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Male alla spalla? Controlla l’intestino

N. 108- Febbraio 2026

 

 

 

 

Male alla spalla? Controlla l’intestino

Ti sei mai fatto male sollevando una borsa?

Quel dolore trafittivo, che compare facendo anche un semplicissimo movimento che prima non ti dava nessun problema, potrebbe essere l’ inizio di quello che i medici definirebbero “una tendinopatia o tendinite”. 

In Italia, questa condizione colpisce ogni anno ben 1,08 milioni di persone. In passato si era convinti che la tendinite fosse legata ad una “infiammazione” del tendine, studi recenti invece affermano che non sarebbe l’infiammazione il problema, quanto la sua mancata risoluzione completa. In pratica potremmo dire che se il nostro sistema subisce un microtrauma singolo dovuto ad un utilizzo improprio del tendine riesce a ripararsi e il dolore non si presenta. 

Se però il trauma è molto importante o se è ripetuto allora avremo la comparsa di uno stato di dolore che può essere acuto o cronico. 

 I microtraumi accadono quando fai lo stesso gesto mille volte, come sollevare pesi, sì, ma anche digitare al pc, usare il mouse, lavare i piatti o guidare in modo scorretto: il tendine si stressa, si formano microstrappi (da 13 a 26 μm² in studi su animali), e la scarsa vascolarizzazione, tipica del tendine, lo lascia “affamato” di ossigeno, lento nel ripararsi in modo adeguato. Il tendine registra l’infiammazione e cerca di riparare e rinforzare il tendine che sta subendo un processo infiammatorio: i tenociti (cellule principali del tendine) rilasciano collagene e si riparano se il riposo e le condizioni sono ottimali, altrimenti si trasformano in condrociti (cellule cartilaginee), che rilasciano vescicole contenenti calcio e fosfato, che cristallizzano in idrossiapatite, formando la così detta “calcificazione”. 

La calcificazione cresce, fungendo per un periodo da puleggia al tendine e donandogli forza e una leva di lavoro più conveniente. Il problema è che crescendo rischia però di irritare l’articolazione e generando un importante dolore. 

 Ma, quindi, come possiamo ridurre i dolori tendinei? 

Beh, imparare ad utilizzare le articolazioni in modo adeguato, in particolare gli arti superiori, e consultare un professionista ai primi dolori, senza aspettare che il tendine subisca importanti danni, è sicuramente fondamentale. 

Questo però ci può bastare solo nel caso in cui il tendine dolente sia uno, e che sia intuibile il suo coinvolgimento in attività costanti e quotidiane. 

Se invece i tendini sono numerosi e le tendiniti o le calcificazioni risultano frequenti, dobbiamo considerare anche un’altra importante e sempre più discussa condizione. 

L’infiammazione di basso grado, ovvero un’infiammazione generalizzata, che non ha la sua causa nel movimento e in una sola articolazione, ma che coinvolge in generale tutto il nostro corpo. 

Questa condizione vede come attori due ormai note tossine batteriche chiamate Lipopolisaccaride e Mannosio, che riescono a fuoriuscire da un intestino irritato, scatenando appunto un’infiammazione generalizzata e sistemica detta “di basso grado”, ma in grado di creare problematiche non piccole, e che va assolutamente vista, riconosciuta e trattata adeguatamente. 

Sul tendine infiammato infatti, come scoperto dal dottor Jesús Álvarez-Herms al Dipartimento di Genetica di Leioa in Spagna nel 2023: “I LPS e il mannosio riducono la capacità delle cellule tendinee di proliferare e produrre collagene nuovo per riparare i danni favorendo la loro trasformazione (metaplasia) in condrociti e questi a formare molto più velocemente la calcificazione come risposta difettosa allo stress infiammatorio”. Risultato: calcificazioni create più rapidamente, peggioramento della tendinopatia. 

A questo punto mi sembra il caso di raccontarvi il caso di una mia paziente, arrivatami per un dolore alla spalla che tendeva a recidivare, nonostante le numerose cure farmacologiche fatte, il riposo e la fisioterapia.

Durante il primo incontro con i pazienti sono solita indagare le loro situazioni generali per farmi un’idea del loro stato di salute e correlare sintomi e dati anamnestici: la signora in questione presentava in effetti un alvo assolutamente non regolare, di cui non si era mai occupata tanto, e gonfioni addominali frequenti. 

Lavorando sull’intestino e trattando la signora a livello osteopatico è stato possibile risolvere definitivamente la problematica di spalla che ormai, dopo anni, non si è più ripresentata.

Se quindi il tuo problema dura da tempo e non sembra trovare soluzione definitiva, se continua a ricomparire nonostante gli sforzi di numerosi professionisti, sarebbe importante escludere disbiosi e/o permeabilità spesso causa di numerose problematiche sistemiche.

Elisa Stevanella

Ecco i link degli studi medici di cui parlo nel testo: 

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11595303/

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10567981/

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3482552/

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12416917/

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3749672/

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