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Nell’Abbazia di Fontevivo il museo del parmigiano reggiano

N. 113 - Luglio/Agosto 2026

 

 

 

 

Nell’Abbazia di Fontevivo il museo del parmigiano reggiano

Il territorio di Fontevivo, in provincia di Parma, è caratterizzato da una presenza costante dell’acqua, elemento che ne ha modellato la storia fin dall’antichità. Le bonifiche, i canali e la straordinaria fertilità della pianura favorirono nel Medioevo lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento bovino.

Fu proprio in questo contesto che i monaci cistercensi dell’abbazia fondata nel 1142 organizzarono il territorio, crearono prati stabili e svilupparono sistemi produttivi che consentirono la trasformazione del latte in grandi forme di formaggio a lunga conservazione.

Ancora oggi Fontevivo conserva intatto il rapporto tra paesaggio, agricoltura e cultura che ha contribuito alla nascita di uno dei prodotti simbolo del Made in Italy. Da qui la scelta di trasferire il Museo del Parmigiano Reggiano a Fontevivo: non soltanto per esigenze espositive, ma per un ritorno simbolico nei luoghi in cui si svilupparono le condizioni che permisero la nascita della tradizione casearia emiliana.

Nel 1605 Ranuccio I Farnese acquistò il complesso abbaziale di Fontevivo, unitamente alla sua “vaccheria”, una delle più grandi del Parmense, e avviò un vasto progetto di trasformazione dell’area.

Il duca immaginava Fontevivo come un centro religioso, rappresentativo e cortigiano del Ducato di Parma. Fece costruire il convento e la Chiesa dei Cappuccini, collegati all’abbazia attraverso il grande Stradone Farnese progettato dall’ingegnere di corte Smeraldo Smeraldi.

Il suo nome è però fortemente legato anche alla storia del Parmigiano Reggiano. Nell’agosto del 1612, infatti, emanò una disposizione che regolamentava e proteggeva la produzione del formaggio parmigiano. Tale provvedimento è considerato uno dei più antichi esempi di tutela pubblica di un prodotto agroalimentare tipico e rappresenta un importante antecedente storico delle moderne denominazioni di origine.

La nuova sede del Museo del Parmigiano Reggiano si colloca in un territorio che, nel raggio di pochi chilometri, concentra alcune delle più significative testimonianze artistiche e monumentali dell’Emilia occidentale.

Fontevivo si trova infatti al centro di un sistema culturale che unisce il Medioevo delle abbazie e della Via Francigena, il Rinascimento delle corti padane, la stagione ducale dei Farnese e il Liberty internazionale di Salsomaggiore Terme.

A pochi minuti dal museo sorge Fontanellato, uno dei borghi storici più celebri della provincia di Parma. Cuore del paese è la Rocca Sanvitale, la straordinaria fortezza circondata dall’acqua che per secoli fu residenza dell’omonima famiglia nobiliare. Al suo interno è conservato uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano: la Saletta di Diana e Atteone affrescata da Parmigianino nel 1524, opera che richiama studiosi e visitatori da tutto il mondo.

Fontanellato è oggi conosciuta anche per il Labirinto della Masone, il grande progetto culturale ideato da Franco Maria Ricci. Realizzato su sette ettari di terreno e costituito interamente da bambù, è considerato il più grande labirinto del mondo realizzato con questa pianta. Oltre al percorso labirintico, ospita una importante collezione d’arte, spazi espositivi, una biblioteca specializzata e un centro dedicato alle attività culturali contemporanee.

Verso ovest si incontra Fidenza, storica tappa della Via Francigena e città che custodisce uno dei massimi capolavori dell’arte romanica italiana. La Cattedrale di San Donnino, iniziata nel XII secolo, conserva il più importante ciclo scultoreo attribuito a Benedetto Antelami fuori da Parma. La facciata, con i suoi rilievi dedicati alla vita del santo patrono e ai grandi temi del pellegrinaggio medievale, rappresenta una delle espressioni più alte della scultura europea tra XII e XIII secolo. Ancora oggi la cattedrale costituisce uno dei principali punti di riferimento culturali e spirituali lungo il percorso francigeno.

Poco più a sud si trova Salsomaggiore Terme, città che tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento divenne una delle capitali europee del termalismo. Simbolo di questa stagione è il Palazzo delle Terme Berzieri, inaugurato nel 1923 e considerato uno dei più originali esempi di architettura Liberty e Art Déco in Italia. Le decorazioni realizzate da Galileo Chini, ispirate all’arte orientale, trasformano l’edificio in un’opera d’arte totale che ancora oggi identifica l’immagine internazionale della città.

Nel raggio di pochi chilometri, dunque, convivono così il Romanico di Antelami, il Rinascimento di Parmigianino, la cultura ducale dei Farnese, il collezionismo contemporaneo del Labirinto della Masone e il Liberty di Galileo Chini. È all’interno di questo paesaggio culturale straordinariamente ricco che trova oggi la propria collocazione il Museo del Parmigiano Reggiano, contribuendo ad arricchire un sistema territoriale nel quale arte, storia, paesaggio e cultura alimentare costituiscono da secoli un patrimonio unitario.

Il Museo del Parmigiano Reggiano è aperto dal 1° marzo all’8 dicembre il sabato, la domenica e i festivi con orario continuato dalle 10 alle 18. Per saperne di più, www.museidelcibo.it

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