffondendosi in tutto il sistema. Per lui comincia la festa…ma noi non lo avevamo invitato…

     Sintomi: file danneggiati o che non si aprono; programmi che smettono di funzionare; rallentamento generale del sistema.

  • Worm, il verme (il corridore veloce)

     Al contrario dei virus classici (costanti ma lenti) i worm sono invece dei super corridori.  Si diffondono in modo autonomo attraverso la rete, saltando da un computer all’altro. Non hanno bisogno di un file o programma per attivarsi.

     Sintomi: connessione internet molto lenta; rete sovraccarica; computer che si blocca spesso.

  • Trojan Horse, il cavallo di Troia (il traditore)

     Il Trojan prende il nome dalla città di cui si narra la guerra nel famoso poema epico Iliade attribuito a Omero e funziona esattamente nello stesso modo. Si nasconde in un programma, o file innocente, che appena lo si esegue manifesta il suo tradimento, rubando dati sensibili e mandando in crash (blocco inatteso) l’intero sistema, spesso permettendo agli hacker di accedere al computer.

     Sintomi: accessi sospetti al computer; antivirus disattivato; file modificati senza motivo.

  • Ransomware (l’estorsore digitale)

     Il ransomware – contrazione dei termini inglesi ransom (riscatto) e software – è uno dei tipi di virus più temuti. Entra nel computer, blocca i file o l’intero sistema e poi chiede un riscatto (di solito in bitcoin) per sbloccarlo. Come un vero e proprio rapimento, ma digitale!

     Sintomi: file criptati e inutilizzabili; messaggi di richiesta di pagamento; accesso al sistema bloccato.

  • Spyware (lo spione nascosto)

     Non tutti i virus cercano di distruggere il computer infettato. Alcuni come gli spyware vogliono solo spiare cercando di rubare informazioni personali come password o dati come quelli della carta di credito.

     Sintomi: furti di password; attività online tracciate.

Proseguendo nell’elenco principale dei virus (malware sarebbe meglio, ma come detto per semplicità e come avviene nell’uso comune usiamo i termini come intercambiabili) possiamo citare anche:

  • L’Adware (l’ospite fastidioso)

     L’ adware (abbreviazione di advertising supported software, software con supporto pubblicitario) vuole inondare il computer di pubblicità, “bombardandolo” di fastidiosi pop-up pubblicitari e reindirizzamenti del browser, generando ricavi per gli sviluppatori, spesso a scapito della privacy e delle prestazioni del sistema.

     Sintomi: finestre pubblicitarie continue; browser che apre siti non richiesti; rallentamenti evidenti.

  • Il Keylogger (il registratore senza permesso)

     Il keylogger registra segretamente ogni tasto premuto su una tastiera, catturando informazioni sensibili come password, numeri di carte di credito e messaggi privati in modo diretto. Il termine deriva infatti da key (tasto) e logger (registratore).

     Sintomi: account violati; movimenti bancari sospetti; password cambiate senza consenso.

  • Il Rootkit (il mimetico all’antivirus)

     Il rootkit è tra i più pericolosi e difficili da rilevare e rimuovere. Consente agli aggressori di ottenere un accesso privilegiato, e a lungo termine, in un sistema, nascondendo la sua presenza sia agli utenti che al software di sicurezza.  Il termine rootkit deriva dall’inglese root (radice/amministratore) e kit (set di strumenti).

     Sintomi: impossibilità di rimuovere il virus; comportamenti anomali del sistema; antivirus inefficace.

  • La Botnet (master dello zombie) 

     Una botnet è un insieme di computer infettati da malwaree controllati da un individuo privo di scrupoli. Il termine botnet deriva dalle parole robot e network(robot e rete). I dispositivi infettati sono noti come bot o zombie i quali operano sotto il controllo di un singolo attore chiamato botmaster (cioè che diventa il “proprietario”).I termini indicano chiaramente cosa può avvenire.

     Sintomi: uso elevato di CPU e internet; invio automatico di spam; surriscaldamento del dispositivo.

  • Il Malware fileless (l’infiltrato in memoria)

     Il malware fileless (senza fili) opera interamente in memoria (RAM), dunque non su file del disco rigido, da ciò il nome. In questo modo si rende più difficile il suo rilevamento e la rimozione da parte delle soluzioni antivirus tradizionali.

     Sintomi: attività sospette senza file visibili; antivirus che non rileva nulla; prestazioni instabili.

Ora che abbiamo visto, tra i principali virus, cosa sono e quanti tipi ne esistono, la domanda sorge spontanea: ma come fanno a entrare nel nostro computer? Beh, i virus sono subdoli e sempre in evoluzione, anticipando ovviamente le possibili difese consolidate.  Ma già conosciamo i principali modi con cui possono infettare il sistema, anche se spesso ce ne dimentichiamo:

  • Email infette, quando si riceve un’email con un allegato dall’aspetto apparentemente innocuo, magari un documento word o un‘immagine, ci si clicca sopra…e…veloce, veloce, il virus è dentro (meglio controllare bene chi ci ha inviato l’email prima di aprirla di fretta, a volte il mittente appare conosciuto a prima vista, ma se si guarda bene l’intero indirizzo…invece no).
  • Download sospetti, gli autori di malware spesso tentano di indurre l’utente a scaricare da Internet file dannosi (un film, un programma o persino un pdf, meglio controllare che il sito sia sicuro);
  • Chiavette Usb (o unità esterne), chi non ha mai inserito nel Pc una chiavetta Usb di un amico o ricevuta in prestito senza sapere da dove viene? Ecco questo è più di un veicolo per l’ingresso dei virus (facciamo la scansione antivirus prima).
  • Link ingannevoli, spesso siamo indotti, sia per velocità di utilizzo della tastiera che per inganno, a cliccare su un link che non sarebbe in realtà consigliato; così ci imbattiamo in un sito infetto che scarica un virus sul nostro computer (è sempre bene verificare che nella barra degli indirizzi ci sia https, o l’icona di un piccolo lucchetto, che ci avvisa che almeno la connessione è protetta).
  • Programmi pirata.
  • App fuori dagli store ufficiali.
  • Wi-fi pubblici non protetti (meglio non usare wi-fi pubblici per transazioni delicate).
  • Macro di Office dannose, Microsoft Office include un potente linguaggio di script che consente agli sviluppatori di creare strumenti avanzati per aumentare la produttività. Purtroppo, i criminali possono anche utilizzare quel linguaggio di script per installare malware (non aprire macro di documenti se non si è sicuri).
  • Vulnerabilità del sistema, ovvero mancanza di firewall e antivirus efficaci (che devono essere per virus, malware, ransomware e le altre minacce) e/o mancato aggiornamento degli stessi antivirus e dei software presenti nel computer, a cominciare dal sistema operativo e dal browser (chrome, edge ecc., dunque aggiornare sempre).
  • Password facili (è necessario utilizzare password complesse lunghe e uniche, con caratteri alfanumerici e simboli, cambiandole spesso; sappiamo che non siamo bravi a creare e a gestire le pas­sword, le riu­ti­liz­ziamo e le viviamo come un fasti­dio, ma ci ricordiamo cosa emerse dopo il furto cla­mo­roso del 19 otto­bre 2025 Museo del Lou­vre quando vennero rubati gioielli dal valore di 88 milioni di euro? Che la pas­sword usata in passato per acce­dere a un sistema di sor­ve­glianza era semplicemente “Lou­vre”…).
  • Lasciare la password di fabbrica del Wi-Fi domestico (in realtà anche un Wi-Fi domestico può nascondere una vulnerabilità se si è presi di mira da un malintenzionato, a maggior ragione se non si cambia la password di fabbrica, dunque bisogna cambiarla e con i criteri già visti; inoltre si può entrare nella gestione del nostro router per attivare, se non lo è già, la modalità di protezione WPA, Wi-Fi Protected Access – WPA3 (o, se non c’è la WPA3, la meno recente WPA2) – che fornisce un metodo di protezione delle reti Wi-Fi attraverso la crittografia dei dati.
  • Accesso semplice all’account (meglio rafforzare la sicurezza degli account abilitando la sicurezza a l’auten­ti­ca­zione a più fat­tori, cioè quella che prevede l’invio un Sms o un’email con un codice per con­fer­mare che siamo pro­prio noi a entrare su un ser­vi­zio online, o che prevede l’appro­vazione della richie­sta d’accesso su app; per un livello di sicurezza maggiore si può utilizzare una VPN nella navigazione che è un altro fattore di protezione della privacy online.
  • Mantenere sempre memorizzati cronologia e password nel browser (come prevenzione per la privacy, riducendo il tracciamento – così pure per migliorare le prestazioni del Pc, liberando spazio – sarebbe opportuno eliminare regolarmente, scegliendo l’opzione “dall’inizio”, cronologia, cookie e altri dati svuotando la cache a ogni spegnimento del computer; allo scopo si può intervenire anche nelle impostazioni del browser).

D’altra parte, come nell’analogia con le malattie del corpo umano, anche nella sicurezza informatica prevenire è sempre meglio che curare.

Come abbiamo visto, una volta attivati sul nostro computer, i virus (o malware) possono fare cose diverse, come copiare sé stessi su altri file, rubare informazioni o rallentare il Pc. Alcuni virus sono così sofisticati da restare nascosti per settimane o mesi prima di fare danni visibili. Dunque per ogni evenienza:

  • facciamo il backup su supporto esterno. Così come un punto di ripristino del sistema operativo.

Ci sono poi tanti ser­vizi online che ci chie­dono di creare un account oppure di entrare usando le cre­den­ziali di altri ser­vizi, come Goo­gle o Apple: l’accesso “fede­rato”, come viene defi­nito, può essere utile per siti usati di fre­quente e a basso rischio, ma per ser­vizi sen­si­bili, come la banca o quelli che hanno i det­ta­gli delle carte di cre­dito, meglio creare account dedi­cati. In ogni caso i ser­vizi chiave vanno sem­pre pro­tetti con pas­sword impe­ne­tra­bili e auten­ti­ca­zioni a più fat­tori. Non si rischia di perdere solo soldi.  Un hac­ker che riesca a vedere le email può trovarne una con i nostri docu­menti d’iden­tità, inviati magari a un agri­tu­ri­smo per il check-in a distanza. Documenti che possono fini­re in un mer­cato ille­gale fin­ché qual­cuno senza scrupoli li com­pra e li usa ad esempio per compiere, con quelle identità, truffe online. A cui seguiranno denunce e inchieste, a seguito delle quali ci potremmo ritrovare catapul­tati all’interno di un incubo giu­di­zia­rio. Riflettendo su questo forse appare meno faticoso l’onere di dedicarsi alle password.

I virus informatici possano perciò rappresentare una minaccia che crea molto timore, ma con un po’ di attenzione e le giuste precauzioni, ci si può difendere senza eccessivo affanno. Il mondo digitale può essere un posto pericoloso, ma con la conoscenza lo possiamo attraversare e navigare in sicurezza.

Così come il sistema operativo e i software devono essere aggiornati, allo stesso modo un po’ lo devono essere anche i fruitori del computer. E il computer ringrazierà, mentre i virus… beh, quelli no, staranno alla larga!

Vincenzo Basili

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